Le verità sulle bombe di Dortmund: il movente è solo economico

Cronaca
TOPSHOT - Borussia Dortmund's damaged bus is pictured after an explosion some 10km away from the stadium prior to the UEFA Champions League 1st leg quarter-final football match BVB Borussia Dortmund v Monaco in Dortmund, western Germany on April 11, 2017. / AFP PHOTO / Patrik STOLLARZ

L’incredibile storia di un giovane russo che voleva sterminare la squadra per ottenere il crollo in borsa e “guadagnare” fino a 3,9 milioni di euro

Non era l’Isis e non erano gli ultra’ neonazisti: dietro l’attacco al pullman del Borussia Dortmund del’11 aprile c’era un giovane russo che aveva scommesso in Borsa sul crollo del titolo del club tedesco che doveva derivare dalla strage della squadra. La clamorosa scoperta arriva dopo un reparto d’elite della polizia tedesca ha arrestato a Tubinga, nel sud-ovest, un cittadino tedesco-russo di 28 anni, Sergej W.

In un comunicato la procura ha spiegato che il sospetto, un esperto di elettronica e meccanica capace di costruire bombe aveva una finalità solo economica: quella di guadagnare quasi quattro milioni di euro a spese di uno dei più grandi club della Bundesliga, a poche ore dalla sfida dei quarti di Champions contro il Monaco.

Il giovane russo aveva ‘shortato’, scommesso cioè sul ribasso del titolo del Borussia, ben 78.000 euro, grazie a 15.000 ‘put-optizons’. Nel caso fosse riuscito a sterminare tecnici e giocatori del club con i suoi tre ordigni rudimentali, avrebbe potuto incassare 3,9 milioni di euro.

In realtà l’obiettivo è fallito perche’ il titolo del Borussia ha perso solo il 3% l’indomani dell’attacco e forse l’unico effetto è stato di turbare la squadra che nella partita rinviata di 24 ore ha perso in casa ed è stata poi eliminata dal Monaco. Nell’attacco dinamitardo che ha divelto la fiancata dell’automezzo sono rimasti feriti il difensore spagnolo Marc Bartra, operato al polso, e un poliziotto in moto che scorta va il pullman era rimasto leggermente ferito.

La seconda delle tre cariche esplosive era posizionata male e ha mancato il pullman.

L’autore dell’attacco è stato incastrato da una serie di errori: per l’operazione finanziaria ha usato il wi-fi dell’albergo in cui allloggiava lasciando la sua ‘identità digitale'; nello stesso albergo, l’Hotel L’Arivee in cui alloggiava anche il Borussia, ha insistito per alloggiare in una camera con vista sulla strada, adattandosi a prenderne una ricavata nel sottotetto da cui probabilmente ha azionato il detonatore a distanza; dopo l’attacco, nel pieno del trambusto, ha ordinato una bistecca nel ristorante dell’albergo con la massima calma; la banca Comdirect a cui si è affidato lo ha segnalato sospettando un’operazione di riciclaggio di denaro.

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