Libia, gli impegni dell’Italia. Cosa farebbero Di Maio e Dibba?

Parlamento
Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista a margine della festa del movimento cinque stelle al Circo Massimo, Roma, 12 ottobre 2014. 
ANSA/ANGELO CARCONI

Oggi alla Camera si vota sulle mozioni. I grillini polemizzano sul nulla

L’attacco americano in Libia contro Daesh, richiesto dal legittimo governo Serraj, comporta una precisa assunzione di responsabilità e di impegno da parte dell’Italia. Oggi alla Camera verranno chiariti i termini di questo impegno, ma il governo ha già assicurato sostegno alla azione, sul piano del lavoro di intelligence e su quello della disponibilità della messa a disposizione della base di Sigonella, mentre esclude un supporto aereo ai bombardamenti e ancora di più la presenza militare sul campo.

Nel pomeriggio il ministro della Difesa Roberta Pinotti al question time spiegherà meglio qual è il ruolo dell’Italia nelle azioni aeree avviate dagli Usa contro la roccaforte del Daesh in Libia.

E nel tardo pomeriggio, sempre a Montecitorio, il sottosegretario agli Esteri Enzo Amendola affronterà il dibattito sulle mozioni sulla politica estera alla luce delle novità in Libia: i grillini bocciano in toto la politica estera italiana esprimendo dubbi anche sulla permanenza della Turchia nella Nato. Si tratta sostanzialmente di un “chiamarsi fuori” dalla politica estera che getta interrogativi inquietanti se e quando il M5S dovesse andare al governo: cosa farebbero Di Maio e Di Battista (che anela ad andare alla Farnesina) in una situazione del genere? Sposerebbero una linea di fatto neutrale fra gli impegni occidentali e il terrorismo di Daesh?

I toni dei grillini sono alti anche sul rischio “di bypassare il Parlamento”: obiezione singolare dato che oggi è esattamente il Parlamento al sede della discussione.

Tra l’altro, i grillini hanno protestato per l’assenza in aula del titolare della Farnesina. Polemica surreale, in quanto – come ha spiegato ill capogruppo a Montecitorio pd Ettore Rosato, Gentiloni “è in missione in Nigeria: una missione programmata da tempo e di cui il M5S era a conoscenza quando ha chiesto che domani si votassero le mozioni”.

Al contrario, il Pd impegna l’esecutivo “a continuare a sostenere quanto il governo di accordo nazionale farà per contrastare Daesh, nel solco di quanto previsto dalla risoluzione 2259 del Consiglio di sicurezza”. Questo è il cuore della sua mozione.

Mentre nel centrodestra ci sono toni diversi. Elio Vito assicura “responsabilità”, mentre Giovanni Toti paventa il rischio che “l’Italia si giri dall’altra parte in attesa che gli americano risolvano la situazione”. Che è esattamente il contrario di quanto sta avvenendo. Visto che, fra l’altro, il ministro degli esteri Paolo Gentiloni in una telefonata a Serraj ha confermato piena “assistenza” innanzi tutto “sul piano sanitario e umanitario”.

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