Le lacrime di Nole Djokovic e il miracolo del tennis olimpico

Olimpia
epa05463842 Juan Martin Del Potro (R) of Argentina is congratulated by Novak Djokovic of Serbia after beating the World No. 1 during the men's singles match of the Rio 2016 Olympic Games Tennis events at the Olympic Tennis Centre in the Olympic Park in Rio de Janeiro, Brazil, 07 August 2016.  EPA/MICHAEL REYNOLDS

Il numero uno viene eliminato a sorpresa e abbandona il campo in lacrime tra gli applausi del pubblico. Un momento triste ma al tempo stesso bellissimo che forse vale per la sua carriera anche più di una delle sue tante vittorie

Esiste il tennis milionario, quello di Wimbledon, del Roland Garros, di Flushing Meadows, dell’Austrialian Open, dei tornei dei 1000. Il tennis glamour, quello dai premi faraonici. Poi esiste il tennis olimpico. Non piace a tutti i professionisti, tanto che molti, troppo spesso, ricorrono a vere e proprie scuse pur di non prendervi parte. D’altronde, questo secondo tipo di tennis, è diverso: non regala premi da svariati milioni di dollari, ma regala la “gloria”, regala una medaglia che magari va a sommarsi alle altre medaglie conquistate dagli atleti del tuo Paese. Quegli atleti che, a differenza dei super-tennisti, forse praticano lo sport come seconda o terza attività nella vita, lontani dai riflettori delle tv e dei media. Però, alle Olimpiadi, la medaglia un tennista milionario vale esattamente uguale a quella, per esempio, di un tiratore con l’arco o di un judoka sconosciuto alle masse.

Un uomo che ha sposato l’essenza del tennis olimpico è sicuramente Novak Djokovic, detto Nole. Il serbo è da anni il numero uno indiscusso del circuito mondiale, ha fatto il vuoto dietro di sé e puntava alla vittoria olimpica. Succede però che a Rio gli si frappone il “vecchio” Juan Martin Del Potro, lungagnone argentino destinato a una carriera stellare se non fosse stata falcidiata dagli infortuni. 7-6, 7-6, a sorpresa. E Nole torna a casa. Travolto dall’affetto del pubblico di Rio, il numero uno scoppia a piangere. Proprio come farebbe un ragazzo alle prime armi e non un campione milionario pluridecorato. Ci dispiace per Nole, ma al tempo stesso, crediamo che quelle lacrime abbiano scritto un’altra bellissima pagina di sport nella sua stupenda carriera.

Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli