Renzi lancia “mille Leopolde prima del referendum costituzionale” (LIVEBLOG)

Leopolda 2015
The Italian prime Minister Matteo Renzi during his final speech at the "Leopolda convention" in Florence, 13 December 2015. ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

Il racconto dell’ultima giornata della Leopolda 6 fino all’intervento del premier

13.59 Finisce così la sesta edizione della Leopolda

13.58 “Raccontiamo che vogliamo essere in grado di voler bene al nostro futuro come lo vogliamo al nostro passato. Andiamoci a prendere il futuro e non sciupiamolo”

13.55 “Da qui al prossimo anno facciamo mille Leopolde. Perché il prossimo anno, a ottobre, andremo al referendum. Dobbiamo andare in tutti i posti d’Italia a raccontare quello che stiamo facendo, schiodare le persone dall’indifferenza e io da solo non posso farlo. Mettete l’allegria di questi giorni e portatela con voi nei vostri comuni. Prendiamoci l’impegno di organizzare mille luoghi d’incontro in cui andiamo a raccontare perché stiamo facendo ripartire l’Italia”

13.54 “Noi facciamo le cose perché crediamo che sia l’unico modo per essere degni di chiamarci uomini”

13.54 “Tornando a lavorare dovete avere la consapevolezza che un pezzettino della responsabilità adesso è anche vostra. Se io sono qui è merito, o colpa, vostra. Se falliremo sarà solo colpa mia, o nostra. Abbiamo usato come stacchetto Go big or go home, noi siamo fatti così: o facciamo le cose in grande oppure abbiamo fallito”

13.49 “Dalla Leopolda è arrivato il messaggio che non c’è un finale già scritto, il merito è questo. Io non sono un predestinato. Qui ci sono donne e uomini che domani mattina tornano a lavorare. Non si precipitano a vedere l’ultima dichiarazione di Brunetta o di D’Attorre, non leggono i retroscena sulle amministrative, vanno a lavorare e vogliono che l’Italia torni a credere su se stessa”

13.48 “Modificare le banche di credito cooperativo, che sono troppe con troppa gente che prende una prebenda e non ce lo possiamo permettere”

13.47 “Il sistema bancario italiano è uno dei più solidi. Io avrei fatto scelte diverse in passato, come ha fatto la Germania, mentre noi siamo arrivati tardi. Un intervento fatto dai governi precedenti avrebbe evitato quello che vediamo oggi. Ma il sistemo bancario italiano è più solido di quello tedesco. La verità verrà fuori anche su questo”

13.46 “Non abbiamo favoritismi a nessuno e nessuno merita di essere messo alla berlina. Rifirmerei oggi quel decreto, perché senza non avremmo salvato i risparmiatori italiani. La verità è più forte delle chiacchiere. Saranno individuati quelli che hanno truffato e chi ha sbagliato pagherà. Ma chi pensa di strumentalizzare la vita delle persone deve fare pace con se stesso e chi pensa di strumentalizzare la morte delle persone mi fa schifo”

13.43 “Quello che è accaduto negli ultimi 10 anni nelle banche italiane, chioama in discussione molte istituzioni, anche qualche banca di partito (la Credieuronord della Lega, ndr) per questo diciamo sì alla commissione di inchiesta che è stata chiesta, lo dico a nome del Pd, del governo e della Leopolda. Non abbiamo nulla da nascondere”

13.42 “Nessuno è perfetto, ma nessuno può permettersi di mettere in discussione la grande possibilità che abbiamo di cambiare l’Italia”

13.40 “Mio padre 15 mesi fa ha ricevuto un avviso di garanzia, si è sentito crollare il mondo addosso. Da allora due volte la procura ha chiesto di archiviare, eppure è sempre lì e passera il secondo Natale da indagato. Io sono contento che i magistrati studino bene e ho tutta la fiducia in loro. Ma mio padre mi dice che dobbiamo andare all’attacco contro i veleni e le polemiche. Noi dobbiamo avere grandi solidarietà contro chi sfoga con polemiche le proprie frustrazioni personali. Noi risponderemo con il sorriso, perché noi abbiamo la verità e il tempo dalla parte nostra”

