Lo spettacolo di Grillo e il giallo del finto patrocinio, svista o furberia?

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Sui manifesti affissi per le strade c’era il logo della città di Torino, ma a quanto pare il patrocinio del Comune non è stato mai concesso e neppure richiesto

Continua a suscitare polemiche lo spettacolo di Beppe Grillo andato in scena sabato scorso a Torino. Questa volta, però, non per i contenuti blasfemi (quelli in cui il protagonista imbocca i suoi ‘fedeli’ invogliandoli a mangiare dei grilli e pronunciando frasi del tipo “questo è il mio corpo”). I riflettori oggi sono puntati su una probabile furberia legata alla modalità di promozione dell’evento: sui manifesti affissi per le strade c’era il logo della città, ma a quanto pare il patrocinio del Comune non è stato mai concesso e neppure richiesto.

Lo conferma il capogruppo dem del Consiglio comunale di Torino, Michele Paolino: “L’associazione Radar, quella che ha organizzato l’evento, aveva fatto una richiesta puntuale per altri spettacoli, ma non per quello di Grillo”. Una questione che non è soltanto formale. Ottenere un patrocinio, infatti, comporta dei vantaggi economici, in particolare un forte sconto sull’affissione che può arrivare fino al 50 per cento. In queste ore gli uffici predisposti stanno verificando se sia stato pagato (illegittimamente) un prezzo minore.

“Predicano bene e razzolano male”, commenta Paolino. “Da una parte Grillo fa un comizio di commistione tra spettacolo e politica, con quel rito della comunione sotto forma di insetti liofilizzati inaccettabile e offensivo. Dall’altra, chi lo organizza lo passare per un evento istituzionale, cosa che non è. A questo punto – conclude – ci devono spiegare perché l’hanno fatto”.

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