L’Italia blocca il bilancio Ue: “Mancano garanzie su immigrazione e sicurezza”

Europa
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi con il sottosegretario Sandro Gozi, attende nel cortile di Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio Europeo,  Herman Van Rompuy, Roma 18 giugno 2014.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il sottosegretario Gozi annuncia la riserva a Bruxelles, l’antipasto per il veto italiano alla revisione del bilancio Ue 2014/2020

L’Italia si oppone alla revisione del bilancio pluriennale. Il veto si pone quando c’è una votazione formale, che oggi non è prevista, quindi il termine è ‘riserva’, e noi abbiamo posto la nostra riserva”. Con queste parole il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi ha riferito oggi a Bruxelles la decisione del Governo italiano di porre la riserva  alla revisione del “quadro finanziario pluriennale” dell’Ue. Una riserva che è l’antipasto per il veto italiano alla revisione del bilancio Ue 2014/2020.

La proposta di compromesso fatta dalla Presidenza slovacca per la revisione di mid-term del bilancio pluriennale della Ue è stata considerata insufficiente e non accettabile dall’Italia perché come ha dichiarato il sottosegretario Gozi: “Mancano garanzie per l’aumento di risorse a favore delle nostre priorità: immigrazione, sicurezza, disoccupazione giovanile o programmi per la ricerca” poi ha aggiunto: “Eravamo pronti ad approvare la proposta della Commissione, ma la proposta di compromesso fatta dalla presidenza slovacca non è coerente con le ambizioni Ue”.

Un messaggio forte da parte del Governo italiano stanco dei tentennamenti delle istituzioni europee su temi come l’immigrazione e l’occupazione. Una mossa in qualche modo annunciata da Matteo Renzi alla trasmissione Che tempo che fa: “Visto che siamo contributori del bilancio europeo e che siamo impegnati da soli a gestire l’emergenza nel Mediterraneo“.

La posizione dei Paesi dell’Europa orientale (Ungheria in primis) sul tema immigrazione non sono piaciuti al premier italiano, e allo stesso tempo anche il prender tempo delle istituzioni europee non fanno altro che aggravare la situazione. Sul tema dell’immigrazione c’è bisogno di una risposta unitaria, efficace e rapida e le posizioni di molti Paesi non vanno in questa direzione. Immigrazione, ma non solo, infatti si parla anche d’investimenti per sicurezza, programmi per la ricerca, ma soprattutto per contrastare la disoccupazione giovanile. Un tema molto sentito in Italia dove, seppur in calo, la disoccupazione giovanile è al 37%.

Una riserva che è una richiesta di un cambio di passo, nel giorno in cui il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama da Atene, nella sua ultima visita ufficiale in Europa, avvisa il Vecchio Continente: “L’austerità da sola non porta prosperità”. Un messaggio chiaro quello del Presidente uscente, un messaggio che aveva già sostenuto durante l’incontro alla Casa Bianca con Matteo Renzi.

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