Approvata la legge di Stabilità, cosa cambia per i cittadini

Legge di Stabilità
Una delle slide con le quali il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha presentato la legge di stabilita' in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Roma, 15 ottobre 2015. ANSA/ US PALAZZO CHIGI +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

Tutto ciò che c’è da sapere sulla legge di stabilità

Il provvedimento di economia più atteso dell’anno è legge. Sicurezza e Mezzogiorno, famiglie e imprese. Ma anche istruzione e cultura passando per una stretta alla pubblicità dei giochi e per un pacchetto di norme che dovrebbe facilitare l’uso della moneta elettronica. E poi il punto cardine della legge di Stabilità, il taglio delle tasse, coperto in gran parte con risparmi sulla spesa pubblica. Il saldo totale della manovra appena approvata, dopo le modifiche parlamentari rispetto al testo presentato inizialmente dal governo, sale a circa 35 miliardi. Vediamo allora tutte le misure che avranno un impatto sulla vita dei cittadini italiani e sulle attività delle imprese del Paese.

ADDIO TASSE CASA PER 80% FAMIGLIE – Eliminate l’Imu e la Tasi sulla prima abitazione con l’obiettivo di  introdurre un elemento di fiducia dal valore simbolico e al tempo stesso provare a sostenere la ripresa dei consumi. Si abolisce, per 3,5 miliardi, la Tasi sugli immobili adibiti ad abitazione principale (esclusi quelli di particolare pregio, ville e castelli), che interessano circa l’80 per cento dei nuclei familiari. Tassa cancellata anche per gli inquilini che hanno in affitto la loro prima casa. Via anche l’Imu sui terreni agricoli (405 milioni) e sui macchinari d’impresa cosiddetti ‘imbullonati’ (530 milioni). Sugli immobili locati a canone concordato i proprietari verseranno Imu e Tasi ridotta del 75%. I Comuni saranno interamente compensati dallo Stato per la conseguente perdita di gettito.

EDILIZIA – per favorire il rilancio del settore delle costruzioni, vengono prorogate le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni immobiliari (detrazione del 50%) e finalizzate al risparmio energetico (65%). Nella stessa direzione si muove la possibilita’ concessa ai Comuni di utilizzare una parte degli avanzi di cassa per effettuare investimenti in deroga alla regola che impone loro il pareggio del bilancio. Nel complesso, si delinea un insieme di interventi che, congiuntamente all’azione di accelerazione dei tempi di realizzazione delle infrastrutture e dei progetti cofinanziati, dovrebbe porre termine alla stagnazione che da vari anni caratterizza il settore delle costruzioni.

PACCHETTO SICUREZZA – La principale novità rispetto al testo presentato dal consiglio dei ministri riguarda il pacchetto sicurezza e cultura introdotto dal governo che da solo vale 2,6 miliardi di euro. Sono stanziati 300 milioni di euro per l’ammodernamento delle strumentazioni e delle attrezzature dei comparti difesa e sicurezza e per adeguare le capacità di contrasto al terrorismo. Dotazione ad hoc di 150 milioni per rafforzare la cyber security. Contributo straordinario di 80 euro netti al mese al personale delle forze di polizia e delle forze armate, per il riconoscimento dell’impegno profuso per fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale. Persegue l’obiettivo di migliorare la sicurezza dei cittadini anche il programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana (per 500 milioni) che include anche lo sviluppo di pratiche per l’inclusione sociale, la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano, l’adeguamento delle infrastrutture legate ai servizi sociali.

IMPRESE, LAVORO E PENSIONI. Per il calo dell’Ires bisognerà attendere il 2017, intanto sono molte le misure per imprese e lavoro, a partire dagli sgravi per le assunzioni prorogati anche per il 2016. Arriva poi il superammortamento per tutti e il credito d’imposta per il Sud. Per premiare le imprese virtuose che scelgono di investire, viene loro concesso di portare in deduzione fiscale non il 100 per cento, ma il 140 per cento del valore dell’investimento effettuato in macchinari. È una misura che si applica sugli acquisti effettuati a partire dal 15 ottobre 2015, così da evitare che l’effetto attesa finisca per bloccare gli investimenti. In altre parole, questo “superammortamento” si riferisce al valore fiscale di beni nuovi, acquistati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, e il beneficio interessa tanto i beni acquistati in proprietà quanto quelli acquisiti in leasing. Vengono inoltre maggiorati del 40 per cento i limiti per la deduzione delle quote di ammortamento dei mezzi di trasporto ad uso promiscuo (che non vengono utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa). Attualmente la deducibilità è fissata al 20 per cento. Inoltre, per i lavoratori vicino alla pensione arrivano il part-time, la settima salvaguardia esodati e la proroga di opzione donna. Alzata la no tax area per i pensionati già dal 2016.

