L’avvertimento di Obama ai leader Isis: “Sarete i prossimi a essere colpiti”

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Il presidente Usa interviene dopo la riunione del Consiglio di sicurezza: “La lotta all’Isis è difficile, ma tutti i nostri alleati sono pronti a fare di più”

“La lotta contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq continua a essere difficile ma noi diciamo ai militanti: ‘non potete più nascondervi, sarete i prossimi ad essere colpiti'”.

Dopo la riunione al Pentagono con il Consiglio di sicurezza, il presidente Usa Barack Obama torna sul tema terrorismo e lancia la sfida ai leader dello Stato Islamico promettendo di fare di tutto per sconfiggerli: “La lotta all’Isis è difficile, ma tutti i nostri alleati sono pronti a fare di più. La Francia, la Germania, il Regno Unito, l’Australia, l’Italia stanno facendo di più. E così devono fare gli altri”, ha detto Obama.

“E’ per questo – ha aggiunto il presidente americano – che ho chiesto al segretario alla Difesa Carter di andare in Medio Oriente, e partirà immediatamente dopo questo briefing, per lavorare con i partner della nostra coalizione al fine di garantire un maggior contributo sul fronte militare”. Mentre sul fronte diplomatico, ha proseguito Obama, il segretario di stato Kerry sarà domani a Mosca per continuare il confronto sulla fine della guerra civile in Siria.

Ora però è necessario essere più veloci: “Dobbiamo far sì che i progressi nella lotta all’Isis siano più rapidi” ha dichiarato il presidente Usa aggiungendo che le forze speciali degli Stati Uniti hanno già iniziato sostenere i gruppi locali in Siria, nella loro lotta contro lo Stato islamico. 

“Stiamo colpendo l’Isis più duramente che mai. La strategia va avanti e insieme ai partner della coalizione, stiamo colpendo i leader dello Stato islamico uno per uno” ha detto Obama. “La nostra battaglia è difficile – ha aggiunto – perché i militanti si nascondono nelle aree urbane e usano donne e bambini come scudi umani. Ma l’Isis – ha detto ancora – ha perso il 40% delle zone che una volta controllava in Iraq, grazie alla nostra offensiva e all’impegno degli alleati”.

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