L’Italia si ribella all’Ue, no ai formaggi senza latte

Alimentazione
Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (sx) e il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo (dx) alla manifestazione di Coldiretti davanti a Montecitorio contro l'ok dell'Ue alla produzione in Italia di latticini con latte in polvere. Roma, 8 luglio 2015. ANSA/FABIO CAMPANA

Il ministro Martina: “L’impegno che abbiamo preso è stato rispettato”

No, secco. E’ stata questa la risposta del governo italiano alla diffida della Commissione europea di porre fine al divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari previsto storicamente dalla legge nazionale.

L’impegno che abbiamo preso è stato rispettato. Si tratta di una scelta giusta per difendere la qualità dei prodotti lattiero caseari italiani, in particolare in una fase delicata di mercato come questa. Abbiamo sempre ribadito il nostro no a passi indietro sull’utilizzo del latte in polvere per la produzione di formaggi. Chiediamo invece alla Commissione di fare un approfondimento sull’etichettatura dei prodotti derivati dal latte, per dare informazioni sempre più trasparenti al consumatore”. Così il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina ha commentato la decisione del governo di rispedire al mittente la diffida della Commissione.

Nella risposta articolata indirizzata all’Ue il governo pone l’attenzione su tre punti: la materia non è armonizzata, quindi c’è libertà per gli Stati membri di avere norme più restrittive rispetto a quelle europee. La legge italiana non produce effetti distorsivi della concorrenza rispetto al mercato del latte in polvere. E non c’è limitazione alla circolazione dei formaggi che lo utilizzano e che siano prodotti in altri Stati membri.

La questione del formaggio senza latte va avanti da parecchi mesi, a giugno la Commissione aveva inviato all’Italia una diffida chiedendo al governo di rivedere la legge (una tra le più severe d’Europa) che vieta la detenzione e l’utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito nella fabbricazione dei prodotti lattiero-caseari. Già allora il ministro Martina aveva commentato negativamente attraverso Twitter la richiesta: “Su formaggi e latte in polvere no a diktat EU. Noi continuiamo a difendere la qualità italiana”. In agosto il commissario europeo all’agricoltura, Phil Hogan aveva affermato che questa normativa non avrebbe influito sulle eccellenze made in Italy, già protetti dalle certificazioni Igp e Dop. Una modifica della normativa interesserebbe quindi solo i prodotti standard la cui composizione è libera a patto che le norme di commercializzazione e quelle sanitarie vengano rispettate.

Sicuramente la risposta del governo non sarà l’ultimo atto di questa querelle tra l’Italia e l’Europa, ma per il momento la specificità e la qualità dei prodotti caseari italiani è garantita.

 

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