Le intercettazioni della giudice e la difesa del governatore

Campania
Il governatore della Campania Vincenzo De Luca durante una conferenza stampa in Regione, Napoli, 11 novembre 2015.
 ANSA/ CIRO FUSCO

Le carte romane dell’inchiesta sul caso De Luca

“Io sono parte lesa” si difende il governatore della Campania Vincenzo De Luca, indagato per concussione per induzione insieme ad altri 6 per la vicenda relativa al giudizio del tribunale di Napoli sulla legittimità della sua elezione a presidente della Regione Campania. Intanto, però, nelle carte romane dell’inchiesta che investe De Luca, il suo ex capo della segreteria politica Nello Mastursi, il giudice Anna Scognamiglio, giudice del Tribunale civile. il marito di lei, l’avvocato Guglielmo Manna e altri tre avvocati, emergono nuovi particolari.

Intercettazioni che pesano nel fascicolo e riguardano una telefonata che la giudice fa addirittura dalla camera del consiglio che sta decidendo in senso favorevole per il governatore: “Abbiamo finito, è fatta”, fa sapere lei al marito. Lui scherza: “Tu pensi di essere intelligente, ma anche io non sono fesso. Pure io sono furbo”. Poi un sms che sempre Manna invia allo staff di De Luca. “È andata come previsto”.

Il presidente campano ha ribadito di non essere a conoscenza dei fatti e di non conoscere altri coinvolti nell’inchiesta: “Leggo di questo Manna: io non so chi sia, dove viva, cosa faccia. Nessuno in maniera pubblica né privata mi ha mai fatto cenno a questa persona”, ha assicurato. Questa vicenda, secondo De Luca, servirà quindi a far ripartire l’azione della sua amministrazione, “lanciando la sfida della trasparenza, della correttezza e del rigore amministrativo. Noi e il partito in cui milito siamo protagonisti di questa sfida e non arretreremo di un passo”.

Il presidente De Luca ha sottolineato che continuerà la sua battaglia “nei confronti di chiunque oserà nei prossimi giorni gettare ombre sui nostri comportamenti. Ci rivarremo nei confronti di chiunque offenderà la dignità delle nostre persone e delle nostre istituzioni”.  Intanto nel Pd c’è preoccupazione e attesa per il lavoro della magistratura.

 

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