Legge sulla concorrenza, in Parlamento si riparte per chiudere entro l’estate

Concorrenza
File illustration picture showing the logo of car-sharing service app Uber on a smartphone next to the picture of an official German taxi sign in Frankfurt, September 15, 2014. A Frankfurt court earlier this month instituted a temporary injunction against Uber from offering car-sharing services across Germany. San Francisco-based Uber, which allows users to summon taxi-like services on their smartphones, offers two main services, Uber, its classic low-cost, limousine pick-up service, and Uberpop, a newer ride-sharing service, which connects private drivers to passengers - an established practice in Germany that nonetheless operates in a legal grey area of rules governing commercial transportation.    REUTERS/Kai Pfaffenbach/Files  (GERMANY - Tags: BUSINESS EMPLOYMENT CRIME LAW TRANSPORT)

Il neo ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda riprende in mano il disegno di legge: “Dobbiamo andare veloci e non chiuderlo al ribasso”

Il ddl concorrenza giace in Parlamento da ormai troppo tempo. Il suo iter è iniziato da oltre un anno, quando il governo presentava a febbraio 2015 un disegno di legge con l’intento di far scendere le tariffe e aprire parti di mercato a nuove iniziative imprenditoriali.

Le pressioni delle categorie interessate al provvedimento e la mancanza di un ministro allo Sviluppo economico (seppur per poche settimane) hanno reso più lento il raggiungimento dell’obiettivo immaginato da Palazzo Chigi, ossia portare a casa la legge entro l’estate. Oggi, però, il provvedimento all’esame della commissione Industria al Senato ha ripreso a marciare e l’idea dei relatori è quella di farlo approvare da Palazzo Madama entro la fine di giugno.

Certo, anche in questo caso gli ostacoli non sarebbero superati definitivamente. Il testo dovrà poi tornare in terza lettura alla Camera ed è proprio lì che potrebbe incontrare ulteriori criticità. Va detto infatti che a Montecitorio c’è già stato un depotenziamento, con lo stralcio ad esempio della liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C nelle parafarmacie.

Insomma, l’iter delle cosiddette liberalizzazioni e dell’apertura del mercato in alcuni settori non è affatto semplice da portare avanti. Ecco perché, in questo quadro complesso, dovrà agire con decisione il nuovo titolare di via Veneto, il neo ministro Carlo Calenda, provando a rinforzare il testo e dando un’accelerata al percorso per la sua approvazione, come auspicato da Palazzo Chigi.

Soprattutto perché sulla concorrenza c’è una richiesta molto pressante delle istituzioni internazionali, a partire dalla Commissione europea, dal Fondo monetario, arrivando fino all’Ocse. Lo stesso Calenda lo ha ricordato qualche giorno fa nel suo intervento al Festival Economia di Trento, in cui ha espresso anche un giudizio per il lavoro svolto finora: “Non è la migliore legge possibile ma non bisogna chiuderla al ribasso”. Allo stesso tempo, il titolare di via Veneto ha ribadito l’intento di portare a casa il provvedimento entro l’estate. D’altra parte quella delle liberalizzazioni rappresenta una delle sfide più considerevoli del neo ministro: sarebbe di fatto la prima legge sulla concorrenza e darebbe un forte segnale a Bruxelles.

Quanto alle singole misure, tra i nodi ancora da sciogliere ci sono le norme che riguardano farmacie e notai. In particolare, c’è la norma Booking, le Srl semplificate, la delega per rendere obbligatorie le scatole nere sulle auto. Domani dovrebbero dunque riprendere le votazioni ed è prevista anche una seduta notturna. Giovedì invece la commissione tornerà ad esaminare il provvedimento: l’obiettivo dei relatori, come già accennato, è far approvare il provvedimento al Senato entro la fine di giugno.

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