Cl annusa il renzismo, il premier prova a conquistare Rimini

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Probabile che il presidente del consiglio voglia riannodare il dialogo con pezzi del mondo cattolico in una fase delicata del rapporto fra governo e opinione pubblica

Cos’è, cosa sarà, Comunione e Liberazione? Che cosa dice all’Italia del 2015 il Meeting in corso a Rimini? Quale idea ha della politica d’oggi, e quale rapporto cerca con Matteo Renzi? Nessuno potrebbe fornire risposte certe: e in questo sta in fondo il fascino di una avventura collettiva. Né d’altra parte è privo d’interesse ragionare sul perché il presidente del consiglio questa volta, a differenza dell’anno scorso, ci sarà.

L’osservatore esterno è interdetto. Alle spalle ormai da anni la lunga e tumultuosa stagione del protagonismo politico diretto, chiusa anche quella della empatia con la destra negli anni del berlusconismo, Cl ha via via preferito costruire la sua forza in ambito economico-finanziario – senza che questo mettesse fra parentesi l’eredità culturale e spiritale di don Giussani, portata avanti da Juan Carron – muovendosi su un terreno per così dire “adiacente” alla politica. E oggi c’è come una sospensione nella sua strategia, derivante peraltro dall’incertezza di questo tempo politico, ancora privo di una riconoscibile direzione di marcia.

Dove stiano andando la società e la politica è “la” domanda che evidentemente assilla anche Cl, ancora incerta se seguire – e come – o ostacolare – e come – il rinnovamento (la rottamazione renziana) di questo Paese. Non si tratta di immaginare tattiche, alleanze, collateralismi o giochetti del passato. Si tratta, per Cl, di fare i conti con una situazione che sta cambiando.

Ecco quindi che Cl, con questo Meeting, prova ad “annusare” la politica di Renzi. Oggi, come detto, per la prima volta il premier sarà a Rimini, (alle 13, diretta streaming su Unità.tv) occasione per il Movimento di capire direttamente dalle parole del premier quale idea abbia dell’Italia e magari quale spazio, in questa nuova Italia, possa esserci per sé. E’ il solito copione, si dirà: Cl cerca sempre di parlare con i governanti di turno.

Vero. Però stavolta non si tratta né degli amici di sempre (Andreotti, Berlusconi, la Lega), né degli avversari “ideologici” e/o politici (De Mita, Prodi, la sinistra classica) ma di un gruppo di governo che si conosce e non si conosce, di cui ci si fida e non ci si fida, che si comprende e non si comprende.

E Renzi? Capiremo da lui stesso le ragioni che quest’anno lo hanno indotto ad andare al Meeting. Probabile che il presidente del consiglio, in una fase abbastanza delicata con l’opinione pubblica come questa, abbia in animo di parlare direttamente ad espressioni significative del Paese, a realtà finora trascurate, in particolare a pezzi di quel mondo cattolico difficile da afferrare e spesso in contrasto con i programmi del governo (ed è di queste ore la discussione con la Cei sulle Unioni civili).

Così come è possibile che il premier (e segretario del Pd) ci tenga a dialogare con una forza che ha una sua penetrazione elettorale, per esempio a Milano – dove si vota –  e che, secondo quanto ha scritto Dario Di Vico sul Corriere della Sera guarda a lui con una certa simpatia. Perché non innaffiare questa pianticella di consenso?

Insomma, la cosa è interessante. Il “vitalismo” di Cl e il giovane premier: un incontro che andrà letto bene. Quel che è certo è che Renzi ha scelto il Meeting di Cl per aprire la sua stagione politica ed esporre le linee d’azione dei prossimi mesi. Non può essere una circostanza casuale. Forse è anche da Rimini che può ripartire un rapporto diretto fra chi governa e il Paese.

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