La cronaca della seconda giornata della Leopolda 7

Leopolda 2016
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Il secondo pomeriggio ricco di interventi alla settima edizione della Leopolda

INVIATO A FIRENZE – La seconda giornata della settima edizione è stata una giornata a due facce. Nella mattinata i tavoli di lavoro in cui politici e leopoldini si sono scambiati i pareri su varie tematiche della vita democratica ed economica, mentre il pomeriggio nel pomeriggio si è parlato tanto di riforma costituzionale attraverso molte storie.

Non sono mancati attacchi alla minoranza Dem, in particolar modo da Paolo Gentiloni e Teresa Bellanova. Molto interessante il fact checking con cui Maria Elena Boschi, Matteo Richetti e 4 costituzionalisti (Ceccanti, Clementi, Pinelli e Vassallo) hanno smontato punto per punto le obiezioni del No.

Ma come sempre sono le storie il cuore degli interventi, storie di successo, storie di volontariato, storie di solidarietà come quella di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa che da anni salva le vite dei migranti che sbarcano nella piccola isola siciliana.

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Debora Serracchiani ringrazia Gianni Cuperlo per la serietà e per essere restato al tavolo della trattative e alla fine aver trovato un accordo, dalla platea è partito un grande applauso per il deputato della minoranza Dem.

La vicesegretaria del Pd attacca poi frontalmente il M5s: “Non mi faccio dare lezioni da chi fa finta di volersi tagliare lo stipendio da chi usa i soldi dei gruppi per fare attività politica in giro per l’Italia, non mi faccio dare lezioni da chi non ci ha ancora detto come vuole amministrare le nostre città, non mi faccio dare lezioni da chi dice sempre no”.

L’ultimo intervento di oggi spetta a Debora Serracchiani (video), vicesegretaria del Pd e presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, storica frequentatrice di questa kermesse. “Noi dobbiamo trovare il coraggio e la forza di cambiare questo Paese, con chi ci sta e con chi non ci vuole stare. Questa riforma ci serve perché così non andiamo da nessuna parte, ci serve per guardare al futuro. La riforma del Titolo V l’abbiamo fatta per superare nel regionalismo la Lega Nord, oggi abbiamo capito che non era un passo avanti e si deve ritoccare. Dietro il No alla riforma costituzionale c’è l’immobilismo che ha tenuto per molto tempo la testa di questo Paese sott’acqua”.

Pietro Bartolo (video), medico di Lampedusa reso celebre dal film di Gianfranco Rosi Fuocoammare, consegna al pubblico della Leopolda il suo messaggio: “L’Italia è un Paese campione del mondo in solidarietà e accoglienza. Il governo e il presidente Renzi continuano a battersi anche a livello europeo, ma purtroppo troppe persone continuano a perdere la vita in mare. E allora bisogna fare di più per mettere fine a questa mattanza. Noi ci stiamo impegnando, spero che possano farlo anche in Europa”. Ad abbracciarlo sale sul palco anche Matteo Renzi.

Il presidente del Parco nazionale dei Nebrodi, Giuseppe Antoci (video), è stato vittima di una intimidazione mafiosa nel maggio scorso. Ora è sul palco della Leopolda per respingere la paura: “L’ho avuta, ma nei giorni successivi si è trasformata in speranza, perché noi siamo più di loro e sono loro che devono indietreggiare. Dello sviluppo non bisogna aver paura perché in alcuni territori c’è illegalità, bisogna vigilare. Voglio ricambiare l’abbraccio che ho ricevuto da Matteo Renzi, con le sue parole: ‘Andiamo avanti’. Con il cambiamento del 4 dicembre scriveremo una nuova pagina nella lotta al malaffare”.

Tocca al viceministro dello Sviluppo economico Teresa Bellanova (video): “La sinistra sta anche qui, la sinistra sono persone come me che vogliono il cambiamento. Ho votato 3 volte convintamente Sì in Parlamento e sono coerente, vorrei che fossero coerenti anche quelli che hanno votato Sì in Parlamento come me e adesso vanno in piazza con tutti gli sciamannati del No. La politica è responsabilità, bisogna prendere decisioni difficili, non decisioni in base alla convenienza. Il Sì o il No inciderà non sulla politica, ma sulla vita dei cittadini. Io sarò in campo con il Sì del Partito socialista europeo”. L’intervento di Teresa Bellanova si conclude con l’ovazione della platea.

