Limite all’uso del contante, ecco cosa accade nel resto d’Europa

Economia
EURO banknotes are seen in a bank in Heidelberg, Germany, on December 14, 2011. AFP PHOTO / STR        (Photo credit should read -/AFP/GettyImages)

Undici Paesi non prevedono alcun limite all’uso delle banconote, tra questi figura anche la Germania. Per l’Ue il limite da non superare è quota 10mila

L’innalzamento a 3mila euro del tetto per i pagamenti in contanti, inserito negli ultimi giorni nella legge di stabilità, sta dividendo l’opinione degli economisti e delle associazioni di categoria. La materia è controversa, c’è chi è convinto che i pagamenti elettronici vadano preferiti per scoraggiare l’evasione, e c’è invece chi sostiene che la misura possa stimolare i consumi.

Ma qual è il limite che viene applicato al di fuori dei nostri confini?

Nonostante in Europa non esista un limite comune, Bruxelles fissa la linea teorica da non superare a 10.000 euro. Se si analizzano invece i singoli paesi, tra i principali membri dell’Unione europea, ben 11 non prevedono alcun limite all’uso del contante (tra questi figura anche la Germania). Il Belgio ha una soglia di spesa di 3.000 euro, la Spagna di 2.500 euro e la Grecia di 1.500 euro.

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Senza l’approvazione della nuova misura, l’Italia si troverebbe nella situazione più restrittiva insieme alla Francia e al Portogallo.

Un altro dato su cui riflettere per comprendere se l’incidenza della norma possa favorire o meno i consumi si basa sulla percentuale di utilizzo del contante nei vari paesi: in Italia l’82% delle transazioni avviene proprio tramite cash (contro una media europea del 60%).

 

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In questo caso il primato spetta alla Grecia che con il 96,6% sembra rifiutare i pagamenti elettronici, poi c’è la Spagna con il 74,2%, la Germania con il 60,8% e infine la Francia con il 44,1%.

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