“L’Italia è ripartita, lo dicono i numeri. Ora consolidare la crescita”

Governo
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene durante gli "Stati generali sui cambiamenti climatici e la difesa del territorio" nell'aula dei gruppi parlamentari della Camera, Roma, 22 giugno 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Nella enews di ottobre Matteo Renzi torna sull’azione di governo e sulla legge di stabilità. Rivendica la scelte in materia di immigrazione e riforme, lancia una piccola anticipazione sulla Leopolda

“I numeri dicono che le cose vanno meglio di prima, molto meglio. La musica è cambiata. Il Pil, gli occupati, i consumi, la fiducia tornano al segno più. Questo è il momento chiave per consolidare la crescita“. Matteo Renzi, prima di partire per il viaggio in Sudamerica che lo terrà lontano dall’Italia per sei giorni, nella sua enews mensile, torna a difendere l’azione di governo, la legge di stabilità e le sue linee guida.

Si scrive legge di stabilità, si pronuncia legge di fiducia. La sistematica riduzione delle tasse una delle caratteristiche chiave del nostro esecutivo. Ridurre le tasse non è di destra o di sinistra: ridurre le tasse è giusto. Per questo siamo partiti dagli 80 euro in busta paga a chi guadagna meno di 1.500 euro netti. Poi abbiamo eliminato la componente lavoro dall’Irap e offerto incentivi per le assunzioni a tutele crescenti. Adesso eliminiamo la tassa sulla prima casa, IMU e IRAP per chi fa impresa agricola, diamo incentivi a chi investe in azienda. Il prossimo anno, IRES; l’anno dopo gli scaglioni Irpef”.

Poi un messaggio “a quella parte del Pd che contesta sempre, a prescindere”, a cui si rivolge così: “Cosa è più di sinistra? Litigare su mille euro di contante o mettere finalmente le risorse sul sociale e sulla povertà? E a chi dice che stiamo agevolando l’evasione vorrei ricordare che noi siamo il Governo che ha fatto accordi con Svizzera, Vaticano e Lichtenstein per riportare in modo corretto capitali. Siamo il Governo che ha alzato le pene per corruzione e riciclaggio. Siamo il Governo che ha fatto partire la fatturazione elettronica e la dichiarazione dei redditi precompilata”.

Tre flash anche su riforme, immigrazione ed expo. “Abbiamo portato a casa al Senato in terza lettura le riforme costituzionali. Un passaggio storico per il nostro Paese collegato alla legge elettorale, alla riforma della pubblica amministrazione e alla semplificazione istituzionale in corso. Il ritornello ‘Renzi-non-ha-i-numeri’ è stato per tutta l’estate lo slogan preferito di una parte dell’opposizione. L’Economist – ve lo ricordate? Quello dell’Italia ‘malato d’Europa’ e delle copertine con il gelato – ora si domanda: ‘E se fosse l’Italia il paese più stabile d’Europa?’. E anche per la tedesca Welt ‘l’Italia muta in una nuova superstar‘ con le riforme che ‘funzionano’, mentre il francese Figaro riconosce che il JobsAct ‘stimola l’occupazione in Italia‘. Bloomberg parla addirittura di ‘Risorgimento’.

Sull’immigrazione, “per mesi ci hanno detto che il problema eravamo noi, che tutto si sarebbe affrontato in Italia, che i problemi riguardavano solo il nostro Paese, che l’Europa ci avrebbe lasciato soli. Oggi la musica è totalmente diversa. Ci abbiamo messo sei mesi ma adesso è chiaro a tutti: siamo davanti a un problema mondiale”. Sull’Expo, “i disfattisti alla Beppe Grillo volevano che rinunciassimo”, dicevano che “nessuno sarebbe venuto”. A conti fatti, previsioni sbagliate. “L’Expo sarà chiusa dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella giornata di sabato 31 ottobre dopo una trionfale cavalcata che in sei mesi ha visto andare all’Expo non solo alcune tra le più prestigiose personalità della politica internazionale e della società civile. Ma anche milioni di italiani che si sono messi in coda dimostrando di essere orgogliosi dell’Italia”.

Prima della consueta frecciatina ai soliti gufi, “che parlano, parlano intano noi facciamo”, una piccola anticipazione di quello che sarà quest’anno l’appuntamento con la kermesse della Leopolda: “Avrà qualche sorpresa e caratteristiche diverse rispetto agli anni passati. Si terrà dall’11 al 13 dicembre 2015. Non cambiano solo gli orari: si inizia venerdì verso cena, si finisce domenica a pranzo”.

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