Sale sul palco Costantino della Gherardesca (video): “Voterò Sì al referendum perché noto che all’estero iniziano a vedere l’Italia come un Paese che si sta innovando, perché diminuisce la burocrazia e s’incentivano gli investimenti dall’estero. Voterò Sì per un’Italia che va avanti, per un’Italia che sia competitiva nel mercato globale, per un’Italia che si innova”.

Tobia Zevi (video) parla del suo cammino per l’Italia a sostegno delle ragioni del Sì. “E’ vero sono un po’ il Forrest Gump del Sì, quando si cammina si incontrano le persone ci si parla e gli si spiega le ragioni del Sì”.

Sale sul palco l’imprenditore Stefano Trippetti (video). “E’ la prima volta che vengo alla Leopolda e non mi aspettavo questo fermento, verrò anche il prossimo anno. Questa riforma può incidere veramente sulla competitività”.

Ancora impresa sul palco della Leopolda con Andrea Claudio Galluzzo (video): “Dobbiamo cambiare le condizioni per far di nuovo grande il sistema di imprese italiane”.

Daniele Crognaletti (video) spiega il perché gli imprenditori votano Sì.

Lucia Sileo (video) parla alla Leopolda di parità di genere nella Costituzione: “Dopo settant’anni avremo finalmente una legge con la doppia rappresentanza di genere”.

Tocca ancora all’agroalimentare con Luigi Scordamaglia (video): “L’agroalimentare è la spina dorsale del nostro Paese, è il settore che è ripartito prima e oggi conta 56mila imprese”.

Luca Soldini (video) studente di Giurisprudenza spiega come la riforma inciderà sulla salute dei cittadini: “Con la Costituzione vigente abbiamo 20 sistemi sanitari, questo ha pesato molto sulla vita dei cittadini. Con la nuova Costituzione avremo lo stesso diritto alla salute in tutta Italia”.

Sale sul palco Giulia Iacovelli (video): “Tanti giovani in questo momento si stanno impegnando per promuovere questa Riforma, non è vero che i giovani sono per il No, per questo abbiamo fondato ‘Generazione Sì’ che ha l’obiettivo di andare a raccontare ai nostri coetanei (18-35 anni) la riforma punto per punto”

Cooperazione e assistenza sociale sul palco della Leopolda con Enrica Battisti.

Si parla d’impresa e artigianato con Monica Sartini (video): “Grazie ai miei valori, i valori della bottega prendo decisioni per la mia azienda, ma ho preso la decisione di votare Sì per cambiare il nostro futuro. Di questa riforma mi piace che finalmente riuscirà a far dare alla politica risposte veloci e in tempi certi”.

E’ il momento di Stefano Castoldi (video) un giovane studente di giurisprudenza.

Sale sul palco una giovane imprenditrice agricola, la presidente di Coldiretti giovani Maria Letizia Gardoni (video): “Noi diciamo Sì alla riforma per avere leggi in tempi più rapidi, diciamo Sì alla fine del bicameralismo perfetto, diciamo Sì alla revisione della competenza Stato-Regioni, diciamo Sì alla partecipazione diretta dei cittadini”.

Dario Nardella (videoparla della manifestazione degli anarchici che si sta svolgendo a Firenze: “Non è accettabile che poche persone tengano in ostaggio una città, manifestare il dissenso è un diritto ma sfasciare una città solo per avere visibilità non è accettabile né nella mia città ne in un Paese democratico”.

Sale sul palco Diego Piacentini (video) rientrato dagli Stati Uniti, dove era manager di Amazon, per fare il Commissario per il governo per il digitale.

Il ministro attacca la minoranza: “Sono paladini della ditta solo quando la ditta sono loro. Noi oggi siamo molto importanti per i riformismi europei e mondiali. L’idea di centrosinistra Europea è affidata oggi principalmente alla leadership di Matteo Renzi”.

Tocca al ministro Paolo Gentiloni (video): “Il mondo segue molto attentamente quello che sta succedendo in Italia per il referendum. All’estero c’è una preoccupazione per la stabilità e la speranza che l’Italia possa averla finalmente. Siamo sempre stato un caso curioso nel mondo, ci vedono come un Paese instabile che cambia i propri rappresentanti ogni anno, ma sperano che dopo il 4 dicembre le cose possano cambiare”.

Sale sul palco Andrea Guerra ex Ad di Luxottica (video): “Le imprese sono tornate al centro del dibattito. Ora, finalmente, noi imprenditori abbiamo nelle nostre mani il nostro futuro. Dobbiamo puntare nella nostra capacità di crescere e di investire nel lungo periodo”.

