Legge di Bilancio in dirittura di arrivo. Da Bruxelles filtra ottimismo

Legge di Bilancio
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In serata Padoan è intervenuto in commissione Bilancio della Camera confermando la stima dell’1% del Pil per il 2017

Prosegue il dialogo tra Roma e Bruxelles in vista dell’approvazione della legge di Bilancio che, come annunciato ieri dallo stesso premier, avrà luogo sabato prossimo nel Consiglio dei ministri. Il governo sta preparando i vari capitoli della nuova manovra, ma come ogni anno uno degli ostacoli da superare (fondamentale per le coperture economiche) sarà il giudizio che arriverà nelle prossime settimane da Bruxelles.

E in quest’ottica risulta rilevante l’incontro all’Ecofin – che si è appena svolto a Lussemburgo – tra il ministro Pier Carlo Padoan e il commissario Ue agli Affari Economici, Pierre Moscovici. Un dialogo, “non un braccio di ferro” come precisa il ministro italiano, che va avanti ormai da settimane. L’ultimo colloquio tra i due si era tenuto a Washington, nelle assemblee annuali di Fondo monetario internazionale e Banca Mondiale. E anche lì, come nell’Ecofin appena concluso, i due si sono “intrattenuti a lungo e amichevolmente”, come ha sottolineato lo stesso Moscovici.

Non a caso il commissario agli Affari economici, ieri, ha ribadito l’apertura della Commissione sulla flessibilità nelle stime sul deficit da inserire nella prossima manovra italiana, invitando tuttavia l’Italia a non giocare con le regole del Patto di Stabilità.

Ma al di là dei ruoli istituzionali di entrambi, questo genere di incontri può risultare comunque utile a consolidare i rapporti politici e, data la comune matrice di provenienza, a rafforzare l’impianto con cui il Partito socialista europeo intende correggere la rotta dell’Ue. L’impostazione del governo italiano è ormai nota da tempo e il premier l’ha ribadita in più occasioni: senza maggiori investimenti e più flessibilità – è la visione dell’esecutivo – l’Ue rischia di accelerare il proprio declino politico e istituzionale.

E nella riunione dei ministri socialisti dell’Ecofin di questa mattina a Lussemburgo, Padoan ha messo in chiaro come, per ottenere risultati, siano necessarie “l’efficacia, la trasparenza e la prevedibilità delle leggi fiscali. Serve una politica fiscale della Ue coerente con il ciclo economico, specialmente in tempi di cambiamento delle condizioni economiche allo scopo di preservare la solidarietà”.

Anche per questo il governo punta a ottenere una flessibilità maggiore rispetto alle previsioni dello scorso aprile. Tenendo conto anche delle spese sostenute per l’emergenza migranti e del terremoto di agosto, si pensa di aumentare il deficit previsto per il 2017 fino al 2,4% del Prodotto interno lordo. Secondo quanto riporta stamane il Corriere della Sera, Roma e Bruxelles starebbero trattando per un disavanzo del 2,2%.

Un’indiscrezione che tuttavia il ministro dell’Economia non conferma nel corso della sua conferenza stampa di oggi al termine dell’Ecofin: “Con tutto il rispetto il fatto che io debba confermare voci che girano mi sembra una richiesta eccessiva” ha detto Padoan aggiungendo che “il governo sta definendo in queste ore il documento di bilancio, che ovviamente avrà un obiettivo di deficit, il quale però è sostanziato non da voci che circolano, ma da una sintesi di tutte le voci che compongono un’operazione di bilancio, e che tengono anche conto del fatto che ci sono e ci saranno risorse destinate a cosiddetti eventi eccezionali, tra cui – ha sottolineato il ministro – l’immigrazione e la ricostruzione delle zone colpite dai terremoti”.

Nel frattempo, in serata, Padoan conferma la stima dell’1% del Pil per il 2017 intervenendo in Commissione Bilancio della Camera, rispondendo di fatto alle richieste di chiarimento avanzate dall’ufficio parlamentare di bilancio (Upb), che nei giorni scorsi ha definito sovrastimata la crescita indicata dal governo per il prossimo anno nella nota di aggiornamento al Def.

Poi, parlando delle risorse aggiuntive legate al sisma e all’emergenza migranti ha aggiunto: “Non si parla più di flessibilità perché la flessibilità è finita, quella legata alle riforme strutturali e agli investimenti che ci sono; ma si tratta di circostanze eccezionali che richiedono interventi eccezionali anche per far fronte ad un vuoto europeo e per questo il governo chiede fino a 2,4%” di deficit-Pil. L’Upb “dopo aver fatto la validazione o non validazione del Def sarà chiamato a convalidare il quadro di bilancio e questa è l’informazione che sarà inviata a Bruxelles per valutare la manovra”.

Il percorso della manovra

La legge di stabilità verrà licenziata dal Consiglio dei ministri sabato 15 ottobre e presentata in Parlamento il lunedì (o al massimo il martedì) successivo. Contestualmente, la proposta di manovra sarà trasmessa alla Commissione Ue: secondo quanto stabilito dal calendario del semestre europeo, entro la metà di ottobre tutti gli Stati dell’Eurozona devono inviare le proprie proposte di bilancio a Bruxelles per un’analisi preventiva.

A quel punto, la Commissione prenderà qualche settimana di tempo per manifestare le proprie osservazioni ed esprimere il proprio giudizio. Parallelamente, il dibattito parlamentare interno sarà già iniziato con la presentazione della manovra di sabato prossimo. Dalla Commissione bilancio di palazzo Madama, il testo approderà prima nell’Aula del Senato e poi in quella della Camera per essere approvato in via definitiva entro natale, dopo almeno due letture.

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