Le due facce dell’America. Il super-martedì è Hillary e Trump

Americana
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Sette Stati a sette, i due guidano la corsa verso la nomination. Conservatori
divisi, due settimane per fermare l’inarrestabile ascesa del magnate

«Come prosso trasferirmi in Canada?». È stata apparentemente una delle frasi più cliccate su Google in seguito alla vittoria di Donald Trump al Super Tuesday. La frase reassume bene sia lo stato di shock dell’establishment repubblicano che quello di tanti democrats, meno convinti dei loro leaders che Trump sarebbe l’avversario migliore per rivincere la Casa Bianca. Il voto del supermartedì è complesso e non permette di fare predizioni sicure sull’esito delle primarie se non che per la prima volta da quando sono state introdotte c’è la concreta possibilità che i candidati più votati vengano scelti alle Conventions. Innazitutto i risultati: in campo repubblicano, Trump ha vinto in 7 stati (Alabama, Arkansas, Georgia, Massachssets, Tennessee, Virginia e Vermont), portando a casa 234 delegati, arrivando quindi a 316 sui 1.236 necessari per vincere

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