L’Europa può tagliare fuori la Grecia da Schengen?

Immigrazione
Refugees and migrants arrive on a dinghy from the Turkish coast to the Greek island of Lesbos, Friday, Dec. 18, 2015. European Union leaders on Thursday set a six-month deadline for deciding whether to push ahead with plans for a border guard agency that could deploy to member states unable or unwilling to manage their borders as thousands of migrants continue to arrive in Europe daily. (ANSA/AP Photo/Santi Palacios)

I continui sbarchi di migranti sulle coste greche inaspriscono le posizioni in Europa, lunedì l’incontro fra i ministri

L’Europa continua a scontrarsi sulla gestione dei migranti, e la questione Grecia torna sui giornali di tutta Europa. Questa volta il problema non è economico ma sono gli sbarchi. Nonostante il clima invernale, continuano, infatti, gli arrivi di barche di fortuna cariche di migranti provenienti dalla Turchia e, purtroppo, il numero dei morti continua a salire.

L’Europa cerca di reagire, ma la questione non ha una facile soluzione. Coesistono, infatti, due fronti che si dividono sulla permanenza in vigore del trattato di Schengen, accordo che sancisce la libera circolazione delle merci e delle persone all’interno dell’Unione europea. Contro Atene e la permeabilità dei suoi confini si è venuto a creare uno schieramento che va dai Paesi dei Balcani occidentali fino a quelli dell’Europa centro-orientale. Tutti favorevoli alla proposta avanzata dal premier sloveno Miroslav Cerar di fornire al governo della Macedonia tutto il necessario per rafforzare la sorveglianza alla frontiera con la Grecia e bloccare così gli attraversamenti irregolari. Ma il ministro dell’Interno austriaca Johanna Mihl-Leitner è andata anche oltre: “Se il governo di Atene non si deciderà a fare di più per garantire la sicurezza dei suoi confini, bisognerà discutere apertamente dell’espulsione temporanea della Grecia dall’area Schengen”. Anche perché l’impossibilità di controllare gli arrivi dalla Turchia, ha sottolineato il ministro “è un falso mito”. Il ministro degli Esteri tedesco, Frank Walter Steinmeier, non ci sta e ha fortemente criticato la minaccia austriaca: “Le pseudo soluzioni come escludere determinati stati da Schengen non aiuta a risolvere la crisi dei rifugiati”, ha dichiarato. Queste misure, secondo il ministro, non ridurrebbero il flusso di profughi, ma rischiano di dividere l’Europa caricando ancora di più i pochi Stati di ulteriori problemi sociali, economici e umanitari.

Intanto la Grecia chiede aiuto, lo ha detto oggi alla stampa il ministro degli Esteri, Nikos Kotzias. Atene chiede che la missione Frontex sia intensificata di 100 unità nel Mar Egeo per prevenire nuove stragi e rimandare in Turchia i migranti che non hanno diritto all’asilo politico in Europa.

I temi legati alla Grecia arriveranno sul tavolo dei ministri Ue lunedì. I quali dovranno discutere, secondo quanto anticipato oggi dal quotidiano tedesco Welt, anche dell’intenzione della Germania, ma anche di Austria, Svezia e Danimarca, di prolungare ulteriormente da maggio e per un anno o un anno e mezzo la reintroduzione dei controlli ad alcune frontiere interne.

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