13.39 “Sono orgoglioso che la Leopolda abbia rottamato il complottismo, l’idea che se qualcosa non funziona è colpa di qualcun altro”

13.38 “Non possiamo considerare solo un problema il fatto che l’età media si allunga, vuol dire che la gente vive di più. Il problema è come vive in Italia. Vogliamo fare un centro mondiale sull’area Expo proprio su questi temi. Lo faremo, ci abbiamo messo già i soldi, vanno spesi bene ma ci sono. Se non lo facciamo è colpa nostra”

13.35 “Un abbraccio affettuoso ai gufi per le previsioni sull’Expo”

13.34 “Per ogni euro speso in polizia, ci vuole un euro in educazione. È questo che può fare l’Europa”

13.33 “L’Italia che ha fiducia su se stessa non ha paura di dire la sua sulla guerra. Noi non pensiamo che lo strumento militare non serva a niente, c’è bisogno di un grande investimento sulle nostre forze militari in prima linea su tanti fronti. Ma una volta detto che siamo orgogliosi dei nostri militari e dei nostri diplomatici, posso dire che di fronte a ciò che è accaduto a Parigi non possiamo finta di nulla. Non è bombardando di qua o di là che si risolve il problema, perché quelle persone che hanno ucciso sono nate e cresciute in Europa. La questione delle periferie, quella culturale, sono fondamentali”

13.29 “L’Europa che apre una procedura di infrazione contro l’Italia perché non abbiamo preso le impronte digitali a tutti gli immigrati, non fa male a noi ma a se stessa. Prima la solidarietà e poi la democrazia, non può valere solo per un Paese deve valere per tutti”

13.28 “Noi rispettiamo le regole europee, anche quando non ci piacciono. Abbiamo combattuto per la flessibilità e l’abbiamo ottenuta. Il nostro governo è l’immagina della compattezza, non si mette a litigare. Se diciamo che rispetteremo le regole europee, diciamo anche all’Europa che deve essere qualcosa di più, non solo economica, ma anche un punto di approdo non solo per i rifugiati ma anche per scienziati e artisti”

13.27 Renzi ricorda l’intervento “strepitoso” di Teresa Bellanova: “Per la prima volta abbiamo fatto parlare qui una della Cgil, non fateci la bocca eh”

13.26 “Se ci sono tante persone che guardano a noi non è perché abbiamo in mente il Partito della Nazione, ma perché vogliamo essere il Partito della Ragione contro il nichilismo”

13.25 “Se mi dicono che perdo un punto nei sondaggi perché recuperiamo i cadaveri nel Mediterraneo, io lo perdo volentieri. Perché noi siamo l’Italia!”

13.24 “Sono assolutamente certo che non abbiamo bisogno di mancette elettorali. Se si votasse oggi noi vinceremmo al primo turno o con percentuali superiori a quelle delle Europee”

13.23 “Emendaento del governo in legge di stabilità consente di investire al Sud, non ci sono più alibi. Il Sud ha tutto per risollevarsi. Gli manca la volontà? Io sono convinto di no. Faremo in modo di verificare l’elenco delle cose promesse il prossimo anno qui alla Leopolda. Ora basta con le chiacchiere, chi ha la forza per intervenire lo faccia. Anche perché sono tutti nostri i presidenti di Regione. Se non ce la facciamo, con che faccia ci ripresentiamo alle prossime elezioni regionali?”

13.20 “Abbiamo messo i soldi per la Terra dei fuochi, ho sfidato De Luca: ‘Se non sei un personaggetto, ora risolvi il problema’. Dobbiamo completare la Salerno-Reggio Calabria. Ho detto a Delrio che glielo porto io in macchina a vedere”

13.19 “Non possiamo più permetterci alibi sul Sud”

13.18 “Sono orgoglioso della terra dei miei nonni, voglio essere orgoglioso della terra dei miei nipoti”

13.18 “Il merito è una chiave della lettura della Leopolda. Mettiamo nei cda quelli che sono passati dalla Leopolda? Non è mica colpa mia se abbiamo chiamato tanti che hanno cambiato l’Italia a raccontarci cosa hanno fatto”

