L’Europa promette di essere “intelligente” sui conti italiani

Economia
epa05247376 European Commissioner in Charge of Economic and Financial Affairs Pierre Moscovici gives a press conference on VAT Action Plan and the so-called Panama Papers leak in Brussels, Belgium, 07 April 2016. The Commission presented measures to liberalise VAT legislation and give back member states more autonomy over their VAT taxation legislation.  EPA/OLIVIER HOSLET

Il commissario Moscovici fiducioso sulla promozione della legge di stabilità e sulla crescita del nostro Paese, spinta dalla domanda interna

“Abbiamo avuto molti contatti con gli amici italiani, ho incontrato Padoan più di dieci volte e questo dimostra che dedichiamo la massima attenzione alla situazione italiana e cerchiamo di trovare un’intesa“. Il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici non si sbilancia troppo sulla valutazione della legge di stabilità italiana per il 2016, sulla quale i lavori dei tecnici sull’asse Roma-Bruxelles sono ancora in corso e arriveranno a una conclusione entro la fine di questo mese.

Al “no comment”, però, sono seguite dichiarazioni incoraggianti. Perché la Commissione ovviamente deciderà sulla base delle “regole fissate dal Patto di stabilità”, ma Moscovici precisa che le regole sono anche “intelligenti”, cioè in grado di adattarsi alle condizioni economiche generali e alle scelte dei singoli Paesi. E per l’Italia “valuteremo tutti i fattori inclusa la riduzione del deficit e le riforme strutturali”. Parole che fanno ben sperare il governo italiano, che proprio in quelle direzioni ha compiuto passi importanti e che cercherà di far valere anche gli investimenti compiuti nella lotta al terrorismo, sulla base del principio “un euro in sicurezza, un euro in cultura”. Moscovici guarda con fiducia anche al futuro del nostro Paese: “L’Italia è tornata alla crescita nel 2015 e questa accelererà nel 2016 e nel 2017 grazie all’aumento della domanda interna“.

Per i prossimi anni, inoltre, si sta lavorando alle modifiche da apportare al Patto di stabilità, per renderlo “più semplice ed economicamente più intelligente”, e al metodo di calcolo della “crescita potenziale” (sulla base della quale si calcolano parametri importanti, come il famoso 3% del rapporto deficit/Pil), dato che quello attuale – diverso ad esempio da quello utilizzato dall’Ocse – tenderebbe a penalizzare alcuni Paesi, come anche l’Italia. Non a caso, proprio il ministro Pier Carlo Padoan è sempre stato in prima fila nel chiedere queste modifiche.

Allargando lo sguardo, Moscovici sottolinea come la crescita sia “positiva” ma ancora “moderata”, attestandosi sul +1,6% nel 2016 per giungere al +1,8% nel 2017 nell’Eurozona, mentre nell’Ue sale fino al +1,8 e +1,9% . L’Italia rimarrà al di sotto della media europea, con un +1,1% nel 2016 e +1,3% nel 2017. “Le misure della Banca centrale europea – ha sottolineato il commissario economico – hanno migliorato l’accesso al credito e hanno avuto un impatto positivo sulla crescita”.

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