Le campagne d’odio contro la Boldrini uniscono la Lega e il M5S

Politica
Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, durante il saluto introduttivo al Convegno 'Srebrenica, vent'anni dopo il genocidio. Per non dimenticare' alla Sala Aldo Moro di Montecitorio. Roma, 9 Luglio 2015. ANSA/FABIO CAMPANA

Insulti bipartisan contro la presidente della Camera: la solidarietà del Pd e SI

Laura Boldrini va eliminata fisicamente“, ecco l’ultimo post via Facebook della capogruppo leghista in consiglio comunale a Musile di Piave (Venezia) Monica Bars, che ha provocato la reazione del Pd e di Sinistra italiana. E così dal Veneto, il caso rimbalza in Parlamento con cinque parlamentati Dem (Zoggia, Mognato, Murer, Martella e Moretto) che hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Alfano. Per gli esponenti Dem “le espressioni usate risultano essere andate ben al di là della libertà critica di espressione”. “Si diano una calmata – dice anche Nicola Fratoianni – prima che qualche pazzo prenda alla lettera le loro farneticazioni”. Basta, con questa “incontinenza di violenza verbale che ogni giorno scaturisce dalle bocche dei leghisti ha superato ogni limite immaginabile”.

E in effetti non è davvero la prima volta che i dirigenti del Carroccio se la prendono con la Presidente della Camera. Non potrebbe essere altrimenti visto che uno dei più attivi denigratori è proprio il loro leader Matteo Salvini. L’ultimo episodio, da un palco di una festa leghista, soltanto pochi giorni fa in cui Salvini ha paragonato la presidente di Montecitorio a una bambola gonfiabile. Nessuna scusa, anzi viene rincarata la dose con accuse di ipocrisia e razzismo contro gli italiani.

Il Parlamento ne ha dovute sentire di insulti contro la Boldrini. Come non ricordare le proteste scomposte dei deputati leghisti o i titoloni dei giornali di centrodestra come Libero e il Giornale, del calibro di “maestrina” o “capra”.

Ma non sono i soli. Anche il M5S è stato uno dei più duri oppositori della Presidente. E anche in questo caso a lanciare le campagne d’odio è proprio il leader del Movimento, Beppe Grillo. E allora ecco che gli allievi imparano in fretta: il deputato grillino Diego De Lorenzis, viene sospeso per aver gridato “collusa” alla presidente della Camera ma forse era “cornuta”. Lettera di censura per il deputato M5S Angelo Tofalo, che il 20 maggio, aveva urlato alla Boldrini “lei è pazza”, ma poi si era scusato. Ma anche il già responsabile della Comunicazione Claudio Messora al Senato scrive, chiamando la Boldrini per nome, che se gli aderenti grillini fossero tutti stupratori lei non correrebbe alcun rischio.

A voi il giudizio….

 

 

 

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