13.16 “Dobbiamo passare dal tempo dell’invidia al tempo dell’ammirazione. Siamo abituati a pensare che se un’impresa ce la fa, chissà cosa c’è sotto. Gli americani quando pensano all’Italia dicono ‘wow’, noi diciamo ‘mah'”

13.15 “Io non propongo una narrazione. Credo che una distruzione di vent’anni della nostra immagine non abbia compromesso ancora il futuro del nostro Paese. L’ottimismo non è una scelta filosofica, è il presupposto per ripartire. Quando hai 4,3 trilioni di risparmi privato immobilizzato dalla paura, vuole dire che dobbiamo rimettere in moto i consumi”

13.13 “Noi sappiamo che siamo ragazzi di provincia, figli della propria terra, umili e coraggiosi. Non ci hanno dato un’occasione, ce la siamo presa. Ci siamo sporcate le mani e ci siamo messi in gara. Adesso possiamo spiegare che cosa vogliamo fare da qui ai prossimi 20 anni?”

13.10 “È straordinario che abbiamo potuto portare finalmente un elenco di risultati. Ma ora posso dirvi che non abbiamo fatto niente ancora? Non solo il bello deve ancora venire, ma si passa alla storia se si può definire un’idea dell’Italia dei prossimi anni”

13.09 “Un grande abbraccio a Paolo Sorrentino che ci rende orgogliosi del cinema italiano. E quando dico che daremo ai 18enni il bonus per andare nei teatri, ai concerti, ai musei non lo dico per abbindolarli. È l’idea che se tu hai la possibilità di votare, non hai solo un certificato elettorale, ma sei erede di una grande tradizione culturale”

13.07 “La nostra scuola è già buona, dobbiamo migliorarla. Facciamo dell’italiano una lingua sempre più forte e più attiva”

13.05 “Il bonus per i professori non è un contentino. Siccome hanno in mano la formazione dei nostri figli, riconosciamo che dare 500 euro per la loro formazione è importante”

13.05 “Il prossimo anno non solo il Pd investirà di più in formazione, ma lo faremo anche noi. Perché noi facciamo politica a viso aperto e a testa alta”

13.04 “Non tutto ci è riuscito bene. Sulla scuola abbiamo fatto un passo avanti importanti, ma non siamo riusciti a coinvolgere tutti come volevamo”

13.03 “Oggi i precari conoscono la parola ‘tutela’ e possono accendere un mutuo. Siamo passati dal 13,2 all’11,5% della disoccupazione: non siamo contenti ma possiamo dirlo che il Jobs Act funziona?”

13.01 “Mettendo in atto i sogni, i risultati arrivano. Quelli che sono pieni di soldi hanno detto che gli 80 euro erano una mancia elettorale, ma dopo i primi mesi chi li aveva presi ha iniziato a spenderli e per la prima volta in 4 anni i consumi sono tornati a crescere”

13.00 “Stiamo facendo operazione sulle tasse straordinaria. Stiamo buttando giù le tasse. L’avete già sentita? Ma non l’avete mai vista, ora la stiamo realizzando”

12.59 “Ma mancano anche dei compagni di strada. Guido Ghisolfi, uno dei nostri più disinteressati finanziatori di cui sono fiero e orgoglioso e che ha scelto da solo di mettere fine alla propria vita, e Giuseppe Petitto, che era il regista del nostro camper”

12.55 “C’è stato per me un momento fondamentale quest’anno: quando il parlamento bollato come quello dei 101 franchi tiratori ha eletto un galantuomo come Mattarella presidente della Repubblica”

12.54 “Se guardiamo tutto il casino che abbiamo combinato in Italia, pensiamo che è stato bello provarci e sarà bello continuare. Ma anche che c’è un grande insegnamento che viene dalla Leopolda: l’idea che in Italia le cose possono cambiare, la rassegnazione è stata cancellata dalla politica”

12.53 “Quelli che negli anni scorsi ci hanno chiesto perché non mettiamo le bandiere del Pd qui, ora se ne sono andati. Noi restiamo qui e la bandiera la portiamo tatuata nel cuore”

12.52 “Uno da solo una cosa del genere non potrebbe mai farla. È accaduto perché un gruppo di cittadini ha scelto di riappropriarsi della propria cittadinanza. Proprio quando abbiamo perso abbiamo iniziato a vincere e ora diamo il via al più grande processo di cambiamento”

