Nizza, Liberation: “Sulla Promenade solo un’auto della municipale”. Il Ministro apre un’inchiesta sulla sicurezza

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Liberation parla di “una mancanza di trasparenza che intacca la fiducia nell’esecutivo”

Contrariamente a quanto affermato dal ministero dell’Interno, l’ingresso del perimetro pedonale della Promenade des Anglais non era protetto dalla polizia nazionale” la  sera del 14 luglio. A scriverlo è ‘Libération’ in un’inchiesta sulla sicurezza la sera dell’attentato che intitola “Attentato di Nizza: lacune di sicurezza e una bugia” in cui parla di “una mancanza di trasparenza che intacca la fiducia nell’esecutivo”.

Secondo il quotidiano a proteggere l’ingresso nella zona pedonale della Promenade c’era una sola vettura della polizia municipale. Nessuna traccia, invece, secondo le testimonianze raccolte da Liberation, della polizia nazionale alla quale alle 20.30 sarebbe stato dato il cambio da agenti della municipale.

niz“A credere al nostri primo ministro, Manuel Valls, e al suo ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, non ci sarebbero state lacune nella nostra corazza antiterrorista il 14 luglio. Eppure, la nostra inchiesta sulle condizioni di sicurezza a Nizza mette in luce un certo numero di zone d’ombra. Cazeneuve dovrà spiegare perché lui e il suo prefetto hanno travestito, a posteriori, la realtà del dispositivo di protezione dei 30mila spettatori dei fuochi di artificio. Siamo chiari: il problema non è il dispositivo, che è facile criticare a dramma consumato”, scrive ancora il giornale in un editoriale dedicato allo stesso tema, ma “l’assenza di trasparenza e dunque di responsabilità dei servizi dello stato. Non nascondere nulla degli errori commessi per non tornare a commetterli è un dovere. E una necessità democratica: mettere un coperchio su ciò che è accaduto a Nizza – per non dire nascondere – non è affatto rassicurante. Questo genera fantasmi, voci e teorie di complotti”.

Il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha ordinato quindi all’Ispettorato generale della Police Nationale di avviare “una valutazione tecnica del dispositivo di sicurezza” messo in campo quel giorno a Nizza.  L’inchiesta amministrativa dell’Ispettorato “consentirà di stabilire la realtà del dispositivo, in un momento in cui continuano polemiche inutili”, afferma il ministro in una nota, parlando di un’iniziativa di “trasparenza e verità”.

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