L’Europa verso il Sì (condizionato) alla manovra di bilancio italiana

Europa
epa02520415 A small boy plays under flags of the European Union and EU member states in Millenaris (Millenary) Park after the information centre called Europa Pont (Europe Point) was opened for the public in Budapest, Hungary, 08 January 2011. Europe Point, designed to be a centre of informations on EU as well as library, meeting point and a connecting link between citizens and institutions of EU, was opened on the ground floor in the new building of the Information Office of the European Parliament and the Mission of the European Commission in Hungary on the occasion of Hungary's EU Presidency that began on 01 January 2011.  EPA/ATTILA MANEK HUNGARY OUT

Il giudizio finale è rimandato, chiesti chiarimenti soprattutto in merito alle spese per migranti e terremoto

Via libera europeo alla manovra di bilancio italiana, anche se condizionato. 

Lo “spirito costruttivo e positivo” con cui in queste settimane il governo italiano e la Commissione europea hanno dialogato sul documento programmatico di bilancio sarebbe sul punto di produrre i suoi risultati: domani, infatti, secondo quanto si apprende a Bruxelles, dovrebbe essere confermata dalla Commissione la decisione di rinviare ai primi mesi del 2017 un giudizio definitivo sui conti pubblici italiani.

Il bilancio italiano per l’anno prossimo rischia di non rispettare le regole del patto di Stabilità e crescita su deficit e debito pubblico, ma l’approccio di Bruxelles sembra orientato non solo a tenere in considerazione tutte le richieste di scorporo delle spese straordinarie dal computo del deficit, ma anche a chiudere momentaneamente un occhio sui punti critici già individuati, come le misure “una tantum” e non strutturali da cui dipende una parte delle entrate e il ritardo nel raggiungimento dell’obiettivo di medio termine di un pareggio strutturale.

Nelle previsioni economiche della scorsa settimana si era evidenziato uno scostamento significativo fra le stime della Commissione e quelle di Roma soprattutto sul debito pubblico, stimato l’anno prossimo al 133,1% del Pil, ancora in crescita, anche se di poco, rispetto al 133% di quest’anno, mentre il governo lo stimava al 132,6% nel 2017, in calo rispetto al 132,8% del 2016.

Nei due ultimi anni, inoltre, l’Italia ha già beneficiato di 19 miliardi di flessibilità impegnandosi in cambio a far scendere il deficit dal 2,4% del Pil del 2016 all’1,8% l’anno prossimo. Nel documento programmatico però, a causa dei costi straordinari per le emergenze migranti e terremoto, il deficit/Pil per il 2017 è stimato al 2,3%, che secondo le previsioni Ue sale al 2,4%.

Oltre alle pagelle sulle manovre dei singoli paesi, la Commissione europea,su iniziativa di Juncker, pubblicherà una nota di diciotto pagine con la quale si decreterà la fine dell’austerity, o almeno se ne chiede una moratoria per il biennio 2017-2018.

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