Le unioni civili e i “disonorevoli” cittadini

M5S
I banchi del M5S durante i lavori al Senato del ddl Cirinna' sulle unioni civili, Roma, 16 febbraio 2016. 
ANSA/ANGELO CARCONI

L’inversione a U dei grillini sulle unioni civili lascia ha creato una frattura insanabile con la propria base

Dopo aver detto no all’emendamento canguro del senatore Pd Marcucci, che avrebbe di fatto permesso al disegno di legge sulle unioni civili di essere messo al sicuro dai trabocchetti più insidiosi dell’aula, il M5S si trova ora a fare i conti con la propria base. In molti si sono sentiti traditi dal cambio repentino di posizione dei grillini e alla delusione, si somma la rabbia nei confronti di chi aveva promesso altro.

Il gruppo dirigente pentastellato tiene la posizione, ma è chiaro che ormai è diffusa la consapevolezza di essere arrivati ad un punto di non ritorno. Credibilità e coerenza: sono questi i  valori “morti” su campo grillino nell'”inversione a U” sulle unioni civili e il M5S è consapevole che difficilmente riuscirà a resuscitarli.

“Vergognatevi! il movimento Cinquestelle aveva dato il proprio sostegno alla legge sulle unioni civili, minacciando persino di non votarla se vi fossero state delle modifiche e poi a pochi giorni dal voto vi siete tirati indietro tradendo non solo la fiducia dei vostri elettori ma di tutte quelle persone che avevano confidato nell’approvazione di una legge a tutela delle coppie di fatto e dei loro figli”. Scrive un attivista sul blog che attacca: “Siete diventati dei politicanti da strapazzo pure voi. Avete calpestato il diritto di migliaia di persone solo per paura di qualche sondaggio. Siete una delusione”.

Di commenti così ne è pieno il blog, come anche i canali social dei parlamentari che si sono più esposti sul tema, segnale di una crepa che, ora dopo ora e giorno dopo giorno, rischia di trasformarsi in una frattura insanabile.
A dar voce a quel malcontento c’è Federico Pizzarotti che ieri incarnava la delusione citando Don Milani: “A che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca”.

Dai vertici e dagli esecutori grillini del Senato, però, nessun mea culpa, nessun esame di coscienza è arrivato: gli onorevoli cittadini hanno tradito il loro stesso mandato.

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