L’Europa è ufficialmente divisa

Immigrazione
L'Infografioca di Centimetri mostra le principali rotte di immigrazione clandestina verso l'Europa e numero di arrivi nel 2015, Roma, 20 Settembre 2015. ANSA/ CENTIMETRI

L’Unione Europea approva il piano ma il blocco dell’est non ci sta

La proposta di ricollocare 120 mila profughi è stata approvata dai ministri dell’interno dell’Ue a maggioranza. Si sono confermati contrari i Paesi dell’Est: Repubblica ceca, Slovacchia, Romania e Ungheria mentre la Polonia ha votato a favore e la Finlandia si è astenuta. Di fronte alla divisione dell’Europa, il ministro degli Interni lussemburghese Jean Asselborn, presidente di turno del Consiglio Ue, ha spiegato che «ci troviamo in una situazione di emergenza. Era necessario che una decisione venisse presa in tempi rapidi, e spesso l’Ue è accusata di non rispondere velocemente alle sfide: per questo è stato necessario ricorrere al voto a maggioranza qualificata».

Ma i problemi non mancano. La Slovacchia, assieme alla Repubblica Ceca, si riserva di presentare un ricorso alla Corte europea di Giustizia contro la decisione.
Per il premier della Slovenia, Miro Cerar, la crisi dei migranti potrebbe mettere in pericolo l’esistenza stessa dell’Unione europea a meno che non si troverà una soluzione di lungo termine. A Bruxelles è stato deciso che i 120.000 rifugiati da redistribuire fra i Ventotto proverranno tutti da Italia e Grecia, che, in cambio del ricollocamento vengono chiamate a impegnarsi a rafforzare le strutture di identificazione e registrazione, in collaborazione con le agenzie Ue competenti.

I governi nazionali potranno chiedere una deroga per l’accoglienza dei profughi assegnati. Ma questa deroga potrà durare al massimo un anno, dovrà essere motivata da circostanze eccezionali, come un afflusso massiccio e improvviso di migranti o un disastro naturale, e non potrà comunque riguardare più del 30 per cento della quota prevista per il paese in questione. È caduta, invece, la proposta di sanzionare economicamente i paesi che non dovessero rispettare, anche temporaneamente, i loro obblighi.

 

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