12.51 “Ringraziare i volontari è riduttivo, se guardiamo cosa abbiamo combinato a partire da qui, dobbiamo dire ‘che cosa straordinaria è avvenuta’. Abbiamo rovesciato il sistema politico più gerontocratico che aveva l’Europa, abbiamo dato stabilità al Paese che ne aveva di meno, abbiamo portato il nostro partito a essere il più votato in Europa e non ci avrebbe scommesso nessuno, neanche io”

12.49 – Sale sul palco Matteo Renzi per le conclusioni della Leopolda 6

12:45 – Il sindaco di Bari Antonio De Caro: “Alla Leopolda c’è la sinistra, c’è sempre stata. Io invito tutti prima di parlare della Leopolda di venirci”.

12.42 – Vince la gara della Prima pagina più brutta quella di Libero su “La buona scuola”

12:41 – Bonaccini: “Le riforme che il governo sta portando avanti, io da presidente di regione, le condivido perché ridanno dignità alle istituzioni. Troppe volte la politica non viene apprezzata perché ci mette troppo tempo a decidere: una sola camera e l’abolizione delle provincie velocizzeranno il processo legislativo e snelliranno la burocrazia”.

12:37 – Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia Romagna parla della Resistenza: “Noi non rottamiamo la memoria, noi non dimentichiamo e non equipareremo mai chi ha lottato per la libertà con chi ha lottato per mantenere il regime nazifascista”.

12:32 – Riccardo Bonacina, direttore di “Vita”, parla di alcune misure previste dalla legge di stabilità con carattere sociale: “Sui fondi per questo settore siamo parlate in due anni da 1,7 miliardi a 3,4. Si comincia a capire che il welfare non viene dopo la crescita, ma è una condizione necessaria per crescere. Ora speriamo che cambino anche le regole sul servizio civile”

12:26 – Di Sanzo: “Se parliamo di limiti all’ingresso arrivano le solite proteste. Una certa sinistra continua a dire che il diritto allo studio deve essere per tutti, ma come lo intendono loro invece diventa solo per chi può permetterselo”

12:24 – Christian Di Sanzo è il fondatore del circolo Pd nella Silicon Valley: “Poletti ha detto che laurearsi a 28 anni non serve a nulla e io credo che abbia ragione. In Italia ci si può laureare in un tempo infinito, ma chi se lo può permettere? Il figlio dell’operaio o si laurea in tempo o abbandona perché non ha una famiglia che lo mantiene. In Italia i figli ereditano i lavori dei padri senza un vero e proprio merito e l’ascensore sociale si blocca”

12:18 – Massimo Porciani, del Comitato paralimpico toscano, parla dello sport visto anche sotto questo aspetto: “Tanti anni fa ho avuto un incidente, abbiamo fatto tanta strada da allora e oggi abbiamo tanti atleti che vincono che non possono essere più definiti ‘disgraziati’. Questo ci deve dare speranza e fiducia”

12:10 – Sul palco Giovanni Malagò, presidente del Coni, parla della “grande sfida della partita olimpica”. E aggiunge: “Lo sport non ha politica, siamo assolutamente trasversali, ma siamo molto riconoscenti a chi riconosce le nostre istanze, come sta facendo questo esecutivo”

12:01 – Alessandro Maranesi, lavora in Olanda all’università di Norimberga: “Il nostro Paese ogni anno produce migliaia di laureati nelle discipline umanistiche, spendendo tanti soldi, senza riuscire a trovare un lavoro per loro. E le nostre università non riescono a importare talenti dall’estero. Spero che il governo realizzi una riforma dell’università che punti anche sulla ricerca umanistica”

11:53 – Daniele Viappiani, trentenne milanese che lavora al ministero britannico per l’Energia e il Clima: “C’erano tantissimi gufi che non credevano nella scienza o che si potessero ridurre i gas serra. Ora sempre più tutti si rendono conto che oltre a una giustificazione ambientale, c’è anche un motivo economico per farlo. Abbiamo un’enorme opportunità che non possiamo farci scappare, possiamo aspettare che Ue e Onu ci diano i compiti oppure possiamo raggiungere le nazioni che vogliono essere leader. Mostriamo quello di cui siamo capaci”

