Le Maschere, il premio speciale va a Glauco Mauri. Che regala una chicca

Teatro
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La Maschera al migliore spettacolo in assoluto è dell’Orestea di Luca De Fusco

Il sorriso grato e rassicurante dei grandi, e tanti tanti capelli bianchissimi, Glauco Mauri ha ritirato ieri dalle mani di Gianni Letta il premio del presidente della giuria Le Maschere del Teatro Italiano, consegnate al Mercadante di Napoli dagli stessi candidati, come da tradizione, insieme a una rosa di autorità d’ordinanza.

Ottantasei anni dichiarati senza remore (“Sono nato nel ’30”) l’attore pesarese che si appresta a interpretare Edipo per la terza volta (debutto a Firenze l’8 novembre prossimo), parla del suo mai interrotto rapporto con il teatro, frutto di una vocazione precoce subito ascoltata. Perché se “tutte le arti contribuiscono all’arte del vivere, il teatro è l’arte del vivere stessa”.

E questo premio che è anche un po’ alla carriera e arriva dopo una lunga serie, lo ha dedicato a Roberto Sturno, l’attore con cui divide la scena da trentacinque anni e con il quale ha fondato la storica compagnia che ne porta i nomi.

Pochi minuti celebrativi come si conviene a una differita tv (ieri, Rai 1 ore 23) e poi regala una chicca piena di anima e cuore con le parole di un canto degli schiavi neri nei campi di cotone, Tutti i figli di Dio hanno le ali. Standing ovation, la seconda della serata, dopo quella dedicata ad Anna Marchesini, ricordata da un commosso Tullio Solenghi in veste di conduttore, insieme ai troppi artisti che ci hanno da poco lasciato. Virgilio Zernit, Marina Malfatti, Paolo Poli, Giorgio Albertazzi e Luca De Filippo, che a Napoli aveva voluto fondare la scuola per “attori bilingui”, italiano e napoletano, ora affidata a Mariano Rigillo.

Una bella notizia è arrivata da Alessandro D’Alatri, direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo, e riguarda la ricostruzione del teatro de L’Aquila, i cui lavori procedono nel rispetto dei tempi in vista della consegna annunciata per la fine del 2017.

I premiati, Alvia Reale e Umberto Orsini per Il prezzo di Miller, Paolo Pierobon per il Robespierre de La morte di Danton, Filippo Dini per la regia di Ivanov, Fabrizio Gifuni per Lo straniero di Camus, Anna Foglietta per La pazza della porta accanto, Federica Sandrini per Signorina Else, Ruggero Cappuccio per Spaccanapoli Times, Andrea Liberovici per le musiche di Macbeth Remix, Pasquale Mari e Ursula Patzak, rispettivamente per luci e costumi ne La morte di Danton, Antonio Panzuto per le scene de Il deserto dei Tartari.
Il premio alla memoria di Graziella Lonardi Bontempo è andato invece a Massimo Osanna, soprintendente di Pompei.

Mentre la Maschera al migliore spettacolo in assoluto è dell’Orestea di Luca De Fusco, regista oltreché ideatore del premio insieme a Maurizio Giammusso.

I giurati chiamati a selezionare le terne successivamente sottoposte al voto di ottocento variegati operatori del settore, sono Masolino D’Amico, Maria Rosaria Gianni, Enrico Groppali, Emilia Costantini, Franco Però, Rosita Marchese, Francesco Bellomo, Maricla Boggio, Roberto Mussapi, Giulio Baffi, Moreno Cerquetelli.

Applausi.

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