Le cose da ricordare prima di guardare Sanremo stasera

Sanremo
Elton John

Sul palco di Sanremo, lo scorso anno, la famiglia Anania fu sbeffeggiata dal web e difesa dai giornali e dai politici più “integralisti”. Non facciamo lo stesso errore con Elton Jhon.

Era l’11 febbraio 2015 quando, sul palco di Sanremo, fu celebrata la famiglia tradizionale italiana: gli Anania.

famcristionline_20150210223547113_1240898Ve la ricordate? 16 figli per una famiglia “normalissima”, frutto della Provvidenza. Il papà, sul palco dell’Ariston non nascose la sua fede smisurata, ringraziando, più di una volta, “lo spirito Santo”. Un inno, in mondovisione, alle famiglie numerose e religiose che serviva a compensare l’altro ospite della kermesse, la cantante Conchita Wurst.

 

 

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Ricorderete anche che Carlo Conti, per tutto il tempo dell’intervista alla drag queen austriaca, la chiamò Tom, giustificando che si erano messi d’accordo in precedenza sul nome da usare. Asserzione smentita dalla stessa Wurst che su Twitter si disse “sorpresa”.

 

 

Ricorderete anche le dichiarazione di sostegno alla famiglia Anania di politici italiani e giornalisti, che li difesero (giustamente) dagli attacchi del web (a volte molto pesanti). Su Avvenire, per esempio, ci si chiedeva che cosa avesse fatto di male la famiglia Anania per prendersi in pochi minuti quasi 3.000 tweet di insulti sul web. Mario Adinolfi su Facebook fu conciso e chiarissimo: “Mi piace la famiglia Anania. Mi piace la canzone di Malika Ayane. Non mi piace Conchita Wurst e la propaganda gender. Oggi vediamo Sanremo, domani no”.  Ma anche Maurizio Gasparri si lanciò in difesa della famiglia calabrese, inviando un’interrogazione al Presidente e al Direttore generale della Rai per lamentare che gli Anania “erano stati trattati come un fenomeno da baraccone” e denunciando il “linciaggio” mediatico che avevano subito.

 

elton-john-e-famiglia-652496Tutte cose da ricordare prima di mettersi sul divano e guardare Elton John stasera. Che è un cantante prestigioso. Omosessuale, sposato e con due figli. E merita rispetto, come qualsiasi altra famiglia.

Non è accettabile infatti che solo per il fatto di essere gay, ci si debba preoccupare automaticamente di diventare un “testimonial dei diritti”, come se le proprie preferenze sessuali diventassero una promozione della propria vita.

In Italia essere omosessuali, non è una colpa né è fuorilegge. Ricordiamocelo stasera e sempre. E rispettiamo gli altri, se vogliamo essere rispettati.

 

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