Le 10 canzoni che hanno segnato gli anni ’90

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Dai Queen agli U2 passando per Britney Spears: gli anni ’90 un decennio che ha cambiato la storia della musica

Il decennio che va dal 1991 al 2000 è forse il più vario nella storia della musica, ancora ancorato negli anni ’80, ma con molte novità che caratterizzeranno gli anni 2000. E’ un decennio dove i miti della musica ancora la fanno da padrone, ma dove comunque le novità musicali si sono fatte sentire. E’ il decennio che musicalmente verrà ricordato per il gran successo di Girl e Boy band che hanno caratterizzato la parte finale del decennio.

In questa nostra top ten vogliamo ricordare le canzoni che annualmente hanno segnato i giovani, e meno giovani del periodo.

1991 The Show Must Go On – Queen 

Il nuovo decennio si apre con l’ultimo disco dei Queen (nella formazione classica, non considerando l’album postumo Made in Heaven), band che ha segnato gli ultimi vent’anni della musica mondiale. Il disco Innuendo è un successo mondiale, ma il singolo The Show Must Go On, uscito pochi giorni prima della morte di Freddy Mercury, è il simbolo del 1991. La canzone è una meravigliosa poesia composta dal chitarrista del gruppo Brian May: “Lo spettacolo deve andare avanti/Lo spettacolo deve andare avanti, sì/Dentro, il mio cuore è rotto/Il mio trucco potrebbe scrostarsi/Ma il mio sorriso regge ancora”. Quasi una profezia di quello che dopo pochi mesi dalla sua composizione sarebbe successo.

 

1992 Smells Like Teen Spirit – Nirvana

Quando si parla di Grunge, non si può non citare Smells Like Teen Spirit dei Nirvana, che nel 1992 ha spopolato nelle classifiche mondiali, e che a tutt’oggi è considerata una pietra miliare della musica mondiale. La morte del leader del gruppo Kurt Cobain, suicidatosi nel 1994 a 27 anni, ha dato a questo stupendo stupendo brano ancora più popolarità. Quando uscì la canzone fu battezzata “l’inno dei ragazzi apatici” della Generazione X.

 

 

1993 Heal the World – Michael Jackson

 Michael Jackson è stato certamente uno degli artisti più amati durante gli anni ’80 e ’90. Le sue canzoni spesso, per non dire sempre, raggiungevano le vette delle classifiche in tutto il mondo e le sue coreografie sono ancora amate e imitate. Heal the World è insieme a We are the World, una dei brani più atipici nel repertorio del Re del Pop. Nel video della canzone Jackson non compare, cosa rarissima, ed è caratterizzato da bambini che vivono in paesi che soffrono di disordini. Heal the World si può definire un vero e proprio inno all’amore, che dal  il 31 gennaio 1993, giorno in cui il cantante lancio il singolo durante l’half time del Super Bowl, divento la colonna sonora dell’anno.

 

1994 Streets Of Philadelphia – Bruce Springsteen

Nel 1994 è il Boss a farla da padrone, la sua Streets Of Philadelphia, premio Oscar come miglior colonna sonora canto sulla vita con l’AIDS, strutturato sulla musica di una tastiera e di una batteria. Colonna sonora del film Jonathan Demme, che affronta proprio il tema AIDS, tema molto sensibile all’inizio degli anni ’90, la canzone ha avuto un grandissimo successo nel 1994, e ancora oggi è considerata uno dei grandi classici del rock mondiale.

1995 Macarena – Los Locos

Il successo mondiale della Macarena è a tratti inspiegabile, ma nel 1995 non si ascoltava, e ballava, quasi altro che non fosse la cover dei Los Locos. La canzone è stata incisa nel 1993 dal duo spagnolo Los del Río, ma è solo nella versione degli italiani Los Locos, abbinata al famoso ballo, che la Macarena diventa un successo planetario nel 1995 e per molti anni a seguire.

 

 

1996 Wannabe – Spice Girls 

E’ l’anno in cui il mondo ha conosciuto il Girl power delle Spice. Il singolo d’esordio Wannabe ha spopolato in tutto il mondo ed ha avuto un successo che lo ha fatto primeggiare in ben 32 Paesi. Sette milioni di copie vendute, numeri da capogiro specialmente per artiste all’esordio. La canzone, ed in generale tutto il mondo Spice erano quasi venerate da flotte di adolescenti che in quegli anni non volevano sentir altro che non fossero le Spice Girl, un fenomeno quasi sociologico più che musicale simbolo di un vero e proprio cambio generazionale.

 

1997 I’ll Be Missing You – Puff Daddy & Faith Evans & 112

La canzone è in memoria dell’artista The Notorious B.I.G., membro della Bad Boy Records, che venne ucciso il 9 marzo 1997. E’ scritta sulla melodia del successo dei Police “Every Breath You Take“, e per questo motivo dopo una battaglia legale Sting ottenne il 100% dei diritti sulla canzone. Il rap di Puff Daddy unito alla splendida voce di Faith Evans ha reso la canzone unica e un successo planetario che l’ha fatta diventare il brano simbolo del 1997.

 

1998 La Copa de la Vida – Ricky Martin 

E’ l’anno dei mondiali di Francia e l’inno della competizione è La Copa de la Vida interpretata dal cantante portoricano Ricky Martin. Il brano già molto popolare con la manifestazione francese spiccò il volo e andò in testa alle classifiche di mezzo mondo. L’anno seguente l’artista portoricano pubblicò anche la versione inglese The Cup of Life che però non raggiunse le vette toccate con la versione originale.

 

 

1999 Baby one more time – Britney Spears

Nel 1999 il mondo conobbe la giovane teenager Britney Spears che con Baby one more time raggiunse un grandissimo successo. E’ considerata una delle canzoni più famose degli anni ’90. Come per le Spice Girl il pubblico di riferimento sono gli adolescenti, i coetanei dell’artista americana. Enorme successo lo ebbe anche il video musicale, dove Britney Spears interpreta vari personaggi sempre ballando sulle note della canzone. Particolarmente apprezzata per l’originalità la prima scena dove la Spears in uniforme da scolare balla per tutta la scuola.

 

2000 Beautiful Day – U2 

Il nuovo millennio si apre con il nuovo successo degli U2. Beautiful Day è uno dei tanti brani della band irlandesi che sono passati alla storia. Il rock degli U2 è da più di vent’anni (all’epoca, oggi 40) sulla cresta dell’onda, ma Beautiful Day ha qualcosa che la rende unica. Infatti è la canzone che riporta il sound della band alle origini rock, dopo le sperimentazioni elettroniche degli anni ’90. Il ritorno al passato è stata l’arma vincente e da allora gli U2 hanno continuato a sfornare grandi successi, come sempre hanno fatto nella loro carriera.

 

 

 

 

 

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