L’intesa nel Pd non c’è. Boschi: resto ottimista, la minoranza è divisa

Riforme
Il ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi, nell'aula di Montecitorio per la richiesta di fiducia al governo per la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di enti territoriali (Approvato dal Senato), Roma 3 agosto 2015.   ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

La bersaniana Lo Moro lascia il gruppo di lavoro dem: “Bisogna sciogliere prima i nodi politici”. Intanto Finocchiaro ‘blinda’ l’articolo 2 in commissione

“Siamo a un binario morto”. Con questa spiegazione Doris Lo Moro, rappresentante della minoranza bersaniana, ha abbandonato i lavori del gruppo dem che doveva ricercare l’intesa sulla riforma costituzionale. “Non si discute né di articolo 2, né delle funzioni del Senato”, ha sottolineato Lo Moro.

Un’accusa respinta al mittente da Maria Elena Boschi. “Stiamo lavorando, anzi abbiamo fatto dei passi in avanti importanti in questi giorni su diversi punti”, chiarisce il ministro, che chiarisce che i contatti dentro il Pd proseguiranno ancora, anche perché “sono emerse alcune differenze all’interno della stessa minoranza tra Camera e Senato”. La cuperliana Barbara Pollastrini, ad esempio, ha partecipato al confronto con le proprie posizioni, senza per questo levare gli scudi.

Boschi continua quindi a dirsi “ottimista” sulle possibilità di trovare un’intesa e non mostra preoccupazioni sui numeri. Conferma, invece, l’impegno a ricercare “un accordo anche con una parte delle opposizioni”, visto che”l’impegno politico è quello di cercare di parlare con tutti e cercare di avere un consenso più ampio sulle riforme costituzionali”.

La rottura di oggi nel Pd arriva dopo che ieri sembrava si fosse aperto uno spiraglio nella trattativa, in attesa di un segnale politico da parte della componente più critica della minoranza. Un segnale che, evidentemente, non è arrivato, come conferma anche la stessa senatrice con le sue parole: “Sto riflettendo sul da farsi – ha spiegato Lo Moro interpellata dall’agenzia Dire – siamo arrivati a un punto che se non si sciolgono i nodi politici non si può andare avanti, la comunicazione che si svolge all’esterno con le dichiarazioni alla stampa non corrispondono a quello che succede al tavolo”.

Il presidente dei senatori dem, Luigi Zanda, resta cauto: “È sbagliato misurare ogni nano-secondo quanti passi vengono fatti: è una discussione che procede e alla fine confido in un risultato”.

Dopo la fumata nera al tavolo dem, è tornata a riunirsi la commissione affari costituzionali, proprio per continuare l’esame del ddl Boschi. E un primo punto fermo importante è stato posto dalla presidente Anna Finocchiaro, che ha respinto la possibilità di presentare emendamenti relativi all’articolo 2 della riforma, quello nell’occhio del ciclone. Una decisione che non vincola, ma vale certamente come precedente nella medesima valutazione che dovrà compiere Pietro Grasso quando il testo arriverà in aula.

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