Continua la decontribuzione per le assunzioni per chi assume con contratto a tempo indeterminato o stabilizza i contratti a termine. Lo sconto sui contributi (con l’esclusione dei premi e contributi Inail), dopo la fase di emergenza dello scorso anno, che richiedeva un incentivo decisamente sostenuto per poter creare nuova occupazione, viene riconfermato, anche se in misura ridotta. Di qui alla fine del 2015 lo sconto è integrale, ha una durata massima di tre anni e un tetto di 8.060 euro. Per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato nel 2016 lo sconto è fissato al 40 per cento, per due anni, e l’importo massimo dell’esonero contributivo è pari a 3.250 euro.

GIU’ IL CANONE, VA IN BOLLETTA: si riduce da 113,500 euro a 100 euro e si pagherà con la bolletta elettrica.

SPINTA A ISTRUZIONE – Si premia il merito e si accresce il livello delle nostre università, completando lo sforzo per la creazione di capitale umano effettuato con la Buona Scuola.

INFANZIA – sono estese al 2016 le misure di congedo di paternità e il riconoscimento di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting, ovvero per fare fronte agli oneri dei servizi per l’infanzia, anche per le lavoratrici autonome.

CARTA FAMIGLIA – la card, istituita a partire dal 2016, e’ rivolta alle famiglie di italiani o stranieri residenti che ne fanno richiesta, con almeno tre figli minori a carico. La carta, emessa dai Comuni, viene erogata in base all’Isee e da’ accesso a sconti o tariffe agevolate per l’acquisto di beni e servizi. Si potra’ usare anche per costituire gruppi di acquisto familiare, solidale o per usufruire di biglietti o abbonamenti familiari a servizi di trasporti, culturali, sportivi, turistici.

ACCERTAMENTI FISCALI – si allungano di un anno i termini per l’accertamento Iva e delle imposte sui redditi. Si passa quindi dal 31 dicembre del quarto al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui e’ stata presentata la dichiarazione contestata. Nel caso di dichiarazione Iva nulla i termini diventano gli stessi della mancata dichiarazione: l’accertamento può essere effettuato fino all’ottavo anno successivo. Viene abolita la norma che raddoppia i termini per l’accertamento dell’iva e delle imposte dirette nel caso in cui la violazione comporti l’obbligo di denuncia per reato tributario.

CONFERMATI I BONUS CASA – Anche per il 2016 viene confermata l’applicazione del bonus Irpef del 50 per cento sulle ristrutturazioni edilizie e del 65 per cento sugli interventi di miglioramento energetico (ecobonus), inclusi quelli relativi alle parti comuni degli edifici condominiali.

Confermato anche il bonus mobili connesso agli interventi di ristrutturazione edilizia, con uno sgravio Irpef del 50 per cento entro un tetto di 10 mila euro per l’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici e forni di classe non inferiore ad A+.

Per le giovani coppie, coniugate o anche solo conviventi (da almeno tre anni), di cui almeno uno dei componenti non abbia superato i 35 anni, che hanno comprato la prima casa, è prevista una detrazione del 50 per cento per le spese sostenute per l’acquisto dei mobili (non elettrodomestici) nel 2016, entro un tetto che viene portato da 8 mila a 16 mila euro.

NUOVE REGOLE PER LA FINANZA LOCALE – Gli Enti locali potranno tornare ad investire. Per loro, infatti, si introduce il passaggio dal rispetto del Patto di stabilità a quello del pareggio di bilancio, ovvero del saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali. Questa nuova regola segna il sostanziale superamento del Patto di stabilità interno, che finora ha disciplinato il concorso degli enti territoriali agli obiettivi delle manovre finanziarie.

FINANZIAMENTI E CONTROLLO DELLE SPESE PER LA SANITA’ – Le risorse destinate a finanziare il Sistema Sanitario Nazionale ammontavano a 109 miliardi un anno fa, sono 110 oggi e diventeranno 111 miliardi nel 2016, con 800 milioni dedicati esclusivamente ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), da aggiornare ogni anno (con obbligo di parere delle competenti Commissioni parlamentari).

Per quanto riguarda i farmaci e i trattamenti innovativi, va sottolineato come l’apposito Fondo, dotato di risorse pari a 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, sia svincolato e reso indipendente rispetto al limite vigente della spesa per l’assistenza farmaceutica territoriale.

