L’illusione dei muri

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Salvare le persone è un obbligo etico, prima che politico

Come è accaduto tante volte nella nostra storia e nella storia dell’umanità, ci sono dei passaggi obbligati. E oggi noi siamo davanti al classico bivio.

Da un lato c’è chi ha governato per anni e per anni ha rimosso il tema, c’è chi non si pone nemmeno lontanamente il tema del governo di un fenomeno globale, e straparla senza indicare soluzioni, agita paure e diffonde illusioni, non aiuta ma crea le condizioni per il nuovo naufragio della politica e non solo delle persone.

Dall’altro c’è un Paese che, dopo aver accumulato ritardi ed errori, salva e accoglie e dà speranza, che finalmente si organizza per far fronte ad una vera operazione umanitaria. Il flusso migratorio non si fermerà così presto ma si può gestire e controllare con umanità e regole certe, perché questa è l’unica risposta possibile, e dobbiamo dire migliaia di grazie alle migliaia di italiani, rappresentanti delle istituzioni, militari in divisa, volontari di mille associazioni, eroi per caso impegnati sui mari o nei porti animati solo da una grande passione civile.

Mai come in queste ore, però, è l’Unione europea che non ha più alibi. Sa che deve ancorarsi ad uno dei suoi pilastri fondamentali: la libertà di circolazione, non solo delle merci globalizzate tanto care alle politiche monetarie, ma soprattutto delle persone che hanno il diritto di essere accolte perché profughi in fuga da fame e guerre spietate. Abbiamo visto, invece, tentativi di sigillare le frontiere tra Grecia e Macedonia o tra Francia e Inghilterra o tra Ungheria e Serbia per impedire il passaggio di donne e uomini, bambini e anziani esausti, affamati e lasciati in pessime condizioni igieniche. Abbiamo visto procedere in ordine sparso i Paesi membri dopo aver provato a respingere col filo spinato, con il lancio di lacrimogeni, con lo stato d’emergenza, i manganelli, i cani lupo e gli ordigni stordenti. Abbiamo visto troppi egoismi, nazionalismi e decisioni dettate da polemiche interne.

L’Italia che si sta svegliando dal lungo sonno, è riuscita ad europeizzare le operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo che stanno riducendo molto il rischio di naufragi e tragedie in mare. Sembrava un obiettivo lontano, invece è una realtà, e salvare le persone è un obbligo etico prima che politico. Il governo è riuscito a spingere il pachiderma Europa che ora deve essere all’altezza della sfida per il semplice motivo che i migranti non arrivano sulle coste italiane o della Grecia, ma in Europa. Quella che si apre è una settimana importante per la comunità internazionale che proverà a chiudere un accordo per spegnere il vulcano Libia. E’ un pezzo del grande disordine globale che speriamo possa davvero trovare la sua stabilità.

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