Le ultime ore di Cranio Randagio: tutti i particolari

Cronaca
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I pm hanno ricostruito le ultime ore del ragazzo e sembra che gli amici che erano con lui abbiano davvero fatto di tutto per cercare di salvarlo.

Bisognerà aspettare l’esame tossicologico sul corpo del giovane rapper morto a Roma il 12 novembre, solo questo riuscirà a far capire davvero perchè Cranio Randagio ha perso la vita. Intanto però i pm hanno ricostruito le ultime ore del ragazzo e sembra che gli amici che erano con lui abbiano davvero fatto di tutto per cercare di salvarlo.

Repubblica riporta la dinamica delle chiamate al 118 degli amici e chiarisce che furono due le telefonate: la prima non è stata effettuata alle 15, un’ora dopo che i ragazzi si erano accorti che Vittorio non respirava.

“La mattina della morte. Intorno alle 9.15 di mattina, nell’appartamento dei Bonolis, sono rimasti in tre: Pierfrancesco, Vittorio, un terzo amico. A quell’ora rientra Marco Valerio Bonolis (il padre del festeggiato) e nota che il figlio e l’amico stanno rimettendo in ordine. I piatti sporchi sono nella lavastoviglie, il salotto è pulito, neanche un mozzicone di sigaretta nei posacenere. “Prendo il borsone della palestra e me ne rivado”, dice loro.

Non vede Cranio Randagio, perché è già andato a dormire: si è buttato sul letto di Pierfrancesco, lo sentono russare profondamente. “Va tutto bene, papà. Ora siamo stanchi e vogliamo riposare”. I due raggiungono Vittorio nella camera da letto, Pierfrancesco si stende accanto a lui, l’altro si sistema sulla poltrona. Sono le 9.30. “Ci siamo semplicemente addormentati, non abbiamo notato niente di strano in Vittorio”, metteranno a verbale i due ragazzi.

 Le due chiamate al 118. La prima telefonata al 118 è delle 13.55. “Ci eravamo svegliati da pochissimo”, sostengono i due. Pierfrancesco si è accorto subito che Cranio Randagio non respira più e ha il volto cianotico. Preso dal panico, chiama al cellulare la madre Rory che gli dice di andare ad avvertire un loro vicino dottore. Ci va l’altro amico: sale due piani di corsa, suona il campanello ma nessuno risponde. Intanto Pierfrancesco chiama il 118.

“Vi mandiamo un’ambulanza al più presto”. I minuti che passano devono sembrare ore, Vittorio è steso sul letto, immobile, non è cosciente. Pierfrancesco fa una seconda chiamata al 118 – le telefonate e gli orari risultano dai tabulati – proprio mentre arrivano i medici. Sono le 14.08 circa, ci hanno messo meno di un quarto d’ora. Adagiano Vittorio sul pavimento, sul suo corpo non ci sono segni che possano far pensare a un trauma o a una violenza: provano a rianimarlo per un tempo assai lungo, giudicando quindi che il suo cuore si sia fermato da poco.

Marco Valerio Bonolis rientra a casa intorno alle 14.15, e ancora le procedure di rianimazione vanno avanti. Il cellulare di Cranio Randagio è sul mobile vicino all’ingresso. Squilla una volta, il padre di Pierfrancesco risponde alla voce di una ragazza: “Vittorio si sente male”. Squilla ancora, questa volta è la madre di Vittorio a chiamare, ma nessuno prende il telefono. E’ arrivata la polizia”.

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