Livorno, la direttrice generale accusa e Nogarin la caccia

M5S
Il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, nella sala consiliare del Municipio per il Consiglio comunale che dovra' esprimersi sull'atto di indirizzo della giunta per avviare il percorso di concordato preventivo dell'Aamps, l'azienda di raccolta rifiuti di Livorno al cento per cento di proprietà del Comune, da presentare, domani, all'assemblea straordinaria dei soci della partecipata, 30 novembre 2015. I lavoratori dell'azienda sono in stato di agitazione da giorni e chiedono il ritiro dell'atto di indirizzo. ANSA/FRANCO SILVI

Sandra Maltinti: indebite e gravi ingerenze politiche e “un clima di terrore” per spaventare i dipendenti

Lo strappo si consuma con una lettera. Il Comune di Livorno ha inviato alla direttrice generale Sandra Maltinti una missiva con cui la informa della revoca dell’incarico. Una decisione che non stupisce e che rappresenta l’ennesimo capitolo dello scontro tra la dg e il primo cittadino M5S Filippo Nogarin.

Ora la direttrice generale avrà 5 giorni di tempo per le controdeduzioni.

Ieri la dg ha presentato una relazione dal contenuto “esplosivo” in prima commissione consiliare. Le accuse mosse dalla dg al primo cittadino sono pesantissime: indebite e gravi ingerenze politiche e “un clima di terrore” per spaventare i dipendenti. Non solo, si parla del tentativo di licenziare in tronco un lavoratore del Comune, colpevole di aver criticato l’amministrazione comunale mentre era intento a fare la spesa al supermercato. 

La relazione ha scatenato prontamente la replica di Nogarin, che si è detto “sbalordito da queste accuse gravissime”, lanciate senza fare alcun riferimento a fatti o procedimenti specifici che possano suffragarle.

Inoltre, Maltinti ha accusato il primo cittadino di averle fatto firmare delle dimissioni in bianco all’atto della nomina e lui l’ha controdenunciata. Uno scontro che va avanti da tempo, quello tra Maltinti e Nogarin, che però ora chiama in causa il clima dell’intera macchina organizzativa comunale.

Nero su bianco viene denunciato dalla direttrice generale che “alcuni assessori e consiglieri comunali, per realizzare le loro personali iniziative, pongono in essere indebite ingerenze”. La dg, inoltre, segnala l’esistenza di “un cattivo clima lavorativo” a Palazzo Civico, spesso improntato “da timore quando non addirittura da terrore, anche di esprimere le proprie opinioni”.

Intanto Nogarin per far fronte alle polemiche, ha messo mano alla giunta e un paio di giorni fa c’è stato  l’annuncio ufficiale con l’ingresso di due nuovi assessori in giunta: i giornalisti Francesco Belais  e Andrea Morini, fino a oggi portavoce del sindaco. Il primo si occuperà di cultura e turismo, il secondo di sport e coordinamento del programma. Fuori invece i titolari delle deleghe loro assegnate: Serafino Fasulo e Nicola Perullo. Uscite ed ingressi che molti inquadrano come riconoscimento ai fedelissimi e stretta per i profili ritenuti più indipendenti.

 

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