Usa e 5 paesi Ue contro l’offensiva di Haftar. L’Italia in prima linea a Misurata con un ospedale

Libia
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Dichiarazione congiunta di Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti per chiedere al Generale Haftar di ritirarsi dai terminal petroliferi che ha conquistato

Roma invierà a Misurata un contingente di 100 medici, con la protezione di circa 200 parà, per curare i soldati libici. Prende dunque forma la missione umanitaria italiana che prevede la creazione di un ospedale da campo protetto dai militari proprio nella città che fornisce il maggior numero di miliziani che combattono l’Isis a Sirte.

Intanto il Paese nordafricano è sempre più nel caos con gli scontri nei porti di petrolio. La cosiddetta ‘Mezzaluna petrolifera’ è infatti caduta nelle mani del generale Khalifa Haftar, legato al Parlamento di Tobruk, la città dell’est che ancora non ha dato la fiducia al governo di Tripoli sostenuto dall’Onu e dalla comunità internazionale. Ma la capitale ha reagito agli attacchi annunciando una controffensiva.

A confermare la decisione del governo italiano – anticipata dal quotidiano ‘La Repubblica’ – di trasferire nell’area dell’aeroporto di Misurata un ospedale da campo è stato il ministro della Difesa Roberta Pinotti spiegando che finora l’Italia ha “curato i feriti libici nei nostri ospedali o inviando medicine”, ma adesso l’intervento “lo faremo li'”.

“La battaglia che hanno fatto le forze di Misurata contro i terroristi di Daesh è stata molto impegnativa – ha aggiunto -. Ora hanno bisogno che l’Italia dia loro una mano lì perchè dobbiamo poter curare questi valorosi combattenti contro il terrorismo e contro l’Isis”. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni (che oggi riferirà in Parlamento assieme alla collega della Difesa) ha poi precisato che il governo italiano ha accolto la richiesta del governo di Tripoli di “inviare un ospedale militare, che ovviamente avrà le sue protezioni”.

La missione è un “contributo tipico di quello che può fare l’Italia all’estero – ha spiegato il titolare della Farnesina – ossia aiutare i consolidamenti dei processi di stabilizzazione anche con le proprie forze armate”. In Libia “abbiamo bisogno che la situazione si consolidi, per far fronte al terrorismo e per gestire meglio l’emergenza migratoria”. “E’ sconcertante che il Parlamento debba apprendere da un quotidiano che il governo intende impiegare 200 militari della Folgore in territorio libico.

In meno di 24 ore i porti petroliferi di Zueitina, Brega, Sidra e Ras Lanuf sono caduti nelle mani delle forze del generalissimo Haftar. Il presidente della Camera dei rappresentanti (Hor) di Tobruk, Aqila Saleh, si è felicitato con le guardie delle installazioni petrolifere (vicine a Tripoli) per avere ‘ceduto’ le installazioni “senza alcuna resistenza” e ha chiesto alla National Oil Corporation (Noc) di occuparsene “dopo che sarà conclusa la missione delle forze armate per proteggere i siti”. Ma la risposta da Tripoli non si è fatta attendere. Gli attacchi “minano la riconciliazione”, ha denunciato il Consiglio della presidenza e sul suo portale Facebook ha annunciato che il “ministro incaricato della Difesa è stato chiamato ad assumersi le sue responsabilità e a chiamare tutte le unità militari a far fronte all’aggressione contro le installazioni ed i porti per riprenderli ed assicurare la loro protezione”.

Intanto i Governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Stati Uniti e Regno Unito hanno condannato gli attacchi occorsi nel fine settimana ai terminal petroliferi di Zueitina, Ras Lanuf, Es Sider e Brega. “Facciamo appello a tutte le parti per un immediato cessate il fuoco e per prevenire ogni ulteriore scontro. Ci rivolgiamo a tutte le parti in causa perchè evitino ogni azione che potrebbe danneggiare le infrastrutture energetiche libiche o compromettere ulteriormente le esportazioni”, si legge nel comunicato congiunto diffuso ieri. “Il greggio libico appartiene al popolo libico. Il Consiglio Presidenziale (PC) è il solo amministratore di queste risorse. Il Consiglio Presidenziale e le altre Istituzioni dell’Esecutivo di Accordo Nazionale hanno l’obbligo di assicurare che i proventi del petrolio siano utilizzati per fornire servizi essenziali per la popolazione libica. Le infrastrutture petrolifere, la produzione e l’esportazione devono rimanere sotto l’esclusivo controllo della National Oil Corporation (NOC) che agisce sotto l’autorità del GNA. Facciamo appello a tutte le forze militari che sono entrate nella Mezzaluna petrolifera a ritirarsi immediatamente, senza precondizioni”, aggiungono i sei alleati.

“I Governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Stati Uniti e Regno Unito riaffermano il loro sostegno completo al GNA come sola autorità esecutiva della Libia. Le forze libiche dovrebbero unirsi nella lotta contro Daesh e gli altri gruppi terroristici listati dalle Nazioni Unite. La violenza intra-libica mina la stabilità della Libia e fomenta la divisione. Il futuro della Libia deve essere determinato da accordi politici, e non da conflitti”, si spiega.

“La creazione di una forza di sicurezza unificata, efficiente e posta sotto il controllo del GNA rappresenta la speranza migliore per la Libia per proteggere le proprie risorse a beneficio di tutta la popolazione. Sollecitiamo una cooperazione pacifica tra le forze armate libiche e un impegno immediato per creare una forza militare professionale. Tutte le forze libiche hanno la responsabilità di servire l’intero Paese, e di agire a beneficio di tutti i libici. Diamo il benvenuto agli sforzi dei Partner per incoraggiare tutte le forze a evitare ulteriori scontri”, si afferma nella nota.

“Ribadiamo l’intenzione di applicare la Risoluzione 2259 del Consiglio di Sicurezza, incluse misure contro l’illecita esportazione di greggio, le attività che potrebbero danneggiare l’integrità e l’unità delle Istituzioni finanziarie libiche e la NOC, e contro individui ed entità impegnati o che sostengono atti che rappresentano una minaccia per l’unità, la pace, la stabilità e la sicurezza della Libia”, concludono i sei alleati.

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