Lavoro, pensioni e contrasto alla povertà: le priorità di ‘Sinistra è cambiamento’

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La componente del Partito democratico in un seminario a Montecitorio. Riunione propositiva, presenti anche esponenti del governo. Damiano: “Serve un’azione di sinistra molto più incisiva”. Sulla flessibilità in uscita Nannicini assicura che l’obiettivo è un accordo entro metà settembre

Un’agenda sociale declinata su tre capisaldi: lavoro, lotta alla povertà e pensioni. Su questo dovrà concentrarsi maggiormente l’azione del governo secondo Sinistra è Cambiamento, la componente di minoranza del Partito democratico che sostiene le idee dell’esecutivo.

Durante un seminario oggi a Montecitorio il deputato dem Cesare Damiano ha presentato un’agenda di cui l’esecutivo, a suo giudizio, dovrebbe tener conto per soddisfare il più rapidamente possibile le esigenze delle fasce più deboli della popolazione. Il presidente della commissione Lavoro chiede al governo “una svolta sociale e un’azione di sinistra molto più incisiva”.

Lo spirito delle istanze, tuttavia, è stato costruttivo e tipico della componente di cui fanno parte tra gli altri il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e il deputato Matteo Mauri. Hanno partecipato anche i due sottosegretari Pier Paolo Baretta e Tommaso Nannicini.

E rispondendo alle proposte avanzate da Cesare Damiano, lo stesso Nannicini ha parlato dei tempi legati alla trattativa in corso sulle pensioni assicurando di voler accelerare per arrivare a metà settembre con un quadro definito. “Tutti ci auguriamo che ci sia qualcosa da firmare insieme ai sindacati: l’orizzonte temporale per mettere nero su bianco è questo. Dobbiamo accelerare”. Un’apertura che a margine dell’iniziativa il coordinatore di Sinistra è cambiamento Matteo Mauri rivendica in questo modo: “Sarebbe un ottimo risultato a cui stiamo cercando di dare un contributo da tempo”.

Nel corso dell’incontro, al quale erano presenti anche il capogruppo dem Ettore Rosato e Gianni Cuperlo, leader di Sinistradem, Damiano ha sottolineato come le istanze presentate oggi siano il frutto di un lungo lavoro svolto assieme ai colleghi della Commissione Lavoro di Montecitorio. “Proposte che devono partire da un chiaro presupposto politico, la ricerca del principio di uguaglianza: in questi anni – ha messo in evidenza – il capitalismo finanziario ha colpito il ceto medio e ha provocato una eccessiva crescita della povertà. Ecco perché è necessario intervenire in tempi rapidi, introducendo nella prossima legge di bilancio alcuni interventi con una forte vocazione sociale”.

A partire dal lavoro, ha sottolineato il deputato dem, entrando nel merito delle proposte. Rendendo ad esempio strutturali gli incentivi per il contratto a tutele crescenti, limitando l’uso dei voucher o prolungando la durata degli ammortizzatori sociali in deroga. Oppure, parlando di povertà, il governo dovrebbe agire con più determinazione, creando ad esempio uno strumento di contrasto alla povertà assoluta, non più solo sperimentale o provvisorio.

Infine sul terzo caposaldo della proposta, le pensioni, Damiano parte da un ragionamento molto semplice: visto che le risorse a disposizione sono limitate, il governo nell’uscita anticipata dovrebbe tutelare alcune categorie: disoccupati in età avanzata, chi ha un lavoro usurante, lavoratori precoci e invalidi. Insomma, va selezionata una platea alla quale non far pagare pegno: “Si vuole partire dai contenuti per raggiungere uno spirito di squadra propositivo in grado di dare una mano al governo”.

Sulle proposte sono arrivate poi le riflessioni degli esponenti dell’esecutivo presenti al seminario. Secondo il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, l’esigenza di un’agenda sociale si avverte, ma non può non tenere conto di tre assi di riferimento: “L’Europa e quindi la strategia sociale europea sulla quale chiedere maggiore flessibilità; lavoro e previdenza, su cui bisogna attendere gli esiti della trattativa in corso con i sindacati; la disuguaglianza, anche se su questo tema – avverte Baretta – va fatta una profonda riflessione: è meglio agire sul lato del reddito (Irpef) o rafforzare le misure di contrasto alla povertà?”.

Per concludere, il capo della squadra economica di Palazzo Chigi Tommaso Nannicini mette in chiaro che la prossima legge di bilancio avrà una impronta sociale marcata ma che, allo stesso tempo, non sarà possibile rispondere a tutti i punti sul tavolo dell’agenda sociale avanzata oggi: “Ci vorrebbe uno sforzo finanziario che al momento non vedo nelle nostre possibilità” ha spiegato. Per questo bisogna accelerare la definizione di un accordo con i sindacati per passare ai fatti. L’anticipo pensionistico a cui lavora il governo, aggiunge, non sarà la bacchetta magica ma darà comunque delle risposte. Nannicini conferma inoltre di impegnarsi nel “togliere quei paletti odiosi per i lavoratori usuranti” e per i lavoratori precoci, temi cari a Damiano e alla componente dem che ha organizzato l’incontro.

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