Livorno, il consigliere grillino espulso: “E’ Nogarin il vero traditore”

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Alessandro Mazzacca, il consigliere grillino espulso dal M5S: “Il direttorio ci ha sacrificato, ma Nogarin non sta realizzando il programma Cinquestelle”

“Incongruenza e inadeguatezza. La fase concordataria richiede un’attitudine professionale diversa da quella posseduta dai componenti del consiglio di amministrazione”. Con queste parole il sindaco di Livorno Filippo Nogarin ieri mattina ha revocato il cda di Aamps (la società di raccolta dei rifiuti partecipata al 100% dal Comune di Livorno) composto da Aldo Iacomelli e Marco Di Gennaro ed ha accettato le dimissioni di Francesca Zanghi (M5S) che aveva criticato molto duramente la gestione del sindaco pentastellato, considerando “nefasta per l’indotto” la scelta del concordato e “illogica la stabilizzazione dei precari” voluta dal sindaco e “incomprensibile la non erogazione all’azienda dei soldi stanziati dal consiglio comunale”.

“Prendo atto della decisione – ha commentato il presidente di Aamps Aldo Iacomelli – valuterò nel merito il contenuto della revoca. Ho cinque giorni di tempo per le mie controdeduzioni che invierò al sindaco”. In sintesi il presidente Iacomelli sta valutando in queste ore l’opposizione al provvedimento di revoca del suo mandato.

A commentare l’ennesimo capitolo della gestione schizofrenica di Aamps, gravata da circa 40 milioni di debiti e avviata sulla strada del concordato preventivo, è Alessandro Mazzacca, uno dei tre consiglieri grillini (gli altri sono Sandra Pecoretti, Giuseppe Grillotti ) che votarono no al concordato e, pochi giorni dopo, furono espulsi dal M5s.

Consigliere Mazzacca come valuta l’azzeramento dei vertici dell’azienda municipalizzata?
“E’ assurdo. Un cda tolto di mezzo due ore prima della convocazione in cui doveva decidere sulla delibera fallimentare. Noi siamo stati per un anno e mezzo nel gruppo di maggioranza, abbiamo scritto il programma e tutto questo nel programma non era previsto. Il sindaco ha tradito i suoi impegni e noi ora con ‘Livorno Libera’ (il gruppo consiliare costituto dai tre espulsi ndr) siamo contro la giunta per questo motivo”.

Siete stati espulsi dal M5S e tra le motivazioni c’era quella di aver recato un danno di immagine al movimento, è vero?
“Assolutamente no. Voglio, anzi, dire a Luigi Di Maio che ha dichiarato che noi abbiamo votato sempre contro, che in oltre 150 voti abbiamo votato in difformità col gruppo solo tre volte. E’ Nogarin quello che sta creando un danno d’immagine al M5S”.

Dopo quello che è successo crede ancora nel Movimento Cinquestelle?
“Certo. Noi ci sentiamo grillini e abbiamo fatto tutto affinché il programma Cinquestelle fosse realizzato. Forse ai vertice è stato rappresentato altro. O forse il direttorio ha deciso di sacrificarci: non poteva non difendere il sindaco che però non incarna più di fatto i valori grillini per cui è stato eletto”.

In che senso…
“Secondo il non statuto, le scelte vanno condivise e il programma condiviso è il faro da seguire. Invece, per esempio, nel caso del concordato preventivo non c’è stato nessun confronto, a dirla tutta io non sono stato nemmeno informato. Ci siamo trovati davanti il fatto compiuto. Non capisco come abbiano fatto gli altri a votarlo”.

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