L’Italia e la sfida impossibile alla Spagna. Ma Conte ci crede: “Giochiamocela”

Euro 2016
Italy's head coach Antonio Conte reacts during the UEFA EURO 2016 group E preliminary round match between Italy and Ireland at the Stadium Nord Lille Metropole, in Villeneuve-d'Ascq near Lille, France, 22 June 2016.
ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
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A Saint Denis va in scena l’ottavo di finale più tosto del torneo. I favori del pronostico danno per vincenti le Furie Rosse ma l’Italia non vuole fare la vittima sacrificale

Ci siamo, anzi, ci risiamo. Sulla strada degli azzurri verso una gloria insperata alla vigilia del torneo, torna a frapporsi la Spagna, vera bestia nera dell’Italia nell’ultimo ventennio. Alle 18 le due squadre scenderanno in campo a Saint Denis per l’ottavo di finale più tosto e interessante di questi campionati europei. Una partita dalla quale uscirà l’avversaria della Germania ai quarti di finale per decidere chi affronterà Francia o Inghilterra (se vince con la sorpresa Islanda) in semifinale. Tutto questo mentre dall’altra parte del tabellone il favorito per l’accesso alla finalissima è il Belgio che noi abbiamo battuto all’esordio e che paradossalmente ha beneficiato del fatto di essere arrivato secondo nel girone.

Ma tant’è, la corsa verso il paradiso per i ragazzi di Antonio Conte è piena di difficoltà, quasi impraticabile. Stasera la Spagna sarà la favorita d’obbligo contro l’Italia, si diceva alla vigilia del torneo, più povera di talento in tutta la sua lunga e gloriosa storia. Proprio la partita di Lione con il Belgio, però, ha dato nuove e inaspettate convinzioni a questa squadra, non più disposta a fare da vittima sacrificale, rinfrancata nel gioco e, soprattutto, nel morale, trascinata dal ct-guru Antonio Conte che non ci sta a darsi per vinto e invita a crederci fino in fondo.

Se usiamo la ragione perdiamo. Se vogliamo vincere con la Spagna e compiere una vera e propria impresa – proclama ispirato l’allenatore nella conferenza stampa della vigilia a Saint Denis – dobbiamo andare al di là del prevedibile e pensabile, fare cose straordinarie”. Cita involontariamente Erasmo da Rotterdam, Conte: o più banalmente Zaza, che per primo nel gruppo azzurro aveva parlato tempo fa di valore aggiunto della follia. Comunque pare sincero quando trasmette a tutti la sua convinzione. “I miei giocatori sono capaci di fare questo, e anche altro”. E modifica i piani d’appoggio del perenne dibattito tecnico.

La gara la dobbiamo vincere tutti insieme nella fase offensiva – spiega -, è quando abbiamo palla che dobbiamo fare male alla Spagna. Stiano attenti, gli iberici: in fase possesso possiamo devastare chiunque. Sento parlare di Morata, Nolito, del loro attacco: ma pensiamo anche alla nostra fase offensiva. Abbiamo un’organizzazione difensiva, ma anche offensiva – aggiunge il ct -. La Spagna stia attenta a noi. Anche perché – scandisce – io non voglio tornare a casa. E lo stesso vale per tutti gli azzurri: l’Italia qui non è vittima sacrificale. E’ una sfida impari, ma il bello della vita è lavorare per sovvertire questo tipo di pronostici”.

Sarà chiamato ad affrontare la sfida più dura, contro una squadra che gli azzurri non battono dal 1994, facendo a meno di quello che probabilmente era il giocatore meno sostituibile di questa nazionale: Antonio Candreva, uno che ha spunto in velocità ma anche fosforo, dribbling e tiro. Perfetto con le sue ripartenze per mandare in difficoltà avversari piuttosto statici in difesa. Fermo restando il 3-5-2 classico degli azzurri di Conte, l’infortunio muscolare che ha messo fuori causa il laziale dovrebbe indurre il ct a schierare nella formazione ormai collaudata Florenzi a destra, sostituito a sua volta a sinistra da uno tra De Sciglio (favorito) e Darmian. La tentazione di inserire El Shaarawy o addirittura Insigne, se c’è stata, è stata rinviata a situazioni contingenti a gara in corso.

Ma il sogno azzurro di superare lo storico scoglio iberico oltre che di sana follia si alimenta anche di obiettive considerazioni di qualità dell’avversario: che è certo, come dice Conte, la squadra favorita per la gara di domani. Ma da molti viene considerata a fine ciclo. L’Italia invece ha sicuramente dalla sua centimetri e corsa: la squadra di Conte, statistiche Uefa alla mano, è sicuramente più fisica, tonica, persino “tosta”, dell’avversario di lunedì. “E’ la finale di quattro anni fa – riprende Conte – e per una delle due squadre non ci sarà un domani all’europeo. Non dovremo avere recriminazioni, dovremo avere dato tutto: se poi l’avversario si dimostra più forte saremo i primi ad applaudire”.

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