Liguria: dopo lo sversamento di greggio, situazione in miglioramento

Ambiente
La zona Pegli Aeroporto fotografata dall'alto dai militari della  Guardia Costiera durante un sorvolo dell'area interessata, da Genova a Imperia, per monitorare la situazione, 24 aprile 2016.
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Ancora allarme per le chiazze in mare, ma la situazione sta ritornando alla normalità. “Chi ha inquinato pagherà fino all’ultimo euro”, ha dichiarato il ministro Galletti

La situazione sta tornando alla normalità in Liguria dopo il cedimento della diga di contenimento – un “cedimento controllato” dai tecnici – sul torrente Polcevera, creata per contenere il greggio fuoriuscito da una tubatura dell’oleodotto Iplom domenica scorsa.

Già ieri sera sono arrivati i primi aggiornamenti rassicuranti dalla Capitaneria di Porto che parla di “netto miglioramento” delle condizioni e dalla Guardia costiera secondo la quale il greggio finito a mare “è stato pressoché totalmente recuperato tranne una minima parte che si è dissolta sotto l’azione delle correnti che ne hanno disperso le residue iridescenze al largo”. In serata era rimasta un’unica lieve chiazza iridescente a 10 chilometri al largo di Varazze. E una volta risolto il problema a mare, si pensa ora alla bonifica del Polcevera e del Fegino.

L’indagine della magistratura, poi, dovrà appurare perché la pipeline gestita dalla Iplom si sia rotta. “Primo: chi ha inquinato pagherà fino all’ultimo euro – ha detto ieri il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti in un’intervista al Messaggero. “Secondo: lavoreremo – ha aggiunto Galletti – perché la Liguria torni all’equilibrio ambientale che aveva. Terzo: lo sversamento nel torrente Polcevera è gravissimo e non doveva accadere ma è un fatto che la rete di protezione è scattata in tempi più che accettabili e che oggi possiamo dire che le varie amministrazioni coinvolte hanno collaborato bene. Quinto e ultimo punto: tra pochi giorni il Senato approverà in via definitiva una legge alla quale stiamo lavorando da tempo con novità importanti sul fronte dei controlli”, ha detto il ministro dell’Ambiente, precisando che non si può parlare di cedimento della diga dato che, dopo le forti precipitazioni dei giorni scorsi, è stato deciso dagli stessi tecnici un alleggerimento della pressione sulla diga per evitare che “il liquido sversato andasse a premere contro le altre dighe costruite più in basso e destinate ad impedire l’arrivo del greggio al mare”, ha spiegato ancora Galletti.

Quindi i tecnici avevano già previsto la pioggia, l’innalzamento del torrente e il rischio del cedimento di una delle barriere di contenimento. E per questo motivo le conseguenze non sono state totalmente nefaste anche se delle macchie oleose in alcune zone di mare al largo della Liguria si notano, ma la situazione è in miglioramento, come assicura anche la Capitaneria di Porto. E sul Polcevera ruspe, autospurghi e tecnici hanno ricreato in tempi celeri la fitta rete di barriere di contenimento. E si sta procedendo alla bonifica dei torrenti Polcevera – quasi terminata – e Fegino – ancora in corso -, ma anche dell’eliminazione dell’iridescenza in mare dall’altra.

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