L’Isis casa per casa. Centinaia di uccisi e rapiti in Siria

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I miliziani dello Stato Islamico fanno strage a Deir Ezzor 300 morti e 400 rapiti. La maggioranza delle vittime sono donne, bambini e anziani

Siria, orrore senza fine. Fosse comuni, rapimenti di massa. Un Paese ridotto in macerie da una guerra che in cinque anni ha provocato 300mila morti, 1 milione di feriti, 11 milioni di profughi. I miliziani dello Stato islamico hanno rapito oltre 400 civili in Siria, dopo un massacro compiuto a Deir Ezzor, nell’Est del Paese. Secondo l’agenzia ufficiale “Sana”, i jihadisti avrebbero ucciso 300 persone, “in maggioranza donne, bambini e anziani”, mentre l’Osservatorio nazionale per i diritti umani parla di almeno 135 morti, 85 civili e 50 combattenti del regime siriano. Se confermata, sarebbe una delle più grandi stragi commesse in un unico giorno in quasi cinque anni di guerra civile in Siria. Anche la tv “al-Mayadeen”, che ha sede in Libano ed è favorevole ad Assad, ha riferito di una strage con l’Isis che ha ucciso 280 persone e ha preso più di 400 civili in ostaggio. Per lo Stato islamico, l’agenzia di stampa “Aamaq”ha parlato di un assalto su vasta scala su Deir Ezzor, cominciato con un attacco suicida Deir Ezzor,  la capitale dell’omonima provincia, ricca di petrolio e confinante con l’Iraq, è controllata dagli uomini fedeli al governo siriano. La controffensiva dell’Is e la strage di al-Bughailiyeh hanno una motivazione strategica: la posta in gioco, infatti, è il controllo dell’area di Deir Ezzor, che rappresenta uno dei crocevia più importanti della guerra contro gli uomini del Califfato. Quest’area è il forziere energetico del Paese, vista la presenza di circa tre quarti dei giacimenti di petrolio dell’intera Siria e di 350 raffinerie mobili realizzate dai jihadisti fedeli ad Abu Bakr al-Baghdadi. Per Assad sarebbe di fondamentale importanza riconquistare questa zona al confine tra Siria e Iraq: significherebbe il ritorno all’indipendenza energetica del regime, oggi costretto ad acquistare, sotto banco, il petrolio del Califfato per la sussistenza della popolazione e i rifornimenti delle truppe di Damasco. Combattimenti sono avvenuti in diversi quartieri della città e nella rivendicazione del “grande attacco”, l’Is ha comunicato che i suoi miliziani hanno preso il controllo di al-Bughailiyeh periferia nord della città.

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