Legge 40, dalla Consulta l’ennesima bocciatura

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“La selezione degli embrioni non può essere reato” è la sentenza della Corte costituzionale che annulla il divieto in caso di embrioni affetti da gravi malattie

La selezione degli embrioni non può essere reato. La Corte costituzionale ha giudicato illegittimo l’articolo 13 che nella Legge 40 sulla fecondazione assistita riguarda il divieto di selezione. La sentenza della Consulta stabilisce che non è reato la selezione nei casi in cui sia esclusivamente finalizzata a evitare l’impianto di embrioni affetti da gravi malattie trasmissibili e nello specifico le patologie rispondenti ai criteri di gravità previsti dalla legge 194 sull’aborto.

La questione di costituzionalità era stata sollevata dal Tribunale di Napoli nell’ambito di un procedimento penale contro un gruppo di medici rinviati a giudizio con l’accusa di realizzare la produzione di embrioni umani con fini diversi da quelli previsti dalla legge 40, effettuando una selezione eugenetica e la soppressione di embrioni affetti da patologie. La Corte costituzionale, con la sentenza depositata oggi, conferma la posizione del tribunale.

Secondo la Consulta, l’articolo violerebbe gli articoli 3, sotto il profilo della ragionevolezza, e 32 della Costituzione, per contraddizione rispetto alla finalità di tutela della salute dell’embrione prevista dall’articolo 1 della Legge 40. L’articolo, inoltre, contrasterebbe anche con il diritto al rispetto della vita privata e familiare, che include il desiderio della coppia di generare un figlio non affetto da malattia genetica.

Come è cambiata nel corso degli anni la legge 40? Del testo originario è rimasto ben poco; le diverse le sentenze dei tribunali regionali e della Consulta l’hanno modificata sostanzialmente. Come ricorda l’associazione Luca Coscioni, sono stati rimossi il divieto di produzioni di più di tre embrioni, l’obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti, il divieto di diagnosi pre-impianto per le sole coppie infertili, il divieto di eterologa, il divieto di accesso alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche e, infine, con la sentenza di oggi, è stato modificato il divieto di sperimentazione sugli embrioni umani.

Il divieto di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica e revoca del consenso sarà al centro di un’udienza fissata per il prossimo 22 marzo davanti alla Consulta, mentre resta ancora in vigore il divieto di accesso alla fecondazione assistita per single e coppie dello stesso sesso.

 

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