L’Istat certifica la ripresa, aumenta la fiducia nel futuro. Renzi: L’Italia ci crede

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La fiducia dei consumatori registrata dall’Istat ad ottobre è la più alta da 13 anni

Buone notizie dall’Italia. Perché è proprio il nostro paese, tramite le imprese, i commercianti e i singoli cittadini ad aver ripreso coraggio e fiducia nel futuro. A certificarlo è proprio l’Istat che oggi ha pubblicato i nuovi dati.

Secondo l’istituo di statistica la fiducia delle imprese ad ottobre è in crescita per il terzo mese consecutivo e segna il livello più alto dall’inizio della crisi (ottobre 2007). Nel commercio le cose vanno ancora meglio, con il livello maggiore mai registrato, cioè dall’inizio delle serie storiche (gennaio 2003). Stesso clima per le imprese dei servizi di mercato e la manifattura, mentre torna a calare per le costruzioni.

Matteo Renzi, che si trova a Cuba, ha commentato con soddisfazione: “Per la prima volta dopo anni c’è in Italia un cambiamento di clima profondo. Come certifica l’Istat, la fiducia dei consumatori e delle imprese è tornata a livelli pre-crisi. L’Italia ci crede, noi ci siamo”.

Il mercato del mattone segna l’unica nota negativa, seppure significativa, dell’indagine. Nel settore delle costruzioni, infatti, peggiorano i giudizi sugli ordini e piani di costruzione mentre le attese sull’occupazione restano invariati. Nelle imprese dei servizi migliorano le attese sull’andamento generale dell’economia, ma si riducono sia i giudizi sia le attese sul livello degli ordini.

Tuttavia, se l’edilizia non sembra godere dei benifici diretti di un generale ritorno alla fiducia, i consumatori potrebbero riservare qualche sorpresa nel futuro. Innanzitutto perché la fiducia dei consumatori registrata dall’Istat ad ottobre è la più alta da febbraio 2002 e poi perché l’espansione di tutte le componenti della fiducia, a partire da quella economica, hanno fatto registrare anche l’intenzione di acquisto di una nuova autovettura. Desiderio che simboleggia la voglia e la possibilità degli italiani di investire in un bene, anche se non ad alto rischio e sforzo come quello immobiliare che, infatti, rimane ancora fermo.

In generale sono in aumento i giudizi positivi sull’opportunità di acquisto di beni durevoli per la crescita di coloro che ritengono di poter spendere “molto di più che in passato per questi beni”.

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