Sanità, il grido delle Regioni. Renzi: “Eliminate gli sprechi”

Legge di Stabilità

Le imprese promuovono a pieni voti la manovra, sfumature diverse dai sindacati. Chiamparino denuncia la mancanza di interlocuzione con il governo. E Renzi convoca i governatori: “Venite e ci divertiamo”

“Abbiamo chiesto un incontro urgente al governo per un confronto sui temi. Fino ad oggi non c’è stata una grande interlocuzione con il governo sulla manovra”. A dirlo è il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, in audizione davanti le commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato legge di stabilità. “I tagli dal 2017 al 2019 – denuncia Chiamparino – configurano una situazione che di fatto mette a rischio la sopravvivenza del sistema delle Regioni”.

Il grido di allarme dell’ex sindaco di Torino viene subito accolto dal presidente del Consiglio che convoca i governatori delle Regioni. A quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, Matteo Renzi sarebbe intenzionato a fissare la riunione a Roma per mercoledì, dopo che oggi riunirà i gruppi parlamentari del Pd. “Adesso con le Regioni ci divertiamo, ma sul serio” sarebbero state le parole con cui il premier avrebbe accompagnato la decisione di convocare i governatori. “Sulla sanità ci sono più soldi del passato – ci tiene a chiarire il premier, parlando a palazzo Chigi con i suoi collaboratori – Il punto è che le tasse devono scendere. Non consentirò alle Regioni di aumentare le imposte ai cittadini, non si può scaricare sempre sugli italiani. Eliminino piuttosto gli sprechi”

Da ieri l’iter della manovra è entrata nel vivo dei lavori parlamentari con un ciclo di audizioni. È stato il turno di sindacati, imprese e terzo settore: una giornata che ha confermato la sostanziale divergenza di opinioni fra le parti sociali. Da un lato il giudizio dei sindacati, critici per la mancanza di alcune misure su Sud, flessibilità in uscita e per il taglio ai patronati; dall’altro, il giudizio positivo del mondo delle imprese con Confindustria che parla di una politica di bilancio che “torna espansiva per la prima volta dal 2007 senza venir meno all’impegno di risanamento dei conti pubblici” e di Rete Imprese Italia che esprime un “giudizio complessivamente positivo”.

Ma andiamo con ordine. Ieri, in mattinata, prima dell’inizio delle audizioni, è arrivato l’allarme dei tecnici del Senato su alcune misure chiave della manovra come l’eliminazione della Tasi, che “può determinare – si legge nel dossier realizzato dai tecnici – un irrigidimento dei bilanci comunali in quanto si limita la possibilità di manovra dei comuni”. Dubbi dissipati nel pomeriggio dalla vicepresidente della Camera, Marina Sereni, secondo cui le osservazioni tecniche “non inficiano minimamente il disegno complessivo della manovra che, anzi, mostra un impianto più che solido e una coerenza evidente con gli obiettivi di crescita e di sostegno alle fasce più deboli voluti dal governo”.

I primi soggetti a essere ascoltati dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama sono state le associazioni del terzo settore, le quali propongono più investimenti pubblici per rilanciare l’economia, “incentivi mirati alle imprese private che investano su tutela dell’ambiente, servizi sociali e sviluppo delle nuove tecnologie, con un rafforzamento del sistema di welfare”.

È arrivato poi il turno dei sindacati: “Non ci pare una manovra di effettivo carattere espansivo in grado di agganciare la ripresa”, ha denunciato il leader della Cgil Susanna Camusso nel suo intervento. Parole contrastanti con quelle di Cisl e Uil che invece riconoscono il “carattere espansivo della manovra”.

Per il resto, i sindacati sono rimasti uniti, hanno insistito per introdurre da subito meccanismi che introducano un accesso anticipato alla pensione (la cosiddetta flessibilità) e proposto la loro lista di interventi su pensioni, esodati, occupazione giovanile, Sud. È stato inoltre criticato “l’ennesimo taglio a patronati e Caf”, il cui unico effetto, a loro giudizio, sarà che i cittadini “dovranno pagare per avere le stesse prestazioni”. Insomma, una lista messa sul tavolo senza però entrare nel merito delle coperture e senza indicare alternative di spesa. “È mancata la costruttività”, sottolineano fonti di maggioranza, “sembrava più un comizio che un intervento propositivo”.

Diverso il parere delle imprese. Già in tarda mattinata è arrivata l’opinione molto positiva di Rete Imprese Italia. Nel pomeriggio, invece, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha ricordato come la manovra torni espansiva dopo 8 anni e come gli interventi previsti “favoriscano fiducia e investimenti delle imprese”. “L’abolizione della Tasi sulla prima casa e le misure per il contrasto della povertà – ha rassicurato Squinzi – potranno avere un impatto positivo sui consumi”. Tuttavia a suo giudizio manca ancora qualcosa su Sud, ricerca e innovazione.

Oggi sarà la volta di Corte dei Conti, Ufficio parlamentare del Bilancio, Bankitalia e Istat, mentre a chiudere il ciclo, mercoledì alle 8, sarà il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. La commissione Bilancio, poi, avrà tempo per esaminare il testo fino a venerdì 13 novembre.

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