Legge di stabilità, rush finale in Senato

Legge di Stabilità
Aula del Senato durante il voto finale al decreto sulle riforme costituzionali, Roma 13 Ottobre 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Renzi difende il testo: “Per la prima volta le tasse scendono e gli investimenti salgono

Rush finale in Senato per la terza lettura della legge di stabilità che arriva blindata in Aula. L’approvazione definitiva al testo, dopo l’ok della Camera di domenica, è attesa per oggi pomeriggio dopo la decisione del governo di porre il voto di fiducia. È ora in corso la discussione generale a cui seguiranno le dichiarazioni di voto: la chiama sulla fiducia avrà inizio intorno alle 16,30. L’esito dovrebbe arrivare intorno alle 17,30 e, a quell’ora, si procederà anche al voto finale sul Ddl di bilancio.

E mentre le opposizioni criticano il testo, il premier Matteo Renzi è tornato ieri a difendere la Legge di Stabilità definendola “un’inversione a U” rispetto al passato e risponde a chi accusa il governo di aver fatto “marchette”: “Altro che marchette – ha detto Renzi – sono buone notizie. Le misure volute dal governo e modificate dal Parlamento rappresentano per il premier un “disegno organico”: “Giù le tasse, difesa dei più deboli, semplificazione con le riforme, solidi e solidali. I cinque stelle hanno detto che questa legge di stabilità è pensata per gli amici. È vero. Il governo ammette di aver pensato agli amici”.

I tecnici del Senato hanno messo a punto il consueto dossier con i commenti alle modifiche approvate alla Camera: nel mirino molte norme, tra cui anche quelle sulla casa e sulle banche. Tra i timori principali degli esperti spunta il rischio che lo Stato si ritrovi a rimborsare i cittadini per il pagamento della Tasi in seguito alle delibere comunali avvenute dopo l’ok ai bilanci.

Per quanto riguarda invece le norme sulle banche, secondo gli esperti di Palazzo Madama sarebbe necessario invece un “chiarimento” circa gli effetti fiscali conseguenti alle anticipazioni fornite dagli istituti di credito per alimentare il Fondo di solidarieta’ per gli obbligazionisti subordinati. Trattandosi di importi rilevanti – viene sottolineato – l’impatto sui bilanci degli istituti di credito finanziatori potrebbe “riverberarsi negativamente sul gettito tributario riveniente da tali soggetti”.

In attesa dell’ok del Senato, l’esecutivo continua a lavorare sui prossimi testi e decreti. Il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il decreto legge milleproroghe. Se questo classico provvedimento di fine anno potrebbe pero’ slittare di qualche giorno, prima di Natale dovrebbe invece incassare il sì del governo il pacchetto Madia, vale a dire una decina di decreti attuativi della riforma della Pa e che spaziano dai nuovi tetti ai compensi dei manager pubblici al trasferimento di 7.000 forestali all’Arma dei carabinieri.

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