Finisce il focus smonta bugie sulla Riforma costituzionale.

Francesco Clementi (video): “Questa riforma non aggiunge poteri al premier, anzi aumenta la centralità del Parlamento”.

E’ il momento di discutere delle leggi di iniziativa popolare, Boschi: “E’ vero che abbiamo innalzato il numero di firme per presentare una legge di iniziativa popolare, ma è vero pure che non si prenderanno più in giro i cittadini e queste proposte di legge, a differenza di prima, dovranno essere discusse dal Parlamento”.

Maria Elena Boschi: “Questa riforma l’ha scritta il Parlamento non i banchieri o i poteri forti, e il 4 dicembre verrà vidimata dagli italiani”.

Il professor Francesco Clementi elenca i costi che diminuiranno se passerà la riforma costituzionale.

Matteo Richetti risponde alla domanda perché non avete votato la proposta del M5s sulla diminuzione degli stipendi dei Parlamentari: “Dopo aver stralciato tutte le norme su diaria chiedono di diminuire una terza parte, hanno messo in cassaforte tutto, c’è chi spende 12 mila euro di telefono! Bisogna essere seri”.

Maria Elena Boschi: “Pensavamo che su un punto sarebbero stati tutti d’accordo, invece c’è qualcuno (il Senatore Morra del M5s) che difende il Cnel”.

Francesco Clementi: “Questa riforma protegge ancora di più l’elezione del Presidente della Repubblica, impone un accordo tra maggioranza e opposizione”.

Maria Elena Boschi: “Chi dice che siamo parlamentari illegittimi perché non si dimette (il riferimento ai tanti parlamentari grillini che continuano a sostenere che questo Parlamento è illegittimo). Io non mi sento illegittima, la Corte ha detto che il Parlamento è legittimo”.

Appare in video D’Alema e dalla platea partono i fischi subito stoppati da Maria Elena Boschi (video): “Non fischiamo nessuno, smontiamo quello che dice”. Nel video D’alema diceva che si può fare una piccola riforma in 6 mesi, dicendo No a questa. La risposta dal palco è stato il lungo elenco di riforme fallite negli ultimi trent’anni.

Matteo Richetti sui consiglieri regionali indagati: “Questa idea che chi è eletto alla Camera o al Senato è immune al processo giudiziario è una cosa non vera, i Parlamentari vengono giudicati come ogni cittadini, l’unico vantaggio è l’autorizzazione della camera competente per la custodia cautelare”.

E’ il momento della spiegazione su come funziona l’articolo 70. Maria Elena Boschi: “E’ meglio spendere 5 minuti in più per leggere un articolo della Costituzione, piuttosto che impiegare 5 anni per fare una legge. Per il 97% dei casi non c’è più il bicameralismo, solo nel 3% dei casi serve il parere del Senato”.

Ora tocca alle critiche sul ping pong tra Camera e nuovo Senato: spiega tutto Salvatore Vassallo.

Si inizia a smontare le bugie sulla riforma: L’elezione del Presidente della Repubblica spiegata da Stefano Ceccanti.

Salgono sul palco Matteo Richetti e Maria Elena Boschi: inizia il focus sulle riforme, 4 costituzionalisti spiegano la riforma (Ceccanti, Clementi, Pinelli e Vassallo).

Brunello Cucinelli chiude il suo intervento parlando dell’Italia: “E’ un Paese speciale pieno di persone perbene, ma dobbiamo recuperare stima, garbo ed educazione. Non abbiamo bisogno di quelli che sanno tutto, non abbiamo bisogno degli arroganti”.

Sul palco della Leopolda sale Brunello Cucinelli, imprenditore molto legato a Norcia che racconta cosa intende fare per la sua terra: “San Benedetto è il primo monaco che parla di lavoro, lui ci dice curate gli anziani, gli ammalati, ma sopratutto gli stranieri e io trovo questo meraviglioso. Il giorno dopo all’evento sismico quando mi ha chiamato Renzi gli ho detto: siamo stati fortunati perché non abbiamo avuto morti, le chiese e il monastero lo ricostruiremo. Dobbiamo portare a Norcia tante gru, perché se i cittadini da fuori le mura vedono le gru lavorare allora non perderanno la speranza”.

Matteo Renzi sale sul palco della Leopolda e introduce i lavori del pomeriggio.

Dopo la mattinata dedicata ai tavoli tematici riprende la discussione dal palco, si inizia con il terremoto e i migranti, mentre la seconda parte sarà dedicata alla riforma.

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