Borsa di Milano ancora giù, e torna il fantasma dello spread

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Piazza Affari perde il 4,7. Male tutti i listini europei e ancora giù il petrolio di nuovo in zona 30 dollari al barile. Spread a 147 punti

Un’altra giornata no sui mercati. Non c’è pace per l’economia mondiale in questo inizio di 2016. Le Borse mondiali continuano ad andare a fondo e ritornano pericolosamente ai livelli dei giorni della crisi finanziaria, crisi che si pensava fosse già alle spalle. L’incertezza dei mercati è dovuta principalmente a 4 fattori: l’incertezza politico-economica mondiale, il crollo del prezzo delle materie prime, il rallentamento delle economie emergenti, in primis quella cinese, e le difficoltà delle banche europee. Questi 4 fattori, uniti alla speculazione finanziaria che in questo periodo sembra tornata molto in voga, stanno portando gli indici nelle zone pre-allarme.

Anche nella giornata di oggi, le Borse mondiali hanno tutte il segno meno, con l’eccezione di Tokyo che è riuscita a chiudere in positivo (+1,10) grazie soprattutto alla debolezza dello yen.

In Europa la maglia nera è Milano che dopo la prima ora in cui ha tentato il rimbalzo è sprofondata rimanendo stabilmente tra il -3% e il -4% e chiudendo poi a -4,69%.

Male oggi anche i titoli di stato italiani che hanno quasi 20 punti dai titoli tedeschi, portando lo spread a 147 e il rendimento sui titoli a 10 anni a 1,69%.

Quelli italiani non sono gli unici titoli di stato a veder accrescere il proprio rendimento, anche i titoli portoghesi, nonostante il via libera della Commissione alla manovra 2016, quelli spagnoli e quelli greci, che nella sola giornata di oggi si sono alzati dello 0,60%.

A portar giù l’indice milanese sono state le banche ed energetici con Mps, Banca popolare Emilia Romagna, Ubi banca e  Poste Italiane che perdono più di 10 punti e Saipem che è stata sospesa più volte per eccesso di ribasso ed ha chiuso a -24,65%. La prestazione negativa di Saipem è dovuta principalmente a 2 fattori, uno la crisi del prezzo del petrolio e l’altro il probabile downgrade del suo rating da parte di Standard & Poor’s. Male anche Fca che chiude in forte ribasso facendo segnare -9,63%.

Anche il Dax di Francoforte ha subito forti perdite e la causa principale è come per Milano la scarsa fiducia nel sistema bancario con Deutsche Bank che ha subite perdite superiori al 10%. Male anche l’apertura di Wall Street con il Dow Jones che perde costantemente tra 1,5% e il 2% e il Nasdaq sempre intorno al -2%. La borsa americana è portata giù dai dati contrastanti sul lavoro Usa: nonostante la disoccupazione sia scesa sotto quota 5%, a livelli pre 2008, e i salari siano aumentati gli investitori sono delusi sui nuovi posti di lavoro di gennaio fermi a quota 151mila a fronte di una previsione di 190mila. Ora tutti attendono l’audizione della numero 1 Fed, Janet Yellen, mercoledì al Congresso Usa.

 

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