L’Iran fa festa, Rohani: “Avete fatto onore alla nostra storia”

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Iranian women show their identification, as they queue in a polling station to vote for the parliamentary and Experts Assembly elections in Qom, 125 kilometers (78 miles) south of the capital Tehran, Iran, Friday, Feb. 26, 2016. Iranians across the Islamic Republic voted Friday in the country's first election since its landmark nuclear deal with world powers, deciding whether to further empower its moderate president or side with hard-liners long suspicious of the West. The election for Iran's parliament and a clerical body known as the Assembly of Experts hinges on both the policies of President Hassan Rouhani, as well as Iranians worries about the country's economy, long battered by international sanctions. (ANSA/AP Photo/Ebrahim Noroozi)

I risultati confermano la straordinaria avanzata dei candidati riformisti e moderati nella capitale e in tutto il Paese

La festa non è solo a Teheran. Moderati e riformisti avanzano nelle elezioni parlamentari in Iran. Mentre nella capitale il gruppo vicino al presidente Hassan Rohani ha conquistato 30 seggi su 30, alcuni media locali riportano la vittoria dei riformisti in tutto il Paese, con la conquista di 96 seggi su 290 nel nuovo Parlamento (Majlis). Con queste cifre, è stato superato il blocco fondamentalista che è a 91 seggi. Per altri 52 posti parlamentari bisognerà invece andare al ballottaggio in un nuovo turno alla fine di aprile. “Sulla base dei voti che abbiamo al momento sembra che i conservatori perderanno la maggioranza nel prossimo Majlis con quasi il 50%. I riformisti hanno guadagnato il 30% e i candidati indipendenti il 20%”, annota una fonte del governo. “Avete creato una nuova atmosfera con il vostro voto”, ha twittato il presidente della Repubblica Islamica, Hassan Rohani, rivolgendosi, nel suo profilo in inglese, agli elettori iraniani. “Mi alzo in piedi – twitta ancora Rohani – davanti a voi, davanti alla grande nazione iraniana, davanti all’onore della sua storia”.

Con il conteggio dei voti ancora da completare, i riformisti iraniani si apprestano a conquistare tutti i 30 seggi parlamentari previsti per TeheranSi tratta di un risultato importante per il presidente riformista che vede così premiata la sua linea politica nei confronti dei conservatori: “Questi risultati danno al governo più credibilità e più potere”, era stato il suo primo commento a caldo. L’avanzata impetuosa di Rohani nella capitale indicherebbe un successo generale per il presidente che potrebbe così contare su un Parlamento più favorevole alle sue aperture verso l’esterno dopo l’accordo sul nucleare concluso con le potenze occidentali. Su un punto gli analisti concordano: ll vero trionfatore di queste elezioni è il presidente Rohani. Le donne e i giovani sotto i 35 anni, che in Iran rappresentano il 70% della popolazione, sono da sempre dalla parte dei riformatori. La cosa inaspettata è che abbiano superato le delusioni del passato e abbiano pensato che il loro voto contasse qualcosa. Non era facile visti i precedenti, ma questa volta evidentemente ci hanno creduto, Rohani e il suo principale alleato, l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, sono in testa anche nell’assegnazione dei seggi per l’Assemblea degli esperti, l’organismo che seleziona il leader supremo, la più alta autorità del Paese. Sia il Parlamento che l’Assemblea erano da anni controllati dai conservatori vicini all’Ayatollah Ali Khamenei, Anche tredici donne risultano elette nel nuovo Parlamento iraniano, secondo i dati parziali. In corsa erano circa 500 candidate su un totale di quasi 5mila aspiranti deputati.

Per l’Assemblea degli Esperti invece, il Consiglio dei Guardiani, l’organismo incaricato di preselezionare i candidati, aveva bocciato tutte le domande presentate da una ventina di religiose. Su Twitter Rafsanjani ha scritto: “Nessuno è in grado di resistere alla volontà della maggioranza e coloro che il popolo non vuole devono farsi da parte”, mentre su Instagram l’ex presidente ha commentato: “La competizione è finita ed è giunto il momento di unità e cooperazione”. L’ex compagno di lotta di Khomeini, da alcuni considerato un “pragmatico” e da altri uno “squalo” della politica, emerge come uno dei vincitori di queste elezioni e come un candidato forte, in caso se ne apra l’opportunità, per prendere il posto di Khamenei. “Solo con il ritorno dei moderati il governo Rohani potrà rafforzarsi”, avevano scritto su “Telegram”, alla vigilia del voto, gli stessi Hossein Mousavi e Medhi Karroubi, i due candidati riformatori alle elezioni del 2009 che da allora sono costretti agli arresti domiciliari. A chiarire la posta in gioco è Alberto Negri, firma di punta de Il Sole24ore e profondo conoscitore della realtà . “In apparenza le elezioni non muteranno nulla dentro al sistema, in realtà – annota Negri – sta per cominciare una battaglia, neppure troppo sotterranea, per cambiare il volto dell’Iran tra due tendenze in competizione: una che vuole mettere sotto sorveglianza il potere religioso degli ayatollah e quello militare dei Pasdaran, sempre più in ascesa in campo politico ed economico; l’altra, quella attualmente al potere, che vuole imboccare una strada alla ‘cinese': liberalizzazione della vita economica e privata ma stretto controllo del sistema sulla politica e la sfera pubblica. In gioco c’è anche una posta stringente perché la Guida Suprema e i Pasdaran hanno in mano quasi due terzi dell’economia di un Paese ricco di petrolio e di gas: è facile capire che la sfida nella teocrazia della repubblica islamica è più vicina al profano che al sacro”.

La lista riformista è guidata da Mohamadreza Aref, ex vice presidente sotto il governo riformista di Mohammad Khatami (2001-2005), numero due della lista è Ali Motahari, una delle voci più attive per chiedere la riabilitazione dei leader del movimento “verde” e maggiori libertà sociali e politiche nel Paese. La Lista della Speranza ha avuto la meglio sul candidato di punta conservatore, Gholam-Ali Hadad Adel, ex presidente del Parlamento dal 2005 al 2008, è il consuocero della Guida Suprema, Ali Khamenei, e a lui molto fedele.

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