Le primarie si faranno, con o senza Sala

Milano
Italian Premier Matteo Renzi (L) talks with Expo Commissioner Giuseppe Sala (R) during the Russia Day at Milan Expo 2015 in Milan, Italy, 10 June 2015. Renzi said Wednesday that unity was needed to combat international terrorism after receiving Russian President Vladimir Putin at Milan Expo. ANSA/STEFANO PORTA

Matteo Renzi ferma sul nascere le polemiche dopo le parole pronunciate ieri sera da Maria Elena Boschi. A Milano si aspetta ancora la decisione del commissario Expo su un’eventuale candidatura, che passerebbe comunque dai gazebo

“Il sindaco di Milano lo scelgono i milanesi”. Così come aveva fatto qualche giorno fa con Roma, Matteo Renzi chiude le polemiche anche per quanto riguarda il capoluogo lombardo: saranno le primarie lo strumento scelto per selezionare il prossimo candidato del centrosinistra. Nessuna decisione già presa arriverà dunque da Roma.

A creare qualche preoccupazione erano state le parole estrapolate dall’intervista di Maria Elena Boschi a Porta a porta di ieri sera. Un “vedremo…” sulla possibilità che a Milano si svolgessero effettivamente le primarie che il ministro si era lasciato sfuggire nell’ambito di un ragionamento generale più complesso: “Io credo che si debba scegliere a secondo delle situazioni – aveva detto Boschi – le primarie non sono un obbligo: se non c’è una persona forte, allora occorre farle, ma se si trova un accordo su una personalità, non c’è bisogno”. Fin qui non ci sarebbe nulla di nuovo, essendo un concetto già contenuto nello Statuto del Pd.

Ma se una frase come questa ricade nel bel mezzo di un percorso già avviato, con una data per i gazebo già fissata (7 febbraio), rischia di diventare una scintilla in una polveriera. “Nessuno autorizza gli esponenti nazionali del Pd a disporre delle nostre volontà. Le primarie si faranno”, aveva scritto già ieri sera Pier Francesco Majorino su Facebook. “Per me valgono le dichiarazioni pubbliche di Matteo Renzi, Giuliano Pisapia e delle decine e decine di circoli milanesi del Pd e delle tante realtà del centrosinistra cittadino: a Milano faremo le primarie. Solo così potremo davvero vincere!”, ha aggiunto stamattina sullo stesso social Emanuele Fiano, accogliendo così la precisazione del leader dem.

I due candidati sono già in piena campagna elettorale e a loro si è aggiunta negli ultimi giorni anche Francesca Balzani, l’attuale vicesindaco che si presenterà col sostegno di Giuliano Pisapia.

L’attenzione di tutti, però, è rivolta da un’altra parte. Finché Giuseppe Sala non dirà una parola definitiva sulla sua disponibilità o meno a scendere in campo, infatti, la partita appare bloccata. Il commissario straordinario per Expo manterrà il suo incarico fino alla fine dell’anno, per avviare le scelte sul riutilizzo dell’area dopo l’ormai imminente chiusura della manifestazione, il 31 ottobre. Poi, di fatto, avrà le mani libere anche per un eventuale ingresso in politica.

Le pressioni in questa direzione non mancano, a partire da quella ormai nota di Matteo Renzi. Avviato il percorso delle primarie, però, la candidatura di Sala potrebbe interromperlo solo nel caso in cui si ritirassero tutti gli altri candidati. Ipotesi che appare improbabile. Rimane quindi la possibilità che il commissario straordinario di Expo partecipi alla competizione interna al centrosinistra per conquistare sul campo la propria nomination alle elezioni di maggio. Una strada, questa, che appare più praticabile.

Negli ambienti dem milanesi, infatti, sono convinti che Sala non si opporrebbe a un’investitura da ottenere attraverso i gazebo, piuttosto che con una semplice indicazione da Roma. In quel caso, infatti, sarebbe probabile l’effetto-Prodi: un candidato strafavorito per la vittoria, con gli altri a contendersi i posti di rincalzo, se non (almeno alcuni) pronti a fare un passo indietro.

L’ostacolo, quindi, non sarebbe tanto convincere Sala a partecipare alle primarie, quanto piuttosto convincerlo a partecipare alla corsa per il dopo-Pisapia. Tanto che, nel caso in cui il commissario optasse per il sì, si studia già la possibilità tecnica di posticipare la data delle primarie, per dargli il tempo di chiudere il proprio lavoro a Expo e far partire la campagna elettorale. Non è un caso che anche la data limite per la presentazione delle candidature non sia ancora stata definita da chi sta lavorando al tavolo delle regole: fissarla prima o dopo il 31 dicembre significa infatti chiudere la porta a Sala o lasciarla socchiusa, in vista di un eventuale posticipo del gazebo day.

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