L’hip hop italiano è adulto e vaccinato

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Da tempo è un fenomeno culturale e di mercato determinante che non attira soltanto i più giovani. Esce il nuovo album di Rocco Hunt. E Fedez ripubblica l’ultimo disco con dvd e un brano cantato con Mika

Non è un fenomeno che cattura soltanto le fasce più giovani, l’hip hop italiano, non è da tempo un fenomeno “underground”. Il genere è da tempo sdoganato, l’industria discografia lo ha catturato e lo lancia mediaticamente come le altre star della musica leggera. Se qualcuno nutrisse dubbi li fuga una semplice constatazione: il lancio nelle agenzie di stampa e sul web e il diffuso lavoro promozionale per l’uscita, il 23 ottobre, del nuovo album del rapper Rocco Hunt, il vincitore delle “nuove proposte” a Sanremo Giovani del 2014: si intitola Signor Hunt e da oggi può essere prenotato su iTunes insieme alla pubblicazione su internet, su Vevo, del brano eponimo e prodotto dai 2nd Roof.

L’album è anticipato da Vene e vva, singolo che la casa di produzione descrive come una “denuncia sociale che non grida allo scontro”. Il disco contiene 16 brani e il rapper inanella tra le collaborazioni Clementino, J-Ax, Guè Pequeno Neffa, Mario Biondi, Enzo Avitabile. Fedez canta con Mika Sempre oggi uno dei rapper – showmen che più fanno discutere (è bastato che apparisse insieme a J-Ax in tv allo show di Baglioni e Morandi per far arrabbiare su Twitter il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri), Fedez, ripubblica l’album (premiato con il Triplo Platino) Pop-Hoolista. Comprende due nuovi brani: Beautiful Disaster featuring Mika (l’impagabile cantante e da noi giudice a X Factor) e 21 Grammi, e con il dvd sul suo tour. «Il video di 21 grammi ha già raggiunto in meno di una settimana 1 milione e 180 mila visualizzazioni», si premura di far sapere l’ufficio stampa visto che proprio oggi il cantautore rap a firrmare copie per fan nei negozi: a Varese è alla Casa del Disco alle 14.30, a Milano alla Mondadori di Piazza Duomo alle 19. Hip hop italiano su Rai2 Si concentra tutta sull’hip hop italiano la puntata di stasera di Troppo Giusti, il magazine condotto da Andrea Delogu con Marco Giusti, in onda alle 23.50 su Rai 2.

Protagonisti saranno quattro rapper: Noys Narcos, Ensi, Clementino e G Max che, insieme a Marco Manetti (regista di molti video dei rappettari italiani) sono invitati a parlare del film uscito a ottobre nelle nostre sale Straight Outta Compton firmato da F. Gary Gray e della scena gangsta rap anni ‘90. Breakdance, i mondiali a Roma Per chi ha fame di fenomeni affini, sconfinando dall’hip hop in senso stretto, e a conferma che anche in Italia questo mondo è diventato, come si suol dire, mainstream, la finale della competizione internazionale di breakdance del Red Bull Bc One 2015 quest’anno si tiene a Roma, il 14 novembre.

La precede il documentario Il Cerchio, prodotto da Undervilla per la regia di Davide Polato e curato dalla giornalista Silvia Volpato: verrà presentato il 24 ottobre all’ex caserma Guido Reni all’Outdoor Festival 2015, rassegna sulla creatività urbana in corso fino al 31 ottobre. Il film vuole essere il primo reportage video tutto sulla breakdance italiana, la quale ha con radici più che trentennali. Il “cerchio” è quello che viene tracciato dai movimenti del breaker all’inizio di una sfida. Il film racconta come la “b-boy culture”, nata nelle strade del Bronx, sia approdata nella penisola nei primi anni ‘80 (anche grazie a videoclip come Buffalo Gals di Malcolm McLaren), e di come sia qualcosa tra l’arte e lo sport. Infine i “Mondiali di Hip Hop, Electric Boogie e Break Dance” si tengono per la prima volta nel nostro paese: saranno a Rimini Fiera, dal 21 al 25 ottobre.

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