LE MISURE SALVA BANCHE – Approvati come previsto una serie di strumenti che salvaguardano anche gli obbligazionisti. I soggetti che hanno subito la riduzione del valore nominale degli elementi di classe 2 computabili nei fondi propri, di Cassa di risparmio di Ferrara S.p.A., di Banca delle Marche S.p.A., di Banca popolare dell’Etruria e del Lazio – Società cooperativa e di Cassa di risparmio di Chieti S.p.A., a seguito dell’avvio della procedura di risoluzione, fatta eccezione degli investitori istituzionali, hanno diritto di ricevere un indennizzo, pari al valore complessivo della riduzione, il cui onere è a carico del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

ALIQUOTA CONTRIBUTIVA LAVORATORI AUTONOMI – Per il 2016 viene ridotta di un punto percentuale, scendendo al 27 per cento rispetto al 28 per cento previsto dalla normativa vigente, l’aliquota contributiva dovuta dai lavoratori autonomi (titolari di posizione fiscale ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto) iscritti alla gestione separata Inps, confermando l’attuale aliquota già in vigore per il biennio 2014-2015.

RIDUZIONE DEI COSTI DEI MINISTERI E PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – Prevista la riduzione delle dotazioni di bilancio dei singoli Ministeri per importi pari a 512,5 milioni di euro nel 2016, a 563 milioni nel 2017 e 537,6 milioni nel 2018 e anni successivi. Analogamente, la riduzione degli stanziamenti di bilancio a favore della Presidenza del Consiglio è fissata a 23 milioni di euro per il 2016, 21,8 milioni per il 2017 e 18 milioni per il 2018.

CULTURA – vengono resi immediatamente utilizzabili dai Comuni 500 milioni per interventi di edilizia scolastica. Ai giovani che nel 2016 compiono 18 anni si attribuisce una Carta elettronica di 500 euro, per l’ingresso a musei, teatri, cinema, mostre. Viene inoltre incrementato di 50 milioni di euro il Fondo per la concessione di borse di studio. Assunzioni a tempo indeterminato di 500 nuovi funzionari. Dopo molti anni in cui le risorse diminuivano o nel migliore dei casi non aumentavano, nel settore della cultura si torna ad investire e ad assumere. Per tutelare il patrimonio e sostenere grandi progetti culturali vengono infatti stanziati nuovi fondi, per un ammontare di 150 milioni di euro nel 2016, 170 milioni nel 2017 e 165 milioni dal 2018. Il bilancio del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo aumenta: dell’8 per cento nel 2016 e del 10 per cento nel 2017.

Tutto questo si traduce in una serie di interventi straordinari e di grande portata, a cominciare dal fatto che in deroga alle norme vigenti, viene autorizzata l’assunzione a tempo indeterminato presso il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo di 500 nuovi funzionari selezionati tra antropologi, archeologi, architetti, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, esperti di promozione e comunicazione, restauratori e storici dell’arte. Il bando concorsuale sarà indetto nel 2016 ed entro il 2017 inizierà l’immissione nei ruoli. Per l’attuazione di queste disposizioni è autorizzata una spesa di 20 milioni di euro a decorrere dal 2017.

PIANO NAZIONALE DI CONTRASTO ALLA POVERTA’ – Presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali viene istituito un Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, con 600 milioni di euro in dotazione per il 2016 (cifra che sommata alle risorse già stanziate porta il totale degli interventi a 1,4 miliardi) e un miliardo a decorrere dal 2017. Le risorse del Fondo costituiscono i limiti di spesa per garantire l’attuazione di un Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, adottato con cadenza triennale.

Il miliardo di euro stanziato a regime, per gli anni successivi al 2016, sarà finalizzato all’introduzione di un’unica misura di contrasto alla povertà – correlata alla differenza tra il reddito familiare del beneficiario e la soglia di povertà assoluta – e alla razionalizzazione degli strumenti e dei trattamenti esistenti.

GIOCO D’AZZARDO E CURA DELLE LUDOPATIE – Vengono introdotte nuove norme che vietano la pubblicità dei giochi con vincita in denaro nelle trasmissioni radiofoniche e televisive generaliste dalle ore 7 alle ore 22 di ogni giorno; in particolare è vietata la pubblicità che incoraggia il gioco eccessivo o incontrollato, che neghi i rischi del gioco, che presenti il gioco come un modo per risolvere i problemi finanziari, che induca a ritenere che la competenza del giocatore possa permettere di vincere sistematicamente, che si rivolga o faccia riferimento ai minori, che presenti l’astensione dal gioco come un valore negativo, che contenga dichiarazioni infondate sulle possibilità di vincita, che faccia riferimento al credito al consumo ai fini del gioco.

Dal prossimo anno non sarà possibile installare nuove slot ma solo sostituire quelle già esistenti, precludendo la possibilità di apparecchi aggiuntivi. A partire dal 2017 si prevede, dunque, una riduzione del 30 per cento delle newslot rispetto agli apparecchi attivi al 31 luglio 2015.

Inoltre, il Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, predisporrà campagne di informazione e sensibilizzazione, in particolare nelle scuole, sui fattori di rischio connessi al gioco d’azzardo. Istituito infine, presso il Ministero della Salute il Fondo per il Gioco d’azzardo patologico-Gap, con una dotazione di 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2016.

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