Alle primarie fake di Salvini vince Marchini. E il centrodestra esplode

CentroDestra
Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini (D), con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni sul palco allestito in Piazza Maggiore a  Bologna, 8 novembre 2015. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Il leader della Lega, deciso ad affossare la candidatura di Bertolaso, ora chiede una consultazione vera a tutto il centrodestra

Metti un foglio in quarantuno gazebo disseminati Roma. Scrivici sopra 5 nomi scelti in maniera del tutto arbitraria e lascia uno spazio bianco per i candidati-fantasia. Invita i cittadini romani (e non) che sono a passeggio per il weekend ad esprimere la propria preferenza. Fai tutto questo senza lo straccio di un controllo, un comitato, una regola. Ecco a voi le primarie secondo Matteo Salvini.

Ebbene sì. La prima grande esperienza di consultazione popolare da parte del Carroccio è in realtà un fake. Senza consultarsi con nessuno, neppure tra gli alleati, il “felpato” si è inventato queste primarie per cercare di affossare, forte di un’improbabile volontà popolare, il candidato designato, Guido Bertolaso, frutto di un accordo tra lo stesso Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. La ‘luna di miele’ tra la Lega e l’ex capo della Protezione Civile, infatti, è durata pochissimo. Una battuta fuori posto sui rom (“hanno il diritto di vivere in condizioni dignitose”) e il feeling è andato a farsi benedire.

E quindi via alle consultazioni. Sul foglio cinque nomi: oltre allo stesso Bertolaso, ci sono Alfio Marchini, Francesco Storace, Fabio Rampelli e Irene Pivetti. “Ma nessun candidato ha la maggioranza assoluta“, dice Salvini. In testa c’è Marchini (4534), poi Pivetti (3495), Storace (3069), Bertolaso (2203), Giorgia Meloni (955) e Souad Sbai (508). Tanto basta al leader della Lega per arrivare alla conclusione che “se alle urne vanno questi 4 candidati del centrodestra la sconfitta è certa. Io chiedo a tutte le parti in causa di fermarsi, ragionare, se non sia il caso di coinvolgere tutti i cittadini romani che si identificano nel centrodestra in una giornata di partecipazione popolare”.

Il primo a commentare la mossa di Salvini è proprio uno dei “candidati”, Fabio Rampelli, che non usa parole tenere.  “La politica è una cosa seria: non commento le buffonate. Salvini il buffone lo può andare a fare a casa sua“.

Un altro candidato in pectore, Francesco Storace, fissa l’ultimatum: “Io domenica in coincidenza con le primarie del Pd, lancio la mia candidatura alle elezioni comunali per fare il sindaco di Roma. Sabato finisce la pazienza. E non starò zitto di fronte a nessuno dei responsabili della folle partita giocata dal centrodestra né di chi sarà il candidato scelto con la monetina”.

In attesa di capire quale sarà la reazione di Berlusconi, a farsi sentire è Giorgia Meloni: “L’unica notizia di oggi è che a Roma si continua a perdere tempo senza motivo. Rinnovo il mio appello a Berlusconi e Salvini: Fratelli d’Italia e i romani vogliono sapere cosa intendete fare e se Guido Bertolaso è il candidato unitario del centrodestra. Basta un sì o un no. Fratelli d’Italia si regolerà di conseguenza”.

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