Parte oggi la Festa nazionale dei Diritti a Torino, città dell’accoglienza

Diritti
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Nel dna di questa città è tracciata una storia di integrazione, socialità e multiculturalità

Non potevamo che immaginarla a Torino la festa nazionale dei Diritti che si inaugura oggi. La storia di questa città è da sempre una storia di accoglienza ed integrazione. La città della Mole ha sperimentato fin dal dopoguerra che ci sono tanti modi di essere torinesi, senza necessariamente dover essere nati qui. La città di Piergiorgio Frassati e di Don Bosco ha anticipato per temi e pratiche quello che a livello europeo e italiano stiamo discutendo. Immaginare la cittadinanza per chi non è italiano sulla carta, ma è nato e cresciuto qui nel nostro Paese ed è parte integrante della nostra comunità. A Torino per la prima volta si è aperto il servizio civile volontario a centinaia di ragazzi che non hanno la cittadinanza.

Nel dna di questa città è tracciata una storia di integrazione, accoglienza, socialità, multiculturalità. Il mercato di Porta Palazzo ne è la dimostrazione più evidente con la sua mescolanza di odori, colori e dialetti. Qui tutta la città si incontra e nel gesto semplice di fare la spesa ci si scambia un patrimonio di sapori e saperi. La pluralità fa di Torino una città europea che per prima ha saputo trasformare le sue diversità in ricchezza, sostenuta da una solida azione politica che ha trasformato per prima i principi politici in atti amministrativi.

Dal 2006 il comune di Torino ha istituito una delega specifica per l’integrazione in segno dell’investimento politico che la città fa verso i nuovi cittadini che oggi contano 140 mila unità. C’è una generazione di 40mila ventenni che non è nata in Italia ma che è la nuova energia di tutta la comunità.

Ed anche sul tema dei diritti civili l’amministrazione comunale ha anticipato da tempo le questioni che oggi sono oggetto di dibattito pubblico. Dal 2001 è attivo un servizio interno al comune con uno sportello informativo e di promozione sociale sui temi della comunità Lgbt al fine di aumentare la sensibilizzazione e la consapevolezza in tutta la città. Da trent’anni, si svolge a pochi passi dalla Mole antonelliana il “Torino Gay & Lesbian film festival” che richiama ogni anno migliaia di appassionati da tutta Italia con proiezioni di film anche in lingua originale per permettere anche al pubblico straniero di partecipare. Torino nel 2010 è stata la prima amministrazione ad istituire un registro delle unioni civili. Ed oggi che il Parlamento è impegnato a portare a conclusione entro l’anno il percorso legislativo del disegno di legge sulle unioni civili, l’esempio di Torino ci dimostra ancora una volta quanto sia urgente dotare questo Paese di una legge che faccia uscire l’Italia da decenni di oscurantismo. Come ho più volte ripetuto credo che questo sia solo il primo passo, perchè un minuto dopo l’approvazione della legge dovremo lavorare per il matrimonio egualitario.

Insomma, siamo qui perchè non potevamo essere altrove. Siamo qui perchè per parlare di unioni civili, della storia di Andrea Giuliano il giovane attivista gay perseguitato in Ungheria che a Torino ha trovato riparo, di cittadinanza ai minori stranieri non accompagnati, di lotta alla discriminazione, tratta delle donne e parità delle donne nel mondo del lavoro, non potevamo partire da una città con una storia di inclusione come quella di Torino. Una storia non sempre semplice, ma che ha portato a risultati straordinari che dovremmo esportare in tutto il Paese affinchè diventino un patrimonio comune.

 

(Foto tratta dalla pagina Facebook del Torino Pride)

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