L’Italia ha un problema con gli arbitri in Europa?

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epa05215015 Referee Jonas Eriksson (L) shows the yellow card to Juventus' Leonardo Bonucci (C) during the UEFA Champions League Round of 16 second leg match between Bayern Munich and Juventus Turin, in Munich, Germany, 16 March 2016.  EPA/SVEN HOPPE

Un errore arbitrale è stato decisivo per la sconfitta della Juventus contro il Bayern Monaco. Ma gli episodi negativi negli ultimi mesi si stanno moltiplicando

Il momento è di quelli che fanno male. E’ appena terminata una partita incredibile e, insieme ad essa, anche l’avventura della Juventus nella Champions League 2015-2016. La sconfitta per mano del Bayern Monaco è maturata nel modo più assurdo possibile, con i bianconeri avanti 2-0 fino a venti minuti dalla fine, raggiunti al novantesimo e infine superati ai tempi supplementari. Un “suicidio” calcistico in piena regola, pieno di rimpianti: dal primo tempo regalato ai tedeschi durante la partita d’andata a Torino ai tanti infortuni, dai gol falliti che avrebbero chiuso la pratica a Monaco agli errori grossolani che hanno permesso ai bavaresi di recuperare.

Ma quando il direttore generale della Juve Beppe Marotta va in sala stampa al termine della partita, nell’analisi trova spazio anche un altro aspetto che ha condizionato pesantemente la gara: gli errori arbitrali. Su tutti la sbagliata valutazione del guardalinee in occasione del gol annullato ad Alvaro Morata, giudicato erroneamente in fuorigioco al momento del tiro. “Quel gol – ha detto Marotta – avrebbe dato un’ulteriore svolta alla partita. C’è molto da recriminare, non si possono subire situazioni del genere”. Il ragionamento si estende a tutto il calcio italiano: “E’ ora di cominciare a farci tutelare di più”.

Cosa voleva dire Marotta? L’Italia ha un problema con gli arbitri in Europa? A giudicare dagli ultimi episodi sembrerebbe proprio di sì. Nessun alibi, sia chiaro, ma gli episodi nel calcio contano più che in qualsiasi altro sport e gli errori arbitrali, specie se grossolani, incidono pesantemente sui risultati delle partite e quindi sui bilanci (sportivi ed economici) delle società nostrane.

Senza andare troppo indietro nel tempo, arriviamo al 17 febbraio scorso. Allo stadio Olimpico di Roma i giallorossi sfidano il Real Madrid in una partita dal pronostico a senso unico. In realtà le cose vanno diversamente: la Roma è in partita, mette sotto gli spagnoli a tratti dominando. Come spesso succede nel calcio però pesano le tante occasioni mancate (che saranno determinanti anche nella partita di ritorno). Al tempo stesso, però, pesano due rigori limpidi (il secondo per un clamoroso fallo su Florenzi) negati alla squadra di Spalletti. Poi i campioni del Real fanno il resto e vanno via dall’Olimpico con uno 0-2 che ipoteca il passaggio del turno.

Andiamo alla stagione 2014-2015. Al San Paolo di Napoli si gioca la semifinale d’andata di Europa League che vede gli azzurri opposti agli ucraini del Dnipro. Il Napoli domina la gara, passa in vantaggio all’inizio del secondo tempo con David Lopez ma fatica a chiudere la gara, sprecando una serie infinita di occasioni. A dieci minuti dal termine arriva la beffa con il gol del Dnipro firmato da Seleznyov. L’attaccante ucraino e un suo compagno di squadra sono però in nettissima posizione di fuorigioco, un’infrazione visibile in tempo reale da qualsiasi parte dello stadio. In questo caso l’errore del guardalinee (e dell’arbitro) è addirittura inspiegabile, tanto da scatenare la furia del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis contro l’allora numero uno dell’Uefa Michel Platini: “Arbitro indegno per una semifinale europea, evidentemente diamo fastidio”.

 

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