11.46 – Roberto Cociancich, conosciuto soprattutto per l’emendamento ‘canguro’ che ha accelerato l’approvazione della riforma costituzionale al Senato, alla Leopolda parla di Europa, terrorismo e immigrazione: “Grazie alla Marina militare italiana che porta l’orgoglio dell’Italia. Invece di alzare il filo spinato noi siamo andati a prendere chi era in difficoltà. Grazie anche alla famiglia di Valeria Solesin, che ci ha mostrato un modo per reagire ai terroristi grazie a una celebrazione con le preghiere di tutte le principali religioni. Dobbiamo vincere le sfide di oggi soprattutto nel nostro cuore. Dobbiamo uscire da questa vicenda terribile trovando risposte condivise, dove non c’è chi si salva e chi affonda. Oggi tutti noi siamo qui per testimoniare che vogliamo camminare tutti insieme a testa alta verso una ‘terra degli uomini'”

11:37 – Padoan: “L’Italia è un paese sulla frontiera dell’innovazione. In Italia si fa tanta innovazione, io ho incontrato tanti giovani che fanno innovazione. Io come ministro cercherò di aiutare questi innovatori mettendo a disposizione risorse”

11:35 – Padoan: “Il sistema bancario italiano è sano e solido. Le misure che il governo ha preso ha permesso di salvare un milione di depositanti e 12 miliardi di risparmi. Ci sono responsabilità, e sono diffuse, prenderemo provvedimenti”

11:33 – Padoan: “L’occupazione sta aumentando e questo è la cosa più gratificante, noi quest’anno abbiamo creato tanti posti di lavoro e abbiamo dato una speranza a tante persone”.

11:30 – Padoan: “Un anno fa si chiudeva con un numero negativo, quest’anno si chiuderà con un numero positivo. Il governo ha una politica economica orientata alla crescita. Tutte le tasse abbassate aiutano alla crescita, ma noi ci siamo concentrati ad abbassarle alle famiglie meno abbienti e sul lavoro”

11.28 – Sale sul palco il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per il question time

11.20 – Paolo Barberis, fondatore di Dada e oggi consulente del governo per l’Agenda digitale, che presenta sul palco: “È importante che facciamo un uso degli smartphone non solo per entertainment, ma anche per lo sviluppo della conoscenza”

11:15 – Prende la parola Stefano Guarnieri, papà di Lorenzo (un bambino ucciso da un guidatore ubriaco), promotore della proposta di legge che introduce il reato di omicidio stradale: “Quella di questo governo è una politica che ci ha fatto delle promesse e le sta mantenendo. Avevamo lavorato prima con tre governi che ci avevano fatto le stesse promesse, ma non le avevano mantenute. Grazie a questo governo, che mettendo la fiducia ha messo in gioco se stesso per far approvare questa legge”

11.10 – Serracchiani: “Le Pen è la fotografia che dove non ci sono le risposte, c’è solo una manifestazione brutale di chi non vuole l’Europa”

11.07 – Sul palco il vicesegretario dem Debora Serracchiani (video integrale), le sue parole d’ordine sono “unità e responsabilità”. E spiega: “A partire dal Pd, dove c’è posto per tutti, nessuno può sentirsi abusivo e nessuno può appuntarsi sul petto la spilla di sinistra dicendo che altri non ce l’hanno. Il Pd è il maggior partito del centrosinistra italiano ed europeo. Chi pensa a sinistra che c’è spazio solo fuori dal centrosinistra deve assumersi la responsabilità di lasciare spazio ai populismi di M5S e Lega. Non si può pensare che la politica si divida tra chi dà sempre lezioni e chi è sempre sotto accusa”

11:04 – Oscar Farinetti torna anche quest’anno alla Leopolda (video integrale): “Siamo stati molto fortunati a nascere quando c’è Internet. Ma facciamo fatica a domarlo e non ne abbiamo ancora compreso bene le potenzialità. Lo stiamo usando soprattutto per distruggere posti di lavoro. E sul piano personale, lo usiamo più per insultarci che per condividere valori. Il prossimo obiettivo degli uomini deve essere durare, allontanare la fine del mondo. E per questo serve il rispetto. Questo governo ha fissato paletti importanti:  sancire che nei posti che contanto bisogna essere metà uomini e metà donne; gli 80 euro; il Jobs Act; l’abolizione del Senato. Ora servono altri pietroni, dico idee che possono sembrare utopiche: vorrei che l’Italia decidesse di non esportare più armi da guerra; vorrei che l’Italia avesse parametri doppi rispetto a quelli decisi a Parigi; vorrei che l’Italia abolisse diserbanti e concimi chimici; l’Italia può lanciare il ‘turismo del ‘godimento’ a partire dal Sud; Internet serva per condividere e non per insultare”

10:54 – Bonafè: “Noi siamo l’unica sinistra che in Europa ha vinto le elezioni non rinnegando i propri valori, ma aggiornandoli ai tempi di oggi. Non mettiamo contro partite Iva e lavoratori dipendenti. Queste sono la sinistra e l’Europa che dobbiamo costruire. Il problema sono i populismi che affosseranno l’Europa, se l’Europa non cambia”

10:52 – Bonafè: “Salvini non protesti per il decreto salva-banche e poi dimentica i tanti risparmiatori truffati da Credieuronord”

10:50 – Sul palco Simona Bonafè (video integrale), europarlamentare renziana della primissima ora: “Non voglio un’Europa che mi dica quanto sia grande il guscio di una vongola e poi lascia sola l’Italia di fronte alle tragedie nel Mediterraneo. Non voglio un’Europa a trazione franco-tedesca, ma nemmeno un commissario che abbia qualche problema in casa e poi ci dica che dobbiamo tagliare le tasse ma non gli piace come lo facciamo”

10:48 – Cinzia Nanni, operaia Saeco impegnata a difendere il proprio posto di lavoro: “Siamo in presidio permanente dal 26 novembre, chiediamo al governo che venga fatta una legga che non permetta alle multinazionali di fare quello che stanno facendo con noi. La Saeco non si tocca”

10:46 – Enzo Siviero, docente di ponti all’università di Venezia, parla del Mediterraneo proprio come “ponte”: “L’Europa deve guardare in basso e l’Africa in alto. E guarda all’Italia. Il ponte tra persone, questo è quello che dobbiamo fare”.

10:41 – Ascani: “L’uguaglianza è una bella parola di sinistra, ma non si crea a parole. Si crea eliminando le diseguaglianze, non mantenendo diritti acquisiti”.

10:38 – Anna Ascani cita il novantenne Tino: “L’Italia la cambi solo se permetti al figlio dell’ultimo di poter avere le stesso opportunità del figlio del primo”.

10:37 – Sale sul palco Anna Ascani

10:32 – Sale sul palco Salvatore Miceli

10:31 – Alla Leopolda fa la sua comparsa anche il leader della Lega Matteo Salvini e il famoso coro contro i napoletani

10:29 – Grassadonia: “Siamo pronti ad accettare briciole di diritti per il bene dei nostri bambini, non vogliamo che i nostri figli siano figli di serie B”.

10:27 – Marilena Grassadonia porta sul palco la voce del mondo Lgbt: “Non c’è più tempo per una politica fatta d’indecisione e compromessi, oggi in Italia ci sono bambini che non hanno la certezza di essere cresciuti dall’altro papà in caso di morte del padre biologico. Oggi se mio figlio si fa male io non posso accudirlo in ospedale perché non sono la madre biologica. E’ ora d’intervenire”

10:23 – Sale sul palco Marilena Grassadonia

10:21 – Alla Leopolda lo spot natalizio che ha fatto commuovere il web

10:16 – Sale sul palco Massimo Canducci

10:14 – Alla Leopolda entra in scena Mick Jagger e il suo barese

10:09 – Sale sul palco Roberta Santaniello

10:07 – Crispino: “La grande sfida è quella del Pd, bisogna riformare i circoli perché è lì che c’è il contatto diretto con i cittadini ed è da lì che si parte per selezionare una nuova classe dirigente”

10:03 – Sale sul palco della Leopolda Raffaella Crispino

10:00 – Inizia la terza giornata della Leopolda 6

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