Les Paul Polsfuss, più di cento anni fa nasceva l’inventore della chitarra elettrica

Musica
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Nato il 9 giugno del 1915, il chitarrista country e jazz inventò anche la registrazione multitraccia e gli effetti delay e phaser, forgiando gli strumenti più importanti della musica rock

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Les Paul Polfuss e Paul McCartney

“Suo figlio non imparerà mai la musica”, scrive l’insegnante di pianoforte alla madre di Lester William Polsfuss. Il piccolo, nato a Waukesha, sobborgo di Milwaukee, non riesce a districarsi bene tra i tasti bianchi e neri: inoltre i primi tentativi di educazione al pentagramma si rivelano fallimentari. Lester non avrebbe mai imparato a leggere la musica, ma c’è qualcosa in lui da non sottovalutare; come una voracità pionieristica, una curiosità onnivora che lo spinge a non demordere.

Oggi ricordiamo quel bambino come Les Paul Polsfuss, chitarrista e inventore, che riesce a coniugare la sua passione per suonare con un’innata propensione nel modificare gli strumenti musicali.

Dopo aver mosso i suoi primi passi nel mondo del country, nella zona del Midwest, esibendosi anche in show radiofonici con il nome di Wizard of Waukesha, Les Paul asseconda la sua natura poliedrica e s’inserisce a pieno titolo nel gotha del jazz. Dal 1940 in poi registra e suona con star internazionali del calibro di Nat King Cole, Rudy Vallee e Kate Smith. Ma ancora non sembra essere soddisfatto: come alla ricerca di un traguardo ulteriore, la sua mossa per superare i propri limiti è quella di spostare più avanti i limiti stessi della musica. Ma per spiegare in che modo questo avviene dobbiamo aprire una piccola parentesi storica.

Dal finire degli anni ’20 in poi, l’ormai collaudata formula delle orchestre jazz e blues mette i musicisti di fronte a un problema importante: come fare in modo che il volume del suono, limitato, della chitarra (non ancora amplificata) possa tenere testa a quello degli altri strumenti?

Dagli anni ’30 in poi si succedono vari tentativi per risolvere la questione: uno dei più significativi appartiene ad Adolph Rickenbacker, liutaio svizzero emigrato negli States che inventa la lap steel guitar (la madre della chitarra elettrica). Qualche anno più tardi la casa produttrice Gibson inaugura una linea di chitarre acustiche amplificate, riuscendo in parte a ovviare al problema. Ma ancora rimane un grosso inconveniente: per come sono costruite, le chitarre con la loro cassa armonica concava – la “voragine” che si apre al centro del corpo dello strumento – producono un fastidioso effetto di risonanza con il suono che fuoriesce dall’amplificatore; il cosiddetto feedback, rumore infernale che costringe spesso gli ascoltatori a tapparsi le orecchie per non soccombere a quello che viene percepito come un repentino fischio stridente.

Schermata 06-2457549 alle 16.15.32Nel 1941, Les Paul Polsfuss ha l’idea geniale che rivoluzionerà il mondo delle sei corde, portandolo a inventare quella che oggi conosciamo come chitarra elettrica. Attacca le corde e i pick up (dispositivi in grado di trasformare la vibrazione delle corde in segnali elettrici) a un pezzo di legno che ha un manico da chitarra ad un’estremità. Chiama la sua creatura “the Log” (il tronco) e mentre tutti rabbrividiscono di fronte a uno strumento che abdica ai tradizionali canoni estetici, dimostra al mondo di aver trovato il magico veicolo capace di produrre il suono che tutti cercavano.

Per descrivere la sua invenzione, Les Paul fa una dichiarazione da spaccone riferendosi ad uno degli aspetti più rivoluzionari della sua “creatura”: la capacità di sostenere un suono prolungandolo nel tempo. “Potete tranquillamente andare fuori a mangiarvi un boccone, tornare a casa, e la corda che avete pizzicato starà ancora producendo la sua nota” dichiara, magari con un pizzico di rivalsa nei confronti del suo maestro di pianoforte. Ma la Gibson non ha la lungimiranza di capire la portata rivoluzionaria del prodotto: solo sette anni dopo, quando già la Fender ha messo in commercio qualcosa di simile, il progetto viene ripreso e messo a punto a livello industriale. È così che nasce la Gibson Les Paul, la cui produzione inizia nel 1952: tuttora un punto di riferimento per i chitarristi di tutto il mondo, nonché uno degli strumenti che ha caratterizzato il suono dei musicisti più famosi.

Oltre a inventare la chitarra elettrica, Les Paul mette a punto la tecnica della sovraincisione e poi quella della registrazione multitraccia, regalando a tutti i musicisti la possibilità di sommare varie esecuzioni, anche differite nel tempo, in un’unica registrazione. Questa Lover, che risale al 1984, è il primo esempio di brano che contiene delle sovraincisioni. Ascrivibili a lui sono anche le invenzioni del deelay e del phaser, effetti che hanno caratterizzato fortemente la musica pop e rock.

Insomma, se cerchiamo qualcuno che riesce a dare una sterzata fondamentale alla storia della musica, approntando gli strumenti necessari alla nascita del rock, poco prima dell’avvento di Elvis Presley, questo è Les Paul: che muore il 12 agosto del 2009, dopo aver vissuto per quasi un secolo le strabilianti evoluzioni di un genere che lui stesso ha reso possibili. Il suo è un contributo più “tecnico”, che non si porta dietro gli sconvolgimenti di costume caratteristici dei fenomeni della popular music, ma senza il quale questi ultimi non sarebbero stati possibili. Restano comunque impresse nell’immaginario collettivo americano le puntate dello show televisivo “Les Paul & Mary Ford at Home”: brevi sketch televisivi, dove il nostro e sua moglie, la cantante Mary Ford, si esibiscono in brani dalla produzione, per l’epoca, pionieristica. Come in questa World is Waiting for the Sunrise, con le numerose armonizzazioni della cantante intenta a curare le sue piantine.

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