Le unioni civili e la cinica svolta del M5S

Unioni civili
Monica Cirinna' durante i lavori al Senato del ddl Cirinna' sulle unioni civili, Roma, 16 febbraio 2016. 
ANSA/ANGELO CARCONI

Il M5S dice no al canguro. Ora la strada per il ddl Cirinnà è sempre più in salita

Si dice che la notti porti consiglio ed è questa la speranza di molti dopo quello che è andato in scena al Senato ieri nella discussione del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. Infatti tutto è stato rimandato, il Senato ha votato a favore della sospensione dei lavori, dopo una seduta piena di colpi di scena che mettono a repentaglio lo stesso testo (qui il racconto della giornata).

Nel pomeriggio il Movimento 5 Stelle, infatti, ha annunciato a sorpresa che non voterà l’emendamento “canguro” del Pd, che blinda l’adozione del figlio del partner e salta i 500 emendamenti ostruzionistici della Lega.

Un voltafaccia che ha lasciato il Pd incredulo: davanti alla presa di posizione del senatore Airola in aula del Senato e al suo annuncio di voto contrario all’emendamento Marcucci, ora gli equilibri sul campo sono tutti da ridefinire. I dem devono trovare una maggioranza interna per il “canguro” o affrontare una lunga e rischiosa discussione sugli emendamenti mentre i cattolici continuano a chiedere lo stralcio della stepchild adoption dal disegno di legge, contro la volontà della maggioranza del partito.

Ma è la scelta dei pentastellati a far discutere: i grillini scelgono di gettare il ddl Cirinnà nelle sabbie mobili. Un vero e propria voltafaccia che ha un enorme peso politico. Il M5S sceglie il tornaconto politico della difficoltà dell’avversario politico piuttosto che partecipare alla definizione di una legge attesa da anni per riconoscere i diritti di tante coppie.

Dai 5 Stelle e’ arrivato “un voltafaccia che mette a rischio” l’intera legge sulle unioni civili, ha detto il capogruppo del Pd, Luigi Zanda, in merito al no dei grillini all’emendamento Marcucci.   “Il M5S deve assumersi le sue responsabilità. Ha fatto un dietrofront improvviso ed è molto grave – ha aggiunto – per gli effetti che può avere sul provvedimento”.

Nella notte il Pd ha lavorato sui numeri per trovare quel sostegno di cui ha bisogno: cercando defezioni nel gruppo dei cattodem, solleticando la libertà di coscienza dei parlamentari di Forza Italia e chiedendo a Denis Verdini di compattare la sua